giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:26
13 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:09

Statalizzazione Accademia, Rampini: «Enti locali diano contributo. Voglio accordo entro il 2016»

Il presidente della Fondazione: «Processo si chiuderà nel 2017 o 2018. Chiedo il minimo indispensabile affinché l'operazione vada in porto, non credo si tireranno indietro»

Statalizzazione Accademia, Rampini: «Enti locali diano contributo. Voglio accordo entro il 2016»
Mario Rampini (foto U24)

di Daniele Bovi

Un appello alle istituzioni locali affinché facciano la loro parte, accompagnando l’Accademia di belle arti lungo il percorso, non privo di ostacoli, che la porterà nel 2017 o nel 2018 all’agognato traguardo della statalizzazione. A lanciare l’appello, mercoledì nel corso di un incontro con la stampa, è stato il presidente della Fondazione, l’avvocato Mario Rampini. A chiedere l’impegno degli enti locali (soci fondatori sono Comune e Provincia mentre altri, come la Regione e la Fondazione Cassa di risparmio, sono sostenitori), prima e dopo la statalizzazione, è anche il decreto recentemente firmato dal ministro Giannini che ripartisce le risorse stanziate dalla legge di stabilità per le accademie non statali (in tutto 4 milioni, dei quali 800 mila per Perugia) e traccia il percorso dei prossimi mesi.

Il ruolo degli enti «Da noi – ricorda Rampini – la Provincia è centrale, anche se sono tre anni che viste le note condizioni in cui versa non dà più un euro. La sua posizione va chiarita fino in fondo e auspico che la Regione partecipi all’accordo di programma e dia un suo sostegno economico». Un percorso del quale Rampini ha già parlato con l’assessore regionale Bartolini, «che è d’accordo, anche sul pieno subentro nelle funzioni, nel frattempo passate alla Regione». C’è poi il capitolo Comune, che è passato dai 700 mila euro del 2010 ai 150 mila del 2015 (nel 2014 erano il doppio): «Un contributo diretto o indiretto – dice l’avvocato – serve. Tra l’altro il Comune è anche proprietario della struttura che ci ospita». «Mi rendo conto – continua il presidente – dello stato in cui versano gli enti, e chiedo il minimo indispensabile affinché l’operazione vada in porto. Non credo si tireranno indietro».

COSA DICE IL DECRETO DEL MINISTRO

L’accordo Un’operazione, quella relativa all’accordo di programma propedeutico alla statalizzazione, che comporterà anche una radicale revisione dello statuto, per la quale «ho già nominato una commissione». La statalizzazione secondo Rampini potrebbe arrivare già nel 2017 e nel 2018, mentre entro il 2016 l’avvocato, il cui secondo mandato scadrà il 31 dicembre, vuole chiudere l’accordo di programma, che avrà una durata di tre anni e in cui dovranno essere nero su bianco i piani per il futuro dell’Accademia: «Insieme a Genova – dice – ci stiamo già lavorando e una bozza c’è. Vogliamo fare in fretta». Nel corso di queste settimane va avanti il lavoro anche coi vertici del Ministero (in special modo col direttore generale Daniele Livon) e la prima tranche del finanziamento annuale, 300 mila euro, dovrebbe arrivare a breve, dopo il via libera della Corte dei conti sul decreto, mentre per gli altri bisognerà attendere la chiusura dell’accordo di programma.

LO STAZIAMENTO

I numeri Come scritto nel decreto, il 70 per cento dei fondi servirà per il pagamento del personale. Al momento la Pietro Vannucci può contare, per quanto riguarda i contratti a tempo indeterminato, su sette docenti, cinque impiegati e quattro «coadiutori»; oltre a loro ci sono 55 collaborazioni (la maggior parte sono professionisti con altri lavori che tengono corsi all’Accademia) tra docenti e altri collaboratori. Un capitale umano che verrà ampliato a breve con l’ingresso di un docente di design e un aiuto bibliotecario, figura che non c’era più dal 2011 per la quale si sono presentati in 140. Ad agosto poi dovrebbero partire, «dopo 18 mesi per le pratiche burocratiche», i lavori di ristrutturazione (400 mila euro il costo) di una vasta ala dell’Accademia, grazie ai quali arriveranno nuove aule, laboratori e anche l’aula magna.

I progetti Rampini però guarda già oltre: «A fine luglio – rivela – presenterò alla Fondazione Cassa di risparmio una richiesta di finanziamento da 200 mila euro per la ristrutturazione di un’altra area». Altro obbiettivo, quello dell’attivazione del biennio di specializzazione in design: «Tutto è pronto o quasi ma – dice Rampini – ci sono dei problemi burocratici. Senza biennio, dopo la triennale in design gli studenti se ne vanno». Nel complesso un’Accademia «dove è più che raddoppiato il numero degli studenti, che ora sono 420, senza debiti, che funziona bene e che – spiega ancora l’avvocato – ha un patrimonio notevole. Dopo oltre 400 anni abbiamo una certa immagine e anche problemi, ma tutti risolvibili».

Twitter @DanieleBovi

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