sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 12:23
2 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:34

Terni, commozione ai funerali di Bellini: «Sandro era buono, assassino si converta»

Cappella dell'obitorio gremita per l’ultimo abbraccio all’operaio di 53 anni ucciso e gettato nel Velino. Don Benigni: «Gran lavoratore e persona onesta, legame forte con la sorella»

Terni, commozione ai funerali di Bellini: «Sandro era buono, assassino si converta»

di Massimo Colonna

«Era una persona buona, trasparente, onesta sul lavoro, che non avrebbe fatto male ad una mosca». Così don Fernando Benigni descrive Sandro Bellini, l’operaio ternano 53enne ritrovato cadavere domenica mattina nelle acque del fiume Velino e ucciso, secondo gli inquirenti, da Halan Andriy finito in carcere.

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I funerali di Bellini E’ uno dei passaggi più toccanti dell’omelia pronunciata dal sacerdote nella cappella dell’obitorio dell’ospedale Santa Maria di Terni, dove mercoledì pomeriggio si sono svolti i funerali. In prima fila la sorella Claudia e suo figlio, nipote di Sandro. «Nessuno di noi oggi – ha spiegato don Fernando – avrebbe voluto trovarsi in questa situazione. Sandro era una persona mite, sempre pronto ad aprirsi agli altri ed amichevole, trasparente. Era un gran lavoratore e di sicuro non avrebbe fatto male ad una mosca».

La conversione «Penso anche – ha proseguito il sacerdote – a colui che è in carcere per questi fatti. Chi ha responsabilità si converta, cambi prospettiva di vita, chi ha sbagliato viva la detenzione come occasione di redenzione. Nei giorni scorsi sono stato proprio in carcere in occasione dei festeggiamenti del giubileo della misericordia e ho parlato con un detenuto, il quale mi ha spiegato la sua volontà di confessarsi per i peccati che aveva commesso in passato, prima di essere rinchiuso. C’è necessità di una nuova prospettiva nella vita».

Le letture La cerimonia si è svolta nella piccola e gremita cappella dell’obitorio dell’ospedale. «Quando risorgeranno dai morti, infatti, saranno come angeli nei cieli»: così un passaggio del vangelo di Marco, una delle letture del rito. «So che Claudia – ha concluso don Fernando – ha cresciuto suo fratello Sandro da piccoli per via della prematura scomparsa dei genitori. Tra di loro c’era dunque un legame forte. Ora bisogna cercare la forza di andare avanti».

Twitter @tulhaidetto

©Riproduzione riservata

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