venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 17:10
1 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 09:08

Teatro stabile, da Gassman a De Andrè: la nuova stagione. Cucinelli: «Chiesto a Ruggieri di restare»

Presentato il cartellone 2016/17: mix tra classici, testi moderni e balletti. Il re del cashmere: «Programma bellissimo, vi racconto cosa Facebook e Instagram pensano dell'Italia»

Teatro stabile, da Gassman a De Andrè: la nuova stagione. Cucinelli: «Chiesto a Ruggieri di restare»
Cucinelli parla della nuova stagione dello Stabile

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di Ivano Porfiri

«Vorrei fare un applauso a Franco Ruggieri perché è davvero bravo. Mi ha detto: vorrei smettere, io gli ho risposto che vorrei che continuasse a lavorare, a fare qualcosa di bello per il nostro teatro. Franco è un uomo non più giovane, proprio come me, ma un uomo speciale di teatro». E’ il solito, vulcanico, Brunello Cucinelli quello che ospita nella sua Solomeo la presentazione della nuova stagione del Teatro stabile dell’Umbria a tributare un omaggio al direttore, che dovrà ritardare – a quanto pare – la sua uscita di scena. Un’annata che, come ha di recente detto proprio Ruggieri tracciando un bilancio di quella da poco finita, al massimo può ripetersi nei numeri perché i teatri ormai sono pieni ma che promette emozioni che solo il teatro può dare.

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I nomi in cartellone Ad aprire la stagione dal 12 al 16 ottobre sarà Alessandro Gassman con il suo ‘Qualcuno volò sul nido del cuculo’. Mentre la chiusura, dal 29 marzo al 2 aprile, è per ‘Quello che non ho’ di Neri Marcorè. Il richiamo a De Andrè non è l’unico: uno degli appuntamenti forse più attesi dal pubblico giovane sarà ‘Angelicamente anarchico’ con Michele Riondino a dipanare il rapporto tra il cantautore genovese e Don Andrea Gallo (11 e 12 gennaio). Tra i “classici” vanno annoverati il ‘Macbeth’ di Franco Branciaroli (14-18 dicembre) come pure ‘Casa di bambola’ (pur rivisitato in chiave moderna) con Filippo Timi e Marina Rocco (14-19 marzo). Interessante il quartetto tutto femminile Michelini-Bevilacqua-Minaccioni-Guzzanti di ‘Due partite’ (9-11 dicembre). Poi torneranno Massimo Ghini, Moni Ovadia, Emma Dante, Pippo Delbono con il suo ‘Vangelo’ (4-6 novembre) e le coppie Maria Amelia Monti-Paolo Calabresi con ‘Nudi e crudi’ (28-31 dicembre), Franco Castellano-Stefania Rocca con ‘Scandalo’ (18-22 gennaio) e Umberto Orsini-Massimo Popolizio con ‘Il prezzo’ (1-5 marzo). Interessante, come da qualche anno a questa parte, il programma dei balletti: Lo Schiaccianoci, Romeo e Giulietta, Bolero, Parsons Dance.

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Ruggieri resta «La presentazione della stagione è sempre una festa – ha esordito Ruggieri, per il quale non è ancora giunto il tempo della pensione -. L’anno scorso abbiamo battuto tutti i record di presenza al teatro Morlacchi, il pubblico ha risposto in maniera entusiasta alla stagione, dimostrando di apprezzare le scelte fatte. Quello che emerge è il senso di comunità, di appartenenza, il rapporto vivo e vitale tra attori e spettatori. Un pubblico di giovani, di persone consapevoli, che vanno a teatro non solo aspettandosi intrattenimento». La nuova è «una stagione di classici, ma anche di testi contemporanei, che parlano del nostro tempo, che parlano al cuore e alla ragione, mai contrapposte tra di loro. Una stagione ricca di protagonisti, di testi importanti che dall’autunno all’inverno alla primavera ci accompagneranno e sono convinto che si ripeterà questa magia». Infine, Ruggieri rivendica l’orgoglio del progetto triennale della compagnia stabile dei giovani attori umbri, che quest’anno partiranno in una tournèe di 40 giorni nei teatri italiani.

Speciale Poi a prendere il microfono è Cucinelli e «speciale» è la parola che il presidente della fondazione ripete più volte. Speciale la stagione «con un programma bellissimo che parte con un testo che per me è stato importante come ‘Qualcuno volò sul nido del cuculo’ messo in scena da Alessandro Gassman», speciale il rapporto con i giovani «che sono tra i migliori al mondo per preparazione fino ai 18 anni e che qui si cimentano con talento nel teatro», speciale il nostro Paese «perché tornando dagli Stati Uniti posso dire che l’Italia è amata, ammirata, vista come un luogo unico».

La cena con Fb e Instagram L’intervento del re del Cashmere è la solita folata di ottimismo, stavolta incredibilmente quasi senza citazioni colte (a parte un Voltaire sul finale) che inneggia al mettersi in gioco. «Sono stato pochi giorni fa a una cena a San Francisco organizzata per me dai giovani che gestiscono Facebook, Instagram, tutti i nuovi social, gente attiva con una visione del mondo completamente diversa dalla nostra. Mi hanno detto che vengono tutti in vacanza in Italia, ci ammirano. Se solo noi riuscissimo a valorizzare tutta la nostra bellezza, se riuscissimo a eliminare un po’ di burocrazia potremmo davvero volare». Brunello è orgoglioso dell’immagine che si è creata intorno al suo mondo e ci scherza anche su. «Poco tempo fa c’era Solomeo in prima pagine del New York Times insieme a Venezia, Roma tra i luoghi magici d’Italia. Ho detto ai miei paesani: dovete darmi 500 euro a testa al mese perché il valore delle case è cresciuto». Ribadito, come sempre, l’impegno a sostenere il Teatro stabile, come anche da Regione presente con l’assessore Fernanda Cecchini, Comune di Perugia con Teresa Severini e Fondazione Cariperugia col nuovo presidente Claudio Bianconi.

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