venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 13:45
13 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:32

Terni, 72esimo anniversario della Liberazione: «Io coi nazisti non giocavo, io sparavo!»

Stefano De Majo recita un colloquio onirico col nonno partigiano, all’attore la consegna commossa del fazzoletto tricolore dell’Anpi, la cerimonia nei luoghi simbolo

Terni, 72esimo anniversario della Liberazione: «Io coi nazisti non giocavo, io sparavo!»

di M. R.

Terni celebra il 72esimo anniversario della Liberazione dalle truppe naziste alla presenza del prefetto Angela Pagliuca, il sindaco Leopoldo Di Girolamo, le forze dell’ordine e militari, le associazioni combattentistiche e partigiane e i piccoli di una scuola materna della città.

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La Liberazione di Terni La cerimonia è iniziata a piazza della Repubblica ed è proseguita alla rotonda dei partigiani fino a raggiungere il monumento ai caduti in piazza Briccialdi. Il corteo, accompagnato dal suono della banda musicale ‘Langeli’ di Cesi è stato scandito dai monologhi di Stefano De Majo che ha commosso il pubblico immaginando in un caso di avere un colloquio col nonno, nell’altro il pensiero di un soldato.

La performance: video

Stefano De Majo incanta il pubblico Alla rotonda dei Partigiani cala il silenzio e parla solo l’attore: «Ho sognato mio nonno, mi è apparso in fondo al letto con le sembianze di un 18enne e il fazzoletto rosso attorno al collo, fiero e m’ha chiesto ‘Sto mondo per cui ho dato la vita, l’avete trasformato? Sto Belpaese l’avete un po’ cambiato? L’omo novo è nato o non è nato? In qualche modo insomma m’avete vendicato?». Parole che colpiscono tanto quanto quelle successive, quando De Majo racconta: «Mi ha detto ‘Quando m’hanno fucilato mica ho pronunciato frasi da eroe, io pensavo a voi e al fatto che se non avessi vinto il primo tempo quelli dopo di me avrebbero finito la partita. Ora il popolo comanda o non comanda?’. Io ho detto ‘Quelli che t’hanno fucilato l’hanno un po’ cambiato il mondo, mo ce so le banche e ce se lasciano le penne in altro modo, non giochiamo più’. E il nonno: ‘Io giocavo a calcio e mica me stancavo, giocavo co la vita e non volevo, giocavo co tu nonna a fa l’amore, ma coi nazisti no; io non giocavo, io sparavo’».

La commozione in piazza Briccialdi In un secondo monologo, rivolgendosi a dei bambini, l’attore propone il racconto dell’ultimo bombardamento subito dalla città di Terni prima della Liberazione, per bocca di un soldato caduto: «Andai a rifugiarmi in un sottoscala, c’era una donna a fare da scudo al suo bambino allora provai ad andare verso casa, chiamavo mamma e i miei fratelli ma nessuno rispondeva, trovai i mattoni caduti dal soffitto e i detriti a terra, scappai di corsa e nella fretta persi una scarpa poi mi accorsi di avere tra e mani serrata una busta della spesa fatta al mercato con la tessera e in quel preciso istante ho sentito il fischio, la detonazione, il lampo il bagliore, lo spostamento d’aria, corpi ed oggetti sollevati, l’acre soffocamento nella gola, le grida di feriti e moribondi sommersi da polvere e macerie e la sensazione dell’istante per sempre con tutti e cinque i sensi contemporaneamente». Da parte dell’Anpi, donato a Stefano De Majo il fazzoletto tricolore.

Twitter @martarosati28

 

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