domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 15:59
25 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:02

Terni, Comune pronto a vendere il 50% delle quote Umbria energy: Melasecche su tutte le furie

Il consigliere: «Fatturato drammatico, strategia politica per interesse di altre società»

Terni, Comune pronto a vendere il 50% delle quote Umbria energy: Melasecche su tutte le furie

Il capogruppo di I love Terni Enrico Melasecche sbircia il bilancio 2014 di Umbria energy e chiede lumi al sindaco Leopoldo Di Girolamo, alla luce di quanto emerso in terza commissione rispetto alla possibile vendita del 50% delle quote di società: «Fatturato ridicolo – tuona- probabilmente frutto di una strategia politica di indebolimento volta alla svendita e quindi a fare gli interessi di altre società in espansione».

Enrico Melasecche Il consigliere non fa nomi di altre società, né di amministratori coinvolti ma il suo attacco è durissimo, tanto nelle premesse quanto nel dispositivo dell’atto d’indirizzo elaborato. La sua proposta, tanto per cominciare, è quella di ridurre i costi di amministrazione della società (partecipata dal Comune al 50% tramite Asm) imponendo anche cambi al vertice: «Cda e collegio sindacale – denuncia – hanno un costo esorbitante pari a dieci volte l’utile di esercizio 2014 della stessa Umbria energy (15 mila euro)».

Palazzo Spada pronto a vendere quote Umbria Energy «La situazione drammatica in cui versa oggi il bilancio del Comune – Melasecche gira il dito nella piaga -, vede la giunta avviarsi verso la cessione di quote significative di società partecipate, nel caso di Umbria energy la vendita dell’intera partecipazione, anzi qui si tratta di una svendita con un introito da parte dell’Asm di ben poco giovamento».

Chi fornisce gas ed elettricità per edifici pubblici a Terni Il consigliere, con l’atto d’indirizzo chiede al sindaco di fornire, appena disponibile, il bilancio consuntivo 2015 di Umbria energy, di informare il consiglio su risultati, aspettative e investimento iniziale sulla società e di spiegare da chi si rifornisce il Comune di energia elettrica e gas, per i molti edifici pubblici, uffici, scuole, musei, teatri e per la pubblica illuminazione ed a quali condizioni: «Se l’ente stesso non utilizza la propria società partecipata ma altri fornitori, le ragioni possono essere solo due – insinua Melasecche -, costa troppo o è inefficiente; in ogni caso sarebbe penalizzata». Il capogruppo di I love Terni vuole inoltre sapere quanti clienti, dalla costituzione di Umbria energy ad oggi hanno abbandonato questo fornitore e quanti contratti nuovi sono viceversa stati acquisiti dalla partecipata Asm e «a chi fanno capo le responsabilità di un fatturato ridicolo».

 

 

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