sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 20:54
29 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:34

Terni, 18 milioni di euro per riqualificare le periferie: Cgil e Sunia suonano la sveglia agli enti locali

C'è un bando nazionale dedicato ai capoluoghi di provincia: «Serve subito un progetto»

Terni, 18 milioni di euro per riqualificare le periferie: Cgil e Sunia suonano la sveglia agli enti locali

di Massimo Colonna

Fino a diciotto milioni di euro per riqualificare le periferie urbane di Terni. E’ l’occasione proposta da Cgil e Sunia, il sindacato degli inquilini, che chiamano le istituzioni in vista di un bando nazionale che mette sul piatto 500 milioni in tutto il territorio italiano.

La conferenza Mercoledì mattina nella sede del sindacato la presentazione del bando, a cui hanno preso parte Attilio Romanelli, segretario generale Cgil provinciale, e Romolo Bartolucci, segretario del sindacato inquilini della stessa Cgil. Entrambi sollecitano Comune e Ater a presentare un progetto per partecipare al bando. C’è tempo fino al 30 agosto.

Fasce più povere «Come Sunia e come Cgil – ha detto Bartolucci – conosciamo bene la realtà delle fasce più povere e marginali della nostra città e pensiamo che questo bando possa rappresentare un’opportunità da non perdere per dare risposte ai tanti bisogni che la crisi di questi anni ha acuito e radicalizzato. Da parte nostra mettiamo a disposizione la nostra esperienza e le nostre conoscenze in materia e per questo abbiamo già richiesto agli enti preposti di convocarci per poter avanzare suggerimenti e proposte».

Piano del lavoro La Cgil in particolare ha elaborato da tre anni un ‘Piano del lavoro’, all’interno del quale la riqualificazione delle città è elemento centrale: «Ci sono tre grandi nodi rispetto ai quali questo bando offre strumenti di intervento – ha detto Romanelli – il primo è il grande bisogno di creare lavoro, soprattutto in edilizia, settore letteralmente devastato dalla crisi. Il secondo è il nodo povertà, che incrocia ovviamente anche le tematiche della casa. Il terzo è la necessità di ripensare la città stessa, andando ad intervenire sulla mobilità sostenibile, e quindi anche sulla qualità dell’ambiente, sul welfare urbano e sulla pericolosa separatezza che caratterizza sempre più alcune zone e comunità».

L’occasione La Cgil vede in questo bando «un’occasione per il sistema pubblico di tornare a misurarsi su azioni concrete a beneficio dei cittadini – ha spiegato Romanelli – perché le istituzioni locali e regionali non possono continuare a sottovalutare i problemi, alimentando il distacco già ampio con i cittadini, ma devono tornare a fare politica, nell’accezione nobile del termine. Il nostro obiettivo – ha concluso il segretario Cgil – è proprio quello di riportare la discussione pubblica sulle questioni reali e concrete che interessano le persone».

Twitter @tulhaidetto

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