martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 03:52
25 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:31

Terni, diossine e furani nell’aria: la sinistra dubita del ‘No panic’ di Asl e Fi chiede altri controlli

La chiusura dell’inceneritore agita la politica, Ferranti: «Verifiche anche su impianto Acea»

Terni, diossine e furani nell’aria: la sinistra dubita del ‘No panic’ di Asl e Fi chiede altri controlli
L'inceneritore (foto Colonna)

L’ordinanza disposta dal sindaco Leopoldo Di Girolamo sull’impianto di incenerimento Terni Biomassa della Tozzi holding, stimola il dibattito politico e da destra a sinistra le forze vanno in pressing sulle autorità competenti, perché estendano i controlli anche sull’inceneritore Acea. Sinistra italiana Terni fa anche appello all’Ausl Umbria 2: «È opportuno chiarire se e cosa rischiano i cittadini ternani con la presenza di diossine e furani nell’aria» .

Forza Italia chiede controlli anche su impianto Acea Alla luce delle verifiche svolte da Noe e Arpa sull’inceneritore di Maratta «ci si domanda – dichiarano da Sinistra italiana – come a quest’impianto possa essere rilasciata l’Aia (autorizzazione integrata ambientale) il 6 giugno prossimo (data in cui è convocata la conferenza dei servizi)». «Considerate le irregolarità emerse che hanno portato alla chiusura del camino – tuona il capogruppi Fi in consiglio comunale Fracesco Ferranti – riteniamo doverosa un’accurata e attenta indagine sulle emissioni di sostanze inquinanti in questo territorio. Per questa ragione – annuncia – assieme ai colleghi Brizi e Fatale presenterò lunedì prossimo una istanza al sindaco affinché richieda alle istituzioni  che ne hanno competenze ( Noe , Asl ed Arpa ) di svolgere gli stessi controlli anche sull’inceneritore Acea. Analoga richiesta verrà presentata anche in provincia dal capogruppo Sergio Bruschini».

Sinistra italiana «È necessario verificare se i livelli di diossine e furani emessi possano far ipotizzare una reale emergenza ambientale – ammoniscono da Sinistra italiana -, è possibile sapere da quanto tempo le emissioni si sono verificate? Vorremmo sapere le cause di sforamento e se esiste chi vigila costantemente sui livelli. In secondo luogo – sottolineano , l’Ausl 2 fa presente che non esiste alcun rischio immediato per la salute pubblica contraddicendo completamente quanto riportato nella nota che ha convinto il sindaco a chiudere l’impianto. Il pericolo immediato – chiedenono all’azienda sanitaria locale – esiste o non esiste? I cittadini ternani rischiano o no di subire danni? Crediamo che sia utile iniziare un percorso comune e partecipato – propongono infine alle forze sociali – in cui si rifletta tutti insieme sullo stato dell’ambiente nella nostra città e sulle soluzioni da intraprendere».

 

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