lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 14:15
13 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:09

Strage dei treni in Puglia, così funziona ex Fcu: «Molto più sicura, qui doppio sistema di controllo»

Treni mappati in tempo reale anche online. L'assessore Chianella: «Da noi fonogrammi abbandonati nel 2000». E sul passaggio a Fs: «Ci siamo, investimenti su convogli e stazioni»

Strage dei treni in Puglia, così funziona ex Fcu: «Molto più sicura, qui doppio sistema di controllo»
La pagina internet con i treni Fcu in tempo reale

di Ivano Porfiri

L’incidente più rilevante degli ultimi anni sulla linea della ex Fcu è stato quello dell’aprile 2013, quando un convoglio deragliò all’altezza di Montecastelli di Umbertide, causando 23 feriti, di cui per fortuna nessuno grave. Fu causato da uno smottamento sui binari, un po’ come quello di Acquasparta di due anni prima. Niente a che vedere con la tragedia avvenuta martedì in Puglia, dove due treni si sono scontrati frontalmente lungo un tratto a binario unico, causando decine di morti e feriti. A tanti pendolari umbri, però, è venuto istintivo chiedersi se non corrano ogni giorno i pericoli dei poveri viaggiatori pugliesi, dato che viaggiano anche qui su un’infrastruttura che di problemi di manutenzione ne ha avuti e ne ha non certo pochi. Per capire come funziona il sistema in vigore sulla ex Ferrovia centrale umbra, Umbria24 ha contattato una fonte sindacale e poi l’assessore regionale ai Trasporti, Giuseppe Chianella.

TRENI FCU IN TEMPO REALE

Fcu: come funziona in Umbria «Qui in Umbria i parametri di sicurezza sono molto superiori a quelli delle Ferrovie Bari Nord – spiega un sindacalista che preferisce restare anonimo -. Abbiamo un sistema centrale operativo che sovrintende a tutta la circolazione dei treni, che fra l’altro ognuno può monitorare in tempo reale sul sito». In effetti, su una pagina dedicata di Umbria mobilità, si può vedere tutto lo schema della linea da Sansepolcro a Terni, con le varie fermate, e la posizione dei convogli in quel momento. Ad esempio, nel momento in cui questo articolo viene scritto c’è un convoglio fermo a Selci Lama, mentre è in transito quello in direzione opposta. «È vero che la linea è tutta a binario unico (i lavori per il raddoppio del tratto Sant’Anna-Ponte San Giovanni sono fermi in attesa di risorse, ndr) – aggiunge il sindacalista – però non è questo in sé il problema. La sicurezza viene garantita dal fatto che, se una tratta è occupata da un treno, l’altro venga bloccato dal sistema che dà segnale rosso. Certo, si può fare sempre meglio, in futuro magari il convoglio si fermerà da solo, mentre oggi è il macchinista a fermarsi. C’è sempre, dunque, il pericolo di un eventuale errore umano, ma si può dire che il sistema è assolutamente sicuro».

Manutenzione Casomai se c’è un problema lungo la linea ex Fcu è quello della manutenzione, che tuttora fa sì che, per cedimenti della massicciata, il tratto Umbertide-Città di Castello sia chiuso e sostituito con bus. «Anche quella è sicurezza – afferma la fonte sindacale -. Ad Acquasparta ad esempio la linea non è stata riaperta finché non sono stati risolti i problemi in galleria. Speriamo che ci siano presto risorse per ammodernare tutto il tragitto».

Chianella: «Fcu ha doppio controllo» Contattato da Umbria24, anche l’assessore Chianella sottolinea che «le modalità che venivano adottate in Puglia e che apprendo dai giornali, in Umbria sono state abbandonate nel 2000 (la comunicazione tra le stazioni attraverso i fonogrammi, ndr). Non c’è nulla a che vedere sulla ex Fcu, anche se a binario unico, con questi sistemi obsoleti. Il nostro sistema è molto più sicuro con due livelli di controllo sulla linea automatizzati». Il che esclude che possa succedere qualcosa di simile a quanto avvenuto tra Andria e Corato? «Non deve succedere, la sicurezza è la prima cosa».

Preso il passaggio a Rfi Chianella fa anche il punto sull’integrazione della ex Fcu nel sistema delle Ferrovie dello Stato. «Siamo a buon punto – chiarisce – abbiamo definito la modalità del progetto, dobbiamo ora accordarci sull’aspetto delle risorse. Definiremo un accordo di programma in tempi brevi tra la Regione, Rfi, ministero e Umbria mobilità. I tempi? Auspico i più brevi possibili. Vogliamo che la ex Fcu diventi sempre più moderna e, oltre ai pendolari, funzioni anche per lo sviluppo turistico, con il recupero e la valorizzazione di alcune stazioni e investimenti sul materiale rotabile. Ovviamente ci saranno investimenti anche nel versante della sicurezza». Il passaggio a Rfi sarà, in un primo momento, in concessione, per poi tornare allo Stato in via definitiva. «Così – assicura Chianella – potrà accedere a quei circuiti di risorse nazionali che oggi sono preclusi».

Questione in Regione A sollevare la questione a livello di Regione è, intanto, il capogruppo di Fratelli d’Italia, Marco Squarta. «La tragedia avvenuta in Puglia tra due convogli delle Ferrovie Nord Barese impone una riflessione – scrive in una nota -. Le nostre linee Fcu hanno infrastrutture che risalgono a 100 anni fa. Su 193 chilometri di binario unico viaggiano ogni giorno quattromila passeggeri tra studenti e pendolari e il semaforo è l’unico sistema di segnalamento per il passaggio: è uno strumento insufficiente ad escludere l’errore umano». Squarta chiede quindi che venga invitato in Commissione l’assessore regionale ai Trasporti, Giuseppe Chianella per «verificare in maniera dettagliata lo stato attuale delle linee ferroviarie in Umbria, sia quelle gestite dallo Stato con Rfi che quelle Fcu».

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