sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 05:12
14 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:21

Terni, confermate le condanne per il rogo Tk: Moroni e Pucci accompagnati in carcere

La Cassazione respinge i ricorsi dei sei imputati. L'azienda: «Addolorati, non accadrà più». I due ex dirigenti si presentano spontaneamente in questura

Terni, confermate le condanne per il rogo Tk: Moroni e Pucci accompagnati in carcere
(Immagine dal Tg1)

«E’ una vittoria per tutti i morti sul lavoro», così le famiglie dei sette operai morti nel rogo di Torino, mentre la multinazionale esprime cordoglio e promette che fatti del genere «non accadranno più». Sono le prime reazioni alla decisione presa dalla Cassazione sui ricorsi presentati dai sei imputati per il rogo di Torino alla Thyssen Krupp. I giudici hanno confermato le pene definite in appello.

Trasportati in carcere Intanto sabato mattina la polizia di Stato ha eseguito l’ordine di carcerazione per i due manager della ThyssenKrupp tramite gli agenti della Digos. Marco Pucci e Daniele Moroni i due ex dirigenti delle acciaierie, dopo le condanne sono stati condotti in carcere (foto dal Tg1) dopo essersi spontaneamente presentati in questura.

La decisione Venerdì sera i giudici della Quarta sezione penale della Cassazione nella serata di venerdì, con presidente Fausto Izzo, hanno respinto i ricorsi presentati dai sei imputati respingendo anche le richieste della procura della Suprema corte di aprire un appello ‘ter’ per ricalcolare le pene inflitte nel giudizio di appello.

La conferma Di fatto quindi vengono confermate le decisioni del secondo grado: 9 anni e 8 mesi di reclusione per l’ex amministratore delegato Harald Espenhahn, 6 anni e 3 mesi per Marco Pucci e Gerald Priegnitz, 7 anni e 6 mesi per Daniele Moroni, 7 anni e 2 mesi per Raffaele Salerno, 6 anni e 8 mesi per Cosimo Cafueri. Gli imputati rispondevano di omicidio colposo plurimo e di violazione delle norme sulla sicurezza, in seguito all’incendio che causò la morte degli operai Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo, Bruno Santino e Antonio Schiavone.

Le reazioni «E’ una vittoria che vale per tutti i morti sul lavoro», queste le prime reazioni da parte dei famigliari delle vittime che hanno assistito al verdetto dei giudici. In serata poi è arivata anche la presa di posizione della ThyssenKrupp tramite una nota. «Prendiamo atto con rispetto del dispositivo della sentenza. I tribunali italiani hanno dovuto affrontare il difficile compito di valutare penalmente il tragico incidente di Torino e le sue terribili conseguenze per i nostri collaboratori e i loro familiari. Esprimiamo nuovamente il nostro cordoglio alle vittime e alle loro famiglie. Thyssenkrupp è profondamente addolorata che in uno dei suoi stabilimenti si sia verificato un incidente così tragico. Faremo il possibile affinche’ tale disgrazia non accada mai piu».

©Riproduzione riservata

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