martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 20:55
6 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:20

Terni, 4,7 milioni Telecom mai entrati nelle casse comunali. Piacenti D’Ubaldi: «Nessuna anomalia»

L’assessore al bilancio risponde all’interrogazione di Cecconi, in aula anche il caso dell’ex foresteria della Terni: pronto emendamento per sfilare edificio dal Piano delle alienazioni

Terni, 4,7 milioni Telecom mai entrati nelle casse comunali. Piacenti D’Ubaldi: «Nessuna anomalia»
Palazzo Spada (foto Rosati)

di Mar. Ros. 

Il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale riporta in aula il mancato introito di circa 5 milioni di euro che il Comune pretende dalla Telecom per lo sfruttamento del suolo pubblico nel sistema di cablaggio per la fibra ottica. L’assessore al bilancio respinge le insinuazioni: «Riteniamo quella entrata legittima, nessuna anomalia procedurale». In aula anche la questione ex foresteria.

Caso Telecom «Siamo di fronte ad una invenzione di questo esecutivo, Terni è l’unica città che ha aderito a un progetto Socrate, per poi chiedere alla Telecom  4 mln e 700 mila euro che la società si rifiuta di pagare ma che anche i tribunali della Repubblica hanno stabilito che non è tenuta a farlo. Visto che con quella potenziale entrata ci abbiamo chiuso in passato un bilancio consuntivo – ricorda Marco Cecconi – sarebbe il caso di fare il punto sulla questione, specificando le realistiche previsioni d’entrata a riguardo».

Tosap «Nelle procedure adottate per l’accertamento delle entrate relative alla questione Telecom, nulla di strano – risponde l’assessore Vittorio Piacenti D’Ubaldi – rientra nella fisiologia della gestione delle entrate patrimoniali dell’ente. Non posso che confermare la correttezza amministrativa – ammonisce -, che imponeva di assumere accertamenti di quel genere. Poi dopo la sentenza non favorevole da parte della commissione tributaria provinciale era altrettanto  corretto non accertare definitivamente l’entrata a fine 2015 e ad oggi la procedura prosegue senza che l’amministrazione nel bilancio 2016 abbia riproposto l’accertamento di quella somma. Il nostro concessionario Ica intanto però sta cercando di resistere in commissione tributaria regionale al pari dell’amministrazione comunale. A breve, entro i termini di presentazione del ricorso in appello ica sta valutanto cond giuridico-amministrative per garantire un’entrata significativa ritenuta legittima, per interpretazione normativa sarà in ultima analisi un giudice a decidere». «Non ci crede più neanche il Comune – lascia intendere Cecconi – visto che l’entrata non è stata inserita nell’ultimo bilancio; evidentemente – tuona – l’impalcatura sulla quale  è stato costruito il contenzioso era debole. L’iniziativa di Palazzo Spada – sottolinea – resta unica tra gli altri enti che aderirono allo stesso progetto Socrate».

Piano delle alienazioni Lo stesso Cecconi stuzzica poi l’assessore a fare chiarezza sulla potenziale/inibita vendita dell’ex foresteria della Terni: «Nel bilancio di previsione 2015 – afferma – erano state inserite entrate complessive per alienazioni pari a 9,5 milioni di euro, di questi una parte rilevante era sotto la voce ex foresteria, per la quale si farneticava una vendita preferibilmente alla Fondazione Carit, peccato che a tutt’oggi l’immobile non è stato venduto e pare non possa essere alienato perché sottoposto a pignoramento a garanzia di copertura di un credito vantato da un’impresa privata nei confronti di Palazzo Spada».

Ex foresteria Era di circa 4,5 milioni il valore stimato per l’immobile sito all’angolo tra corso Tacito e via Cassian Bon: «Con deliberazione del consiglio comunale, la scorsa estate si era deciso di provvedere alla vendita dell’ex foresteria, a tutt’oggi però il bene non è stato alienato – conferma Piacenti D’Ubaldi -; con decreto del giudice dello scorso aprile – prosegue – è stato nominato custode giudiziario del bene pignorato il dottor Fausto Sciamanna, in seguito al procedimento di esecuzione immobiliare della Ternana soccorso srl contro il Comune di Terni, della stima è stato incaricato il geometra Massini e lo stesso giudice ha imposto all’ente di saldare il debito col creditore precedente prima di poter procedere alla vendita del palazzo». Come è noto, infatti, tra gli emendamenti al bilancio presentati, uno di giunta è finalizzato proprio a sfilare quel bene dal piano delle alienazioni.

Twitter @martarosati28

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi

banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250