18 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:04

Tassa di soggiorno, Guarducci: «Sono maturi i tempi per introdurne una regionale»

L'assessore alla cultura del Comune di Assisi e patron di Eurochocolate: «Proventi destinati all'aeroporto e in modo proporzionale ai Comuni»

Tassa di soggiorno, Guarducci: «Sono maturi i tempi per introdurne una regionale»
Eugenio Guarducci

di Eugenio Guarducci*

Quando i primi Comuni umbri, a partire dal capoluogo di regione, iniziarono a introdurre la tassa di soggiorno la reazione degli operatori locali afferenti al mondo delle imprese turistiche ricettive non fu affatto positiva. È ancora viva la memoria di contestazioni anche vistose e mediaticamente convincenti alle quali seguirono alcune promesse di revisione e addirittura di soppressione che col passare del tempo non si sono però mantenute. In molti furono solidali a quella protesta poiché non sembrava opportuno, in un territorio così piccolo come l’Umbria, che ci fossero comuni vicini e turisticamente rilevanti dove solo in alcuni di essi la tassa di soggiorno veniva applicata creando una evidente turbativa di mercato. A distanza di qualche anno possiamo affermare che questa tassa di sicuro è servita ad aiutare le finanze delle amministrazioni comunali nel frattempo sempre più indebolite dal governo centrale ma, salve rarissime eccezioni, mai sono state intese come nuove risorse da reinvestire nel turismo per coprire quelle “buche immateriali” che per una regione come l’Umbria sono pericolose quanto le “buche stradali” alle quali si è voluta dare ovvia precedenza. Una precedenza che la si giustifica non solo per una logica di ricaduta elettorale (i turisti come noto non votano nei territori di destinazione) ma anche per una certa miopia che si è avuta nel comprendere come, risorse investite nel turismo soprattutto nelle terre semisconosciute del web-marketing, delle mobile technologies, della progettazione di nuovi grandi eventi e della valorizzazione di quelli esistenti, della formazione degli operatori, dell’alfabetizzazione digitale degli addetti delle imprese turistiche, possano generare una maggiore ricchezza capace di essere poi reinvestita anche nel sociale, nei servizi, in tutti quei comparti comprensibilmente più cari alla politica e a noi cittadini.

Una tassa regionale Oggi ci sembra il momento giusto per ridiscutere senza tabù il tema della tassa di soggiorno ma questa volta implementata a carattere regionale in attesa e nella speranza – sempre più concreta – che il governo nazionale tolga l’impedimento, in vigore con l’ultima Legge di stabilità, di farla adottare da parte degli enti locali finora sprovvisti. Questo ragionamento lo facciamo soprattutto in vista dell’approvazione della nuova legge regionale sul turismo per la quale il 22 agosto la Consulta del turismo dell’Anci tornerà a riunirsi in attesa del confronto finale con la Regione Umbria programmato per la prima metà del mese di settembre. Lo facciamo con la consapevolezza che il sindaco Proietti in campagna elettorale prese una posizione chiara sull’argomento. Proporre di introdurre una tassa di soggiorno solo ad Assisi, infatti, sarebbe stato sbagliato e avrebbe dato spazio a nuove frizioni. Ma andiamo oltre la semplice proposta: questa tassa dovrebbe essere prima di tutto omogenea su tutto il territorio regionale; in secondo luogo e essere davvero “tassa di scopo” ovvero interamente destinata e vincolata a favore dello sviluppo del comparto turistico anche attraverso il finanziamento di progetti di comunicazione coraggiosi e innovativi.

Assisi centrale E ci spingiamo ancora più avanti avanzando questa proposta che dimostra come Assisi non voglia pensare solo a se stessa ma anche, come i suoi numeri meritano, tornare a occupare uno spazio centrale nella politica turistica regionale: una parte degli introiti venga messa a disposizione di un tavolo di coordinamento di tecnici/esperti/amministratori partecipato equamente, oltre che dalla stessa Regione Umbria da Anci Umbria e Unioncamere Umbria, che deciderà come e dove investire queste risorse che in parte dovranno essere destinate al rilancio dell’aeroporto San Francesco di Assisi per porre fine all’isolamento della regione Umbria. La maggior parte degli introiti rimanga però a disposizione dei singoli Comuni proporzionalmente al numero di presenze e arrivi, augurando un pieno coinvolgimento degli operatori locali e istituzionalizzando degli organismi snelli pubblico/privato di indirizzo e controllo affinché si garantisca che le risorse raccolte vadano impiegate solo in una giusta direzione: quella della promozione turistica. Assisi è pronta a fare la sua parte anche nella consapevolezza che il viaggiatore, dopo ormai alcuni anni di sperimentazione su scala nazionale e internazionale, comprenderà meglio le ragioni di questa tassazione quando poi troverà dei servizi e una accoglienza che tutti noi ci auguriamo essere adeguata alle aspettative che i singoli territori saranno stati in grado di generare.

*Assessore alla cultura e al turismo del Comune di Assisi e patron di Eurochocolate

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  • mariosi

    Il povero turista o visitatore gia’ e’ salassato dagli Imprenditori.
    Perche’ non la pagano loro?

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