lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 09:02
8 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:25

Terni, aumenta il costo del permesso di soggiorno elettronico e dalla Cgil: «Una presa in giro»

Il responsabile immigrazione Petre Minodora contesta la scelta del ministero

Terni, aumenta il costo del permesso di soggiorno elettronico e dalla Cgil: «Una presa in giro»
Cgil (Foto archivio Fabrizio Troccoli)

«Un’ ingiustizia per gli stranieri dopo la condanna della Corte europea. Con decreto del ministero dell’Economia e delle finanze è stato disposto l’aumento del costo del permesso di soggiorno elettronico, che passa da 27,50 a 30,46 euro». Lo riferisce in una nota Petre Minodora, responsabile immigrazione Cgil Terni.

Il permesso di soggiorno «Oggi – spiega Minodora – chi lo richiede, ne rinnova la durata, aggiorna o ne chiede il duplicato, si troverà a versare 110,46 euro per permessi di durata inferiore a un anno, 130,46 per permessi di durata fino a due anni e 230,46 euro per permessi oltre i due anni. Si tratta di un provvedimento assolutamente ingiusto nei confronti dei lavoratori stranieri e delle loro famiglie, già duramente colpiti dagli effetti della crisi economica anche sul nostro territorio».

Responsabile immigrazione Cgil Terni «Tutto ciò – denuncia – nonostante la condanna ricevuta il settembre scorso da parte della Corte di giustizia europea, che su ricorso di Inca e Cgil, ha giudicato eccessivo l’importo richiesto per il permesso; siamo di fronte ad una vera e propria presa in giro nei confronti degli stranieri, già chiamati a versare somme ingenti, per poi richiederne subito dopo la restituzione, sulla base della sentenza della Corte di giustizia europea, il cui giudizio è vincolante per lo Stato. Un’occasione persa dal governo per cancellare questa tassa ingiusta, e riportare il costo del permesso di soggiorno a una cifra al pari di quello sostenuto per le altre pratiche della pubblica amministrazione».

Chiedere il rimborso A tal proposito l’Inca e la Cgil da tempo hanno avviato la campagna d’inoltro delle domande di rimborso e invitano i lavoratori stranieri e le loro famiglie nei propri uffici per ottenere la restituzione di quanto già versato da gennaio 2012, data di entrata in vigore del decreto sull’ulteriore contributo.

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