giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 07:00
12 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:22

Terni, Andreani minaccia dimissioni in aula: «Si ritrovi maggioranza in commissione, sennò lascio»

Assessore si scaglia contro i commissari dopo le frizioni per il recupero del teatro Verdi

Terni, Andreani minaccia dimissioni in aula: «Si ritrovi maggioranza in commissione, sennò lascio»
Andreani con la Malafoglia e Di Girolamo (foto Rosati)

di Marta Rosati

L’assessore Francesco Andreani accende l’aula minacciando dimissioni. Archiviato il caso ex Asfm, l’architetto dovrebbe illustrare il contenuto di una variante parziale al Piano regolatore per aree adiacenti a Borgo Rivo e via dell’Aquila ma non appena prende la parola, attacca la prima commissione: «Non c’è più maggioranza o la si ritrova o io smetto di fare questo lavoro». Impossibile non pensare che le sue dichiarazioni siano legate a quanto accaduto nell’ultima seduta quando in discussione c’era il piano di recupero del teatro Verdi. Lo stesso assessore ha proposto all’aula il rinvio del punto ad altra seduta chiedendo che nel frattempo si ristabiliscano certi equilibri politici e il consiglio accoglie la proposta (su quella delibera c’era il parere contrario della commissione). Inevitabile il trambusto politico a seguire poi su input di Andrea Cavicchioli (capogruppo Pd) la seduta è stata sciolta.

Dall’opposizione «Risolvete i vostri problemi lontano da questa aula che dovrebbe dare risposte ai cittadini soprattutto per quello che concerne gli atti della prima commissione», ha detto Stefano Fatale (Fi). A seguire Thomas De Luca (M5s): «Se davvero l’assessore all’urbanistica crede non ci sia più la maggioranza nella commissione di sua competenza, forse è il caso che si dimetta». Le repliche della minoranza però, in questo caso, non fanno notizia quanto la risposta pepata di Renato Bartolini del Pd: «L’assessore secondo me non ha idea di come si governi una città, ci dice che non possiamo andare avanti sul Verdi perché la commissione tiene bloccati i lavori ma le cose non stanno così perché la soluzione definitiva per il teatro non c’è e non può sollevare il caso politico laddove non esiste. La presa di posizione della prima commissione è dettata da questioni di natura puramente tecnica». Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo di I love Terni Erico Melasecche poi arriva la risposta di presidente e vicepresidente della prima commissione, rispettivamente Faliero Chiappini (Città aperta) e Marco Cecconi (Fd’I-An).

Prima commissione Chiappini piuttosto provato dalla situazione inaspettata: «In due anni approvati centinaia di atti sulla base di approfondimenti e audizioni dei cittadini che rappresenta la chiave del consenso e la garanzia di intervento. Il decisionismo unilaterale – ammonisce – non porta a nulla. Via dell’Aquila e via Bellini rappresentano situazioni molto particolari, ma le questioni sono tecniche e il discorso del Verdi esula da tutto ciò. Nel piano di recupero – spiega – sono previste cubature significative e impattanti, attendevamo proposta di modifica dalla giunta che non è arrivata. La drammatizzazione di questo caso non ha ragione di esistere». Poi Cecconi: «La discussione accesa circa il Verdi era circoscritta ai volumi edilizi previsti dal piano di recupero e ai conseguenti potenziali contenziosi che potrebbero aprirsi coi residenti. La maggioranza sì deve chiarirsi al proprio interno ma nel caso specifico neppure io credo che sia questo il problema».

Cavicchioli ago della bilancia «Qui dentro non si lavora per blocchi, gli approfondimenti tecnici sono all’ordine del giorno poi esiste anche il vincolo di maggioranza, ne rispondo io per il partito democratico e ne risponde il sindaco per gli atteggiamenti della giunta. La questione va chiarita in nome del rispetto reciproco, credo sia necessario lo scioglimento della seduta». L’aula approva: tutti a casa con l’incertezza del futuro sulle mosse di Andreani e sui provvedimenti eventuali del sindaco.

@martarosati28

 

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