sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 14:05
25 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:25

Terni, difese al lavoro per Acciaio sporco: «Oltre 5 mila euro al mese per ogni complice»

I conti della banda dalle carte dell’inchiesta: «Tra settembre e ottobre un giro da 52 mila euro». Mercoledì intanto partiranno gli interrogatori di garanzia davanti al gip Santoloci

Terni, difese al lavoro per Acciaio sporco: «Oltre 5 mila euro al mese per ogni complice»
La Forestale in Ast (foto Rosati)

di Massimo Colonna

La difese degli arrestati al lavoro in vista degli interrogatori di garanzia. Primi incontri tra gli avvocati degli otto finiti agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta Acciaio sporco, portata avanti dagli uomini del comandante regionale del Corpo forestale Guido Conti con il coordinamento della procura della Repubblica di Terni, che si è mossa con il sostituto procuratore Elisabetta Massini.

La perquisizione: il video
Fotogallery
Parlano gli inquirenti 

Mercoledì gli interrogatori L’incontro con gli avvocati difensori è servito a fare il punto della situazione in vista dei prossimi appuntamenti, a cominciare dall’interrogatorio di garanzia che è in programma per mercoledì. Le parti infatti in queste ore stanno iniziando a studiare la mole di documenti relativi agli atti dell’indagine, alcuni dei quali sono finiti nell’ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari firmata dal giudice per le indagini preliminari Maurizio Santoloci. Proprio in virtù della gran quantità di documenti ecco che l’avvio degli interrogatori di garanzia è stato fissato a mercoledì, così da concedere tempo alle parti di analizzare i fatti e le contestazioni degli inquirenti.

Il giro di soldi Intanto dalle carte emergono nuovi spunti in particolare sul giro di mazzette messo in piedi dalla banda. In una intercettazione finita agli atti si ascoltano due degli indagati parlare proprio di contanti: «Queste qua sono settembre più ottobre, il totale del camion sono 130 ok, quindi è 130 per 400 e la differenza è tua».

Lo stipendio extra Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti 130 sono in totale i camion cosiddetti ‘cattivi’, ossia quelli con il materiale non in regola, recapitati ad Ast nei mesi di settembre ed ottobre e il compenso totale, pari a 52 mila euro sia da distribuire ai cinque classificatori, ossia gli addetti dell’Ast che si occupavano di gestire i camion nel piazzale, «con un retribuzione quindi di 10.400 euro per ognuno per il periodo citato, pari a 5.200 euro al mese per classificatore».

I camion «Il numero di 130 camion – è la ricostruzione degli inquirenti – è compatibile con quanto accertato dalla polizia giudiziaria, in quanto, con il sistema 5+2 (ingresso di 5 camion cattivi per ognuno dei 4 giorni), si arriva a 20 camion cattivi per ogni lotto. A settembre sappiamo con certezza che tutti e quattro i lotti sono risultati alterati e quindi si desume che siano stati consegnati ad Ast ben 80 camion cattivi».

Twitter @tulhaidetto     

©Riproduzione riservata

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