venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 08:38
12 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:38

Tela Umbra, Neri addio al veleno: «Liberare tutte le partecipate di Città di Castello dalla politica»

Dopo sei anni il presidente lascia l'incarico: «Era una cooperativa morta, ora è in pareggio. Il mio successore ne faccia un'azienda»

Tela Umbra, Neri addio al veleno: «Liberare tutte le partecipate di Città di Castello dalla politica»
Luciano Neri

di Barbara Maccari

Dopo sei anni e due mandati, il secondo scadrà fra qualche giorno, Luciano Neri dice basta alla Tela Umbra e in una conferenza stampa traccia il bilancio del suo lavoro: «Quando l’abbiamo presa questa cooperativa era praticamente morta, noi l’abbiamo rimessa in piedi e sistemato i conti. L’ultimo bilancio si è chiuso in sostanziale pareggio, al prossimo presidente chiedo di farla diventare una vera e propria azienda».

Bilancio Due mandati, non senza polemiche, specie nell’ultimo periodo con l’inizio della campagna elettorale delle prossime amministrative, sono l’eredità politico-amministrativa che lascia Luciano Neri come presidente di Tela Umbra. Un addio dai toni forti e polemici che lo hanno sempre contraddistinto: «Occorre liberare tutte le partecipate del comune di Città di Castello dalla politica, solo così potranno riuscire a stare sul mercato da sole, senza stampelle pubbliche. La Tela Umbra è un prodotto di nicchia che non è mai stato supportato e promosso nella maniera giusta dalle istituzioni, nessuno ha mai puntato su questo marchio, nessuno si è mai preoccupato di creare un marchio made in Altotevere, di fare rete con altre imprese. La politica ha rallentato lo sviluppo del marchio Tela Umbra».

Prossimo presidente Sul nome del suo prossimo successore, del quale presumibilmente si occuperà il nuovo sindaco di Città di Castello, non ha idea, ma solo qualche consiglio: «Oggi riconsegniamo alla città una struttura risanata, tutti i debiti sono stati pagati, c’è un museo Tela Umbra che è una delle strutture più importanti del Centro Italia, abbiamo un punto vendita, ma questa cooperativa ha bisogno di fare il salto di qualità e per riuscirci deve diventare una vera e propria azienda con un amministratore delegato, un responsabile delle vendite, uno della comunicazione, diventata fondamentale in questa epoca. Oggi si vende il 30 per cento di quello che si produce, è come avere una Ferrari e mandarla a 20 chilometri orari. Non so chi verrà dopo di me, mi auguro solo che il suo nome sia oggetto di una discussione pubblica, che la cittadinanza possa partecipare alla sua scelta. Spero che la politica non si riappropri di Tela Umbra, che la presidenza non venga scelta in base alle esigenze elettorali».

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