sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 12:23
14 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:29

Riaccensione Terni biomassa, Giacchetti: ‘Al vaglio contromisure’. No Inc: ‘Presentate esposto’

Dopo quattro mesi l'iceneritore per il pulper ha le carte in regola per tornare in esercizio, ma il Comune avvia verifiche tecniche per impedirlo

Riaccensione Terni biomassa, Giacchetti: ‘Al vaglio contromisure’. No Inc: ‘Presentate esposto’
Corteo No Inc del 20 febbraio (foto Rosati)

«Stiamo verificando i margini per l’adozione delle misure necessarie al fermo dell’impianto, in caso contrario saremo costretti a prendere atto del quadro autorizzatorio, ma la nostra linea non cambia». Così l’assessore comunale all’ambiento, Emilio Giacchetti, all’indomani degli atti con cui la Regione ha comunicato al municipio gli esiti positivi dei test Arpa compiuti sull’inceneritore di Terni biomassa e le nuove prescrizioni imposte alla Tozzi Holding, che può in sostanza riaccendere l’impianto spento lo scorso 19 maggio con ordinanza del sindaco Leopoldo Di Girolamo.

Giacchetti: «Al vaglio contromisure» Lo stop era scattato dopo il blitz del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri. In particolare Giacchetti con una nota spiega: «Daremo luogo a una serie di approfondimenti tecnici, alla presenza del sindaco e dei tecnici e dirigenti comunali al fine di verificare l’esistenza di margini di azione e dar luogo, laddove possibile, a provvedimenti diversi rispetto alla linea adottata dagli organi competenti. Se nel corso degli approfondimenti e del monitoraggio emergeranno i presupposti adotteremo tutte le misure necessarie, come abbiamo già fatto lo scorso maggio, per continuare il fermo dell’impianto. In caso contrario, saremo costretti a prendere atto del quadro autorizzatorio e della normativa vigente che individua le concessioni in altri soggetti diversi dal Comune. Una situazione identica a tutti gli altri comuni che nel loro territorio hanno impianti simili e che pure hanno dovuto prendere atto dei percorsi autorizzativi in materia. La nostra linea non cambia, riteniamo che la salute della comunità sia elemento prioritario, lavoreremo costantemente sul fronte della tutela della nostra città. Il nostro pensiero e operato è emerso gia in maniera chiara nell’ambito della conferenza di servizi per il nuovo titolo autorizzativo (autorizzazione integrata ambientale) dove abbiamo fatto presente il nostro parere negativo, anche tenendo conto dell’espressione della giunta e del consiglio comunale».

No Inceneritori: «Comune presenti esposto» Nella mattinata di mercoledì a intervenire sul via libera alla riaccensione dell’impianto era stato il comitato No inceneritori di Terni: «Nell’inceneritore si bruciavano 170 mila tonnellate di pulper invece delle 100 mila autorizzate, ossia sette tonnellate all’ora invece di tre, si attribuivano codici diversi alle ceneri post combustione e lo strumento di misurazione degli inquinanti sarebbe stato manomesso, veniva dichiarato fermo l’impianto mentre invece dal carico/scarico combustibile risultava in funzione». Da qui il richiamo dei No inceneritori alle autorità: «Ci chiediamo se in procura tutto questo sia stato preso in considerazione ma intanto chiediamo di conoscere le intenzioni del Comune che potrebbe raccogliere tutta la documentazione necessaria, verbali, analisi e relazioni per prensentare un esposto contro Ternibiomassa? Se è vero che la maggioranza, come ripetuto dal capogruppo del Pd Andrea Cavicchioli, anche ultimamente per la vicenda rifiuti romani, è contraria alla riaccensione dell’inceneritore non avrà certo difficoltà il sindaco a trovare una sponda in consiglio comunale. E già che c’è renda pubblico il contenuto dell’incontro avuto in estate con uno dei fratelli Tozzi, proprietario dell’inceneritore». La Lega Nord intanto si rivolge al sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, e al Prefetto di Terni, Angelica Pagliuca, affinchè blocchino l’attività dell’inceneritore attivo e rimandino la riaccensione di quello spento in attesa di conoscere se e in che misura siano coinvolti nella maxi inchiesta della Guardia di finanza di Firenze.

 

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