lunedì 3 agosto - Aggiornato alle 21:50

Santopadre: «Servono orgoglio e dignità. Basta proteste ed espulsioni, altrimenti via alle multe»

Il presidente del Perugia striglia squadra, dirigenti e allenatore: «Servono cinque-sei punti per arrivare alla salvezza. Troppi rossi, dobbiamo calmarci»

Massimiliano Santopadre in panchina ©️Fabrizio Troccoli

Massimiliano Santopadre, presidente del Perugia, è tornato a parlare rilasciando interviste ai quotidiani umbri. E lo ha fatto mostrando una certa preoccupazione per il suo Grifo, reduce da due sconfitte consecutive ed in lotta per la salvezza. Venerdì a Pescara è in programma la prima di due trasferte di fila (la seconda il lunedì successivo a Cosenza), che molto diranno del destino biancorosso. «Dobbiamo solo preoccuparci di fare i punti salvezza, questa squadra può pensare solo a questo deve giocare per il club e per se stessa, per il proprio orgoglio, e la sua dignità». Nel mirino del presidente poi anche i cartellini rossi e le proteste sugli arbitraggi… «Abbiamo subito tante espulsioni per proteste quindi a cominciare dal direttore sportivo proseguendo con i calciatori chiedo una immediata inversione di tendenza perché altrimenti partirò con le multe. Se il direttore sportivo e gli altri insultano gli arbitri, anche i giocatori si sentono autorizzati a farlo ma non capiscono che se ci espellono Goretti non succede niente con i giocatori invece è diverso, purtroppo siamo una squadra che si crea alibi non sappiamo più con chi prendercela. Mai avevo visto tutte queste espulsioni per proteste, ci siamo fatti cacciare a partita finita o per un rigore a favore. Dobbiamo tutti fare attenzione perché non ne veniamo fuori ora servirà un cambiamento una reazione, prima raggiungiamo l’obiettivo è meglio e ma sono davvero preoccupato».

Il discorso tecnico «La squadra si è dimostrata mediocre purtroppo – prosegue Santopadre – come detto ora l’obiettivo è quello di fare cinque o sei punti per conquistare la salvezza. Abbiamo giocatori infortunati ed altri squalificati, adesso c’è solo un modo per tirare su la testa: servono l’orgoglio e la dignità personale. Cosmi? Cambiare l’allenatore non servirebbe a nulla, il tecnico ad oggi è ingiudicabile anzi nelle ultime partite ho visto dei miglioramenti palpabili rispetto a qualche tempo fa».

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