martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 05:35
29 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:57

Stalking e mobbing, perseguitate decine di donne: «Luoghi di lavoro spesso invivibili»

I numeri: nel 2016 già 90 denunce tra i due fenomeni allo Sportello Adoc. Il caso della chiamata dello stalker: «Le lascio una rosa al giorno e 10 messaggi, può denunciarmi?»

Stalking e mobbing, perseguitate decine di donne: «Luoghi di lavoro spesso invivibili»
La conferenza stampa su stalking e mobbing

di Ivano Porfiri

«La mia ragazza mi ha lasciato e ha sbagliato. Io cerco solo di spiegarglielo e lo faccio mettendole una rosa ogni giorno sotto casa. Oggi le ho mandato qualche messaggio. Quanti? Dieci. Sono forse uno stalker?». Arrivano anche telefonate come queste allo sportello antistalking e antimobbing dell’Adoc. L’operatore che ha preso la chiamata, al giovane folignate all’altro capo, ha risposto: «Sì, lo sei e potresti essere denunciato e passare molti guai, è bene che tu smetta».

Crescono le denunce Il fenomeno non accenna a diminuire, nonostante la legge riservi strumenti sempre più efficaci al questore per fermare i responsabili di “atti persecutori”. I numeri parlano chiaro: dagli 81 casi (di cui 75 donne) del 2013 si è passati ai 92 (84 donne) del 2014, ai 103 (93 donne) del 2015, fino ai 32 (29 donne) dei primi tre mesi di quest’anno. Sono quelli registrati dagli sportelli attivi a Perugia e Foligno (ma a breve con la Provincia verrà riaperto anche quello di Città di Castello). «Le denunce arrivano e noi cerchiamo di aiutare con supporto psicologico e legale chi ci contatta – spiega Angelo Garofalo, presidente regionale dell’Adoc –. A volte ci relazioniamo anche con gli stalker e otteniamo anche qualche risultato».

Donne e uomini Vittime di stalking sono soprattutto le donne, ma anche qualche uomo. «Sono due fenomeni diversi – chiarisce Garofalo -: in genere l’uomo perseguita perché non accetta di essere stato lasciato e cerca di riprendersi ciò che ritiene suo. La donna, invece, lo fa per cose più concrete come per avere la casa coniugale o per la custodia dei figli». Purtroppo, spesso, le donne si sfogano allo sportello, ma poi – per paura o per la speranza che le cose cambino – non vogliono denunciare.

Legge non basta Garofalo ha evidenziato come «la legge nazionale sia uno strumento efficace, anche se avrebbe bisogno di alcuni ritocchi. Vanno bene le misure preventive dell’ammonimento e dell’allontanamento affidate al questore, ma le statistiche dimostrano che uno stalker su tre torna ad avvicinarsi, quindi sarebbe opportuno sia l’affiancamento di uno psicologo al questore per giudicare il livello patologico dello stalker e aiutarlo decidere la misura più opportuna, che un percorso psicologico obbligatorio per chi viene sanzionato».

Il posto di lavoro Esistono forme di stalking anche al di fuori dell’ambito domestico. «E’ crescente il fenomeno di persone che hanno difficoltà nelle relazioni sociali e si invaghiscono della collega di lavoro – è stato spiegato dalla psicoterapeuta Foteini Giochtsi e dall’avvocato Paola Jole Spinelli – . Prima iniziano con un approccio gentile e qualche attenzione, per poi diventare veri e propri persecutori, creando situazioni di difficoltà ambientale e professionale alla vittima». In alcune situazioni lo stalking si sovrappone anche all’altro fenomeno monitorato, il mobbing. «E’ capitato il caso del figlio del datore di lavoro che si è innamorato dell’impiegata e sia arrivato a renderle la vita impossibile», è stato detto.

Mobbing «Mobbing e stalking – ha sottolineato l’avvocato Francesco Pavone – sono molto diversi ma hanno in comune il fatto che colpiscono la sfera psichica della vittima. Entrambi, inoltre sono fenomeni molto difficili da dimostrare legalmente». E anche il mobbing non è certo un fenomeno in calo: dai 144 casi del 2012, si è passati a 179 l’anno dopo, a 189 nel 2014, 178 nel 2015 e 58 nei primi tre mesi del 2016. Anche qui due vittime su tre sono le donne, proprio perché «anche sul posto di lavoro è più facile prendersela con chi si crede più debole e anche perché si innescano forme di molestia sessuale».

Mai un risarcimento Uno dei problemi principali del mobbing è l’efficacia degli strumenti a disposizione delle vittime. «L’Umbria – ha ricordato Garofalo – è stata tra le prime regioni a dotarsi di una buona legge, e anche nel contesto nazionale ormai il mobbing è equiparato alle malattie professionali. Solo che quasi mai si riesce a ottenere un risarcimento. L’Inail, ad esempio, rimbalza sistematicamente ogni richiesta».

Denunciare e registrare Nonostante ciò, l’appello per chi subisce attività di mobbing, come di stalking, è di denunciare subito. «Ma anche – afferma Garofalo – di conservare tutti i messaggi ricevuti, senza mai rispondere, e registrare su un diario tutte le molestie subite. Solo così si avrà poi uno strumento efficace per dimostrare quanto avvenuto. Sia che ciò avvenga de visu, come anche ad esempio sui social network, diventati spesso gogne pubbliche o strumenti di vessazione personale».

Info Lo Sportello antistalking e mobbing è attivo a Perugia, presso lo sportello del cittadino della Provincia in piazza Italia, tutti i martedì dalle ore 15.00 alle 17.30 e a Foligno in via Umberto I 48 il martedì dalle 16.00 alle 18.30.

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  • Romina

    si, d’accordo in tutto … da donna dico e mi sento di dire alle care femminucce di non esagerare!
    stà diventando una guerra tra sessi!
    anche un semplice sguardo diventerà reato.
    mah

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