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lunedì 12 aprile - Aggiornato alle 09:41

«Un amore, una passione, una fede: Fere da Play station», parola di Racioppa. Ternana in campo alle 15

Speaker del Liberati dal 2003, nell’anno del ritorno in B ha parlato a uno stadio quasi del tutto deserto

 

Vincenzo Racioppa

di Mar. Ros.

«Probabilmente la squadra rossoverde più forte di sempre e la stessa che purtroppo non avrà neppure la festa che merita, almeno non nell’immediato». È così che, con grande amarezza, lo speaker dello stadio Liberati di Terni, Vincenzo Racioppa, descrive il gruppo della stagione calcistica 2020/21, che ha di fatto già in tasca la promozione in serie B. Sabato alle 15 il match con l’Avellino, che sta sotto di 15 punti quando mancano cinque gare al termine del campionato di C, compresa quella odierna.

RACIOPPA ANNUNCIA UN GOL DI MAMMARELLA

Vincenzo Racioppa Originario di Manfredonia, oggi 56enne, da sempre tifoso dell’Inter, si trasferì in Umbria nel 1994 e da una finestra che dava sul San Girolamo di Narni si innamorò della Ternana nel corso di un match: «Quei colori mi affascinavano da quando ero bambino. Ricordo che molti giocatori rossoverdi erano introvabili nei pacchetti delle figurine, ed ero disposto a cederne anche 200 per averne uno». Voce inconfondibile di Radio Incontro Terni da oltre vent’anni, iniziò ad annunciare formazioni, cambi e gol allo stadio nel 2003, quando Mario Isola (attuale proprietario del ristorante Cassiopea di Miranda, allora responsabile Marketing della Ternana) e non ha mai smesso, nonostante cambi al vertice della società e quella sua renitenza a piegare la testa: «Non smetterò fin quando non verrà il giorno in cui mi cacceranno e mi auguro di essere sostituito da un giovane animato dal mio stesso sentimento per la squadra. Qualche volta ammetto di essere stato troppo tifoso, col Perugia sempre, ma lo rifarei e poi che amarezza coi Montemari – racconta a Umbria24 -, tenevano la sciarpa dell’Ascoli nell’ufficio della Ternana e mi richiamarono quando per assecondare i tifosi della Curva Est misi la musica Bob Marley. Mi chiesero di scusarmi ma non lo feci e ripresi la mia postazione due partite più tardi». ‘Un amore, una passione, una fede: queste sono le Fere’ è la formula che Racioppa utilizza per l’ingresso in campo della squadra di casa, quella che quest’anno lo ha particolarmente emozionato.

Febbre rossoverde È la Ternana di Cristiano Lucarelli, quella che ha dato spettacolo per un intero campionato senza poter godere del calore del pubblico di casa, quella dell’era Covid-19, degli stadi a porte chiuse, del rituale scaccia-tensione a fine partita; è il club che ha tinto dei propri colori i balconi di tutta la città; che ha emozionato, ma dal divano di casa. Anche se, a dire la verità, la sensazione che fosse una formazione ‘da Play station’, Racioppa ce l’ha avuta guardando la Ternana giocare dal vivo. È stata una delle poche occasioni nel campionato corrente, in cui lo speaker si è concesso un’espressione un poco sopra le righe: «Il pubblico manca, cerco di metterci entusiasmo ma è tutto vanificato. Sugli spalti ci sono 50 persone al massimo, giusto gli addetti ai lavori. Con questi risultati in condizioni normali avremmo avuto migliaia e migliaia di spettatori ogni volta».

Il ritorno in B Tutta un’altra storia rispetto alla promozione griffata Mimmo Toscano: «Decisamente – dichiara Racioppa -, intanto per il livello delle squadre nel girone e poi il gioco di questa Ternana è sbalorditivo, la sintonia tra i singoli calciatori incanta, quel rituale di fine partita è stupendo. Siamo di fronte non solo a una squadra tecnicamente impeccabile ma un gruppo di ragazzi eccezionale; senza dubbio a fare da collante ci pensano Defendi e Mammarella, quelli con più esperienza, e a fare il resto ci pensa il tecnico, persona splendida che sa mettersi al livello dei ragazzi con umiltà, mettendo in campo le grandi capacità professionali. È un trascinatore». Di sicuro dei tempi di Toscano mancheranno i festeggiamenti: «Mi auguro siano solamente rimandati, questi ragazzi meritano un grande evento, io sono disposto a mettere la musica» dice proponendosi come dj, sua seconda occupazione. Nel pieno della propria spontaneità di questa stagione del trionfo rossoverde dice: «Mi avessero pagato per numero di gol annunciati, sarei ricco». Guardando al futuro: «Spero che la politica non si metta di traverso nella procedura per il nuovo stadio».

 

 

 

 

 

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