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26 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:46

Terni, Acciaio sporco e quella cena dei complici: «Come facciamo adesso con le foto?»

I classificatori studiano un sistema per aggirare i controlli: «Se vi scoprono date la colpa al camionista». E spuntano anche gli sms: «Le rese di ieri 92 e 103»

Terni, Acciaio sporco e quella cena dei complici: «Come facciamo adesso con le foto?»

di Massimo Colonna

Una cena in un ristorante tra Terni e Spoleto per correre ai ripari. E’ quella organizzata dai complici interni ad Ast della banda finita all’attenzione della procura di Terni nell’affare ‘Acciaio sporco’. L’incontro scatta quando qualcuno scopre che è stato messo in campo un nuovo sistema di controllo sui camion in arrivo con il materiale ferroso. Un sistema che prevede di scattare foto direttamente ai mezzi pieni di ferro. Sistema che potrebbe mettere in crisi i piani del gruppo.

La cena E’ il 15 ottobre 2015. Negli atti della procura risulta una cena organizzata in un ristorante tra Terni e Spoleto, chiamata ‘La cena dei classificatori’. «In tale occasione – si legge nell’ordinanza firmata dal gip Maurizio Santoloci – parlano abbondantemente della ‘bomba’ che è scoppiata da poco, cioè la novità che intende introdurre un nuovo sistema: fotografare i camion da campionare e fare controlli del contenuto dai camion mediante lo scarico a terra». Un progetto che, come scrivono gli inquirenti, «scardinerebbe completamente tutta l’associazione a delinquere messa in piedi. Durante la cena quindi i classificatori cercano di escogitare un modo per continuare a perpetrare la truffa».

Le scuse da inventare Allora la banda trova un primo trucchetto. «Nel caso che i controllori scoprano che i classificatori hanno fatto campionare camion diversi, la risposta deve essere sempre ‘oh me so sbagliato’. I classificatori poi cercano di escogitare un sistema per fare le foto in modo che non si vedano i camion che scaricano realmente nella buca della campionatura, ad esempio facendole senza punti di riferimento, come le montagne dietro o il cielo». «Se li scoprono possono dire che a sbagliarsi è stato il camionista». Soluzione che però non convince tutti. «Uno – scrive la procura che si è mossa con gli uffici del sostituto procuratore Elisabetta Massini – sottolinea il fatto che l’azienda li paga proprio ‘perché tu devi guardà che quello lì deve annà lì’, e quindi il fatto potrebbe ritorcersi contro di loro».

Gli incontri in pineta Centurini Uno dei luoghi individuati dagli inquirenti come base per diversi incontri è la pineta Centurini. Poi diversi ristoranti anche in Valnerina e diversi agriturismo. In uno di questi uno finito agli arresti «veniva visto mentre prendeva dalla sua auto prima di entrare in quella di un altro, un oggetto con forma e dimensioni compatibili con una mazzetta di banconote, tenuta insieme da una fascetta. Subito dopo con le intercettazioni telefoniche sono state riscontrate visite di due uomini a casa dello stesso nome per spartire il denaro. Si tratta di una somma di 52mila per la successiva distribuzione tra i classificatori».

Cadenza bimestrale e gli sms La distribuzione delle mazzette, secondo la procura, avveniva «con cadenza più o meno bimensile». Di questo si parlava anche al telefono. E’ il 21 ottobre 2015 quando due telefoni dei coinvolti vengono intercettati per uno scambio di sms. La conversazione avviene con diversi invii tra le 11:37 e le 19:41. «Rese?», «Sto in tribunale, dopo». «Le rese di ieri…92 e 103! Ciao». «Quale 92 e quale 103? Prima e seconda? In questo ordine?». «No era per sapere se gli avevi detto della resa».

Twitter @tulhaidetto

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