giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 22:23
20 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:30

Terni, alta adesione allo sciopero dei metalmeccanici: «Risposte da Federmeccanica»

Le tre sigle unite dopo otto anni: «All'Ast fermo l'80% dei lavoratori per quattro ore»

Terni, alta adesione allo sciopero dei metalmeccanici: «Risposte da Federmeccanica»

di Massimo Colonna

Sono quasi cinquemila i lavoratori nella provincia di Terni interessati dal contratto nazionale Federmeccanica. Sotto la sede di Confindustria mercoledì mattina ecco una delegazione di metalmeccanici della tre sigle ad incrociare le braccia in vista del rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto il 31 dicembre scorso. Insieme ai lavoratori anche i rappresentanti delle categoria delle tre maggiori silge sindacali.

I due aspetti Al momento in calendario non ci sono nuovi incontri fissati con Federmeccanica e dunque restano due gli argomenti forti su cui si basa la discussione sindacale: da un lato l’aspetto salariale, visto che il nuovo accordo non dovrebbe prevedere aumenti, dall’altro il venir meno, secondo Cgil, Cisl e Uil di categoria, di tutele e diritti dei lavoratori.

Quattro ore L’iniziativa  davanti alla sede di Confindustria rientra in quella regionale e nazionale per lo sciopero nazionale di quattro ore. «Le tute blu – spiegano i sindacati in una nota – sono unite per la prima volta dopo otto anni, con l’obiettivo di sbloccare il negoziato, fermo ormai da cinque mesi sul nodo del salario. Questa iniziativa serve a riavviare la trattativa perché noi vogliamo fare il contratto. Federmeccanica deve rendersi disponibile a modificare la propria proposta sul salario e a mantenere i due livelli di contrattazione. Se dovesse permanere la sua rigidità si dovrà assumere la responsabilità di avviare una fase di ulteriore conflitto».

Parla Sgalla «Lo sciopero – spiega Vincenzo Sgalla in una nota – non parla solo alla categoria, ma all’insieme dei lavoratori italiani e umbri. Questo negoziato è uno snodo decisivo nella sfida per difendere il contratto nazionale di lavoro in Italia. L’Umbria darà il suo apporto in questa importante vertenza a partire da una fabbrica simbolo delle lotte dei lavoratori negli ultimi anni, come l’Ast di Terni, e da realtà importanti per l’industria umbra e nazionale, come il polo aerospaziale di Foligno, il comparto automotive dell’Alta Umbria, le multinazionali del Perugino, della Media Valle e del Trasimeno. Deve essere chiaro a tutti – ha chiuso Sgalla – che se da Federmeccanica non arriveranno le risposte che i lavoratori e i loro sindacati chiedono da mesi, la Cgil è pronta a sostenere tutte le iniziative di lotta necessarie».

I dati I primi numeri disponibili dicono «che la grande maggioranza dei lavoratori metalmeccanici umbri – si legge in una nota sindacale – ha incrociato le braccia. All’Ast nel turno del mattino l’adesione ha toccato l’80 per cento. Alte adesioni anche nel polo aerospaziale di Foligno con il 90 per cento di lavoratori fuori alla Oma Tonti e il 60 per cento alla Umbra Cuscinetti. Ma il risultato dello sciopero è stato abbastanza uniforme su tutto il territorio regionale: da Terni (90 per cento Faurecia, 80 per cento Ilserv, 90 per cento Tct) all’Alto Tevere (70 per cento Renzacci, 85 per cento Metalmeccanica Tiberina, 90 per cento Terex), passando per il Marscianese (95 per cento Emu) e il Trasimeno (90 per cento Tomassini Style, 70 per cento Rampini). Da segnalare la totale adesione (100 per cento) alla Dewalt Industriale Tools di Corciano e alla Tfa di Spello».

Twitter @tulhaidetto

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