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mercoledì 24 febbraio - Aggiornato alle 18:36

Ternana, il progetto del nuovo stadio sul tavolo del Comune

A giorni la presentazione ufficiale del piano voluto da Bandecchi: investimento da 50 milioni di euro. Cgil: «Ok il progetto ma confrontiamoci»

Il faldone con il progetto della Ternana sarà a breve sulle scrivanie del Comune di Terni e a quel punto partirà l’iter amministrativo in vista della conferenza dei servizi. Entra nel vivo la fase iniziale del progetto per il nuovo stadio della Ternana Calcio, annunciato nelle scorse settimane direttamente dal patron rossoverde Stefano Bandecchi. Dopo lo studio portato avanti dalla azienda Baldi Margheriti & Associati, il progetto ora deve iniziare il suo percorso burocratico che vedrà necessariamente l’interesse prima del Comune e poi della Regione.

I tempi In linea generale, dal momento in cui l’amministrazione comunale avrà ufficialmente il progetto in mano, inizierà un conteggio di 90 giorni entro cui le varie parti interessate potranno presentare richieste o chiarimenti al progetto. Tali istanze poi saranno analizzate in sede di conferenza di servizi, come da procedura. Si tratta di un progetto che sarà in project financing, con il coinvolgimento quindi del pubblico e del privato. Investimento complessivo da 50 milioni di euro, che saranno sborsati da Bandecchi, il Comune concederà l’utilizzo della superficie. Il progetto nei piani conterrà anche la realizzazione di una clinica, sempre seguendo quelle che sono le indicazioni del presidente Bandecchi, che sarà poi da rendere operativa seguendo i protocolli regionali. Il nuovo stadio quindi vorrà rappresentare la nuova casa dei tifosi e della Ternana: le tribune saranno ricostruite più vicine al terreno di gioco.

I sindacati Sulla vicenda interviene la Funzione pubblica della Cgil, tramite una nota. «L’ipotesi avanzata dal presidente Bendecchi di avere uno stadio nuovo a Terni è una opportunità utile che va indubbiamente colta e che rilancia lo sport in una città con un importante passato in ambito calcistico. La relazione con la costruzione di una clinica privata riapre il delicato tema se la sanità debba essere pubblica o privata; non è per chi scrive un problema ideologico né pregiudiziale, ma è chiaro che solo il sistema pubblico riesce a fornire una servizio universale capace di fornire una alta qualità assistenziale a tutti. Tale valutazione si è resa ancor più evidente durante la prima fase dell’epidemia, dove si è assistito alla chiusura di numerose strutture private e al conseguente ricorso alla cassa integrazione per i propri dipendenti. Leggendo articoli di stampa, si apprende che il nesso tra stadio e sanità privata sarebbe la possibilità di produrre utili da reinvestire anche
nella costruzione dello stadio, ambizione assolutamente legittima per chi dirige un’impresa, ma che, per la delicatezza del tema, obbliga la scrivente organizzazione sindacale (cui non sfugge l’importanza di tali investimenti e la possibilità dei creazione di ricchezza e posti di lavoro per il territorio) ad aprire una riflessione sul coinvolgimento delle parti sociali e delle istituzioni. La giustificazione posta, per cui a fronte delle cinque strutture sanitarie private esistenti nella provincia di Perugia, in quella di Terni non ve ne è nessuna, al contrario appare fuori luogo e insufficiente a motivare l’autorizzazione. Bene invece la dichiarazione sull’opportunità di prevedere per Terni un nuovo ospedale pubblico, a patto che l’azienda non sia unificata con quella di Perugia e se ne favorisca la vocazione specialistica e un rapporto più stretto e coordinato con l’Università e con l’azienda sanitaria territoriale. E’ evidente però che va chiarito in quali discipline si intende investire, quanti posti letto e quante convenzioni si faranno con la sanità pubblica. In conclusione, pur essendo disponibili ad un confronto sul merito della questioni sanitarie, è del tutto
evidente che per la Fp Cgil di Terni bisogna garantire un sistema pubblico universale, investendo sulle strutture, sulle risorse umane e sulla capacità delle nostre Aziende di fornire un servizio di grande qualità con attrattive che valicano anche i confini della Regione».

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