giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 18:57
12 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:59

Ternana, la rivolta dei tifosi contro Longarini: «Se non ci riceve i club fanno un passo indietro»

Duro sfogo di Rocca rossoverde e Ali rossoverdi: «Siamo basiti, questa non è una semplice azienda». Siviglia nuovo tecnico, sui social parte l’hashtag #iostoconpanucci

Ternana, la rivolta dei tifosi contro Longarini: «Se non ci riceve i club fanno un passo indietro»

di Massimo Colonna  

«Se Longarini non ci concederà un incontro siamo pronti a rinunciare alla qualifica di club ufficiale». E’ il triste scenario prefigurato dai due gruppi di tifosi della Ternana, Rocca rossoverde e Ali rossoverdi, che dopo l’ultima baraonda in casa Ternana con le dimissioni di Larini e l’esonero di Panucci alzano la voce. E sono proprio i tifosi adesso la parte più calda del mondo Ternana: giovedì pomeriggio un centinaio di supporter si sono ritrovati davanti ai cancelli del Liberati per capire cosa stesse succedendo, mentre intanto sul web e sui social partono le campagne #iostoconpanucci tra lo stupore e la rabbia. Intanto però il club ufficializza che la squadra sarà allenata da Sebastiano Siviglia, attuale tecnico della Primavera.

I due club «Ancora una volta – scrive in una nota il club Rocca rossoverde – i tifosi stanno assistendo ad un film che prevede lo stesso copione da quando c’è la proprietà Longarini. Ecco quindi le dimissioni di Larini e la cacciata di Panucci, professionista serio ed uomo con gli attributi reo di aver manifestato la necessità di confrontarsi con la proprietà, una necessita più volte manifestata dai vari Toscano, Tesser e Breda ma mai  concretizzata. Abbiamo più volte sottolineato come gestire una società di calcio sia diverso dal gestire una qualsiasi azienda, perché un’azienda non ha i tifosi e non rappresenta una città ed i suoi abitanti, cosa che invece fa la squadra di calcio di una città. La Ternana rappresenta Terni ed i suoi cittadini, il signor Longarini non può gestire da padre padrone non avendo il minimo rispetto dei suoi dipendenti e dei suoi tifosi».

Rapporto con i tifosi E pensare che qualche anno fa, prima dell’ultimo terremoto che ha sconvolto via Aleardi, ossia l’addio di Francesco Zadotti dalla presidenza per motivi giudiziari extracalcistici, il rapporto tra club e città sembrava essere tornato nella giusta dimensione. «Durante la gestione Zadotti sembrava che le cose fossero migliorate e malgrado la famiglia Longarini fosse invisa alla gran parte della tifoseria abbiamo cercato tutti di contribuire ad un miglioramento dei rapporti tendendo una mano alla società. Purtroppo ogni nostro sforzo è stato vano. Avremmo voluto esternare queste riflessioni direttamente alla proprietà ma, malgrado siamo un club ufficiale ed abbiamo fatto una regolare richiesta per un colloquio con la famiglia Longarini, a distanza di due anni non abbiamo avuto risposta».

Nuova richiesta «Oggi abbiamo nuovamente fatto richiesta di un colloquio con Simone Longarini così come ci spetta. Se, come prevediamo, non ci verrà concesso siamo pronti a rinunciare alla qualifica di club ufficiale anche perché esserlo e non poter essere d’aiuto non avrebbe senso. Fare la serie B per la città di Terni forse è in lusso ma il prezzo che stiamo pagando sta diventando ogni giorno più pesante. Il dubbio a questo punto ci assale: meglio la Serie B così o meglio ripartire da dilettanti ma con identità diversa? Ai posteri l’ardua sentenza, ma Terni merita rispetto». Le richiesta di incontro e la conseguente ‘minaccia’ di non riconoscerli come club ufficiale arriva anche da Ali rossoverdi, uno degli ultimi club costituitosi e composto in prevalenza da donne.

Quaranta giorni nel deserto Tanti i commenti di rabbia dei tifosi dopo le ultime evoluzioni: c’è chi spinge per non andare più allo stadio, chi se la prende con il club e chi difende a spada tratta Panucci. Questi al momento gli atteggiamenti più ‘seguiti’ sui social, dove nel frattempo ‘Web Radio Fere’ ha lanciato anche l’hashtag #iostoconpanucci. Intanto il mister è tornato a casa direttamente giovedì pomeriggio. Era arrivato a Terni il primo luglio dunque la sua avventura è durata quaranta giorni. Il tutto senza mai incontrare il presidente: circostanza questa che «non si è mai verificata nella storia del calcio», come ha sostenuto Panucci nella conferenza stampa post Pordenone.

Ecco Siviglia Venerdì mattina poi è arrivata l’ufficialità del successore di Panucci: come prevedibile la squadra è affidata a Sebastiano Siviglia, promosso dunque dalla Primavera. Giovedì a dirigere l’allenamento giovedì è stato il vice di Panucci, Rodolfi, visto che lo staff del mister di Savona è ancora alle dipendenze di Longarini. Per Siviglia dunque venerdì primo allenamento in vista della sfida di sabato sera contro il Cesena per la Tim Cup.

@tulhaidetto

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