lunedì 19 agosto - Aggiornato alle 06:47

Rosi: «Perugia, porto l’esperienza e l’entusiasmo di un ragazzino»

Presentato il nuovo laterale destro: «Questa piazza non è un ripiego, anzi. Non vedo l’ora di mettermi a disposizione. Quando? Spero quanto prima»

Aleandro Rosi insieme al presidente Massimiliano Santopadre

di D.S.

Eccolo Aleandro Rosi. Tanto atteso quanto desiderato dalla società biancorossa, che alla fine è riuscito a convincerlo ed a farne un simbolo del presente e dell’immediato futuro: «Credo nelle ambizioni del Perugia, per questo ci siamo legati con un contratto abbastanza lungo – ha detto il nuovo laterale destro del Perugia nel corso della conferenza stampa di presentazione al Museo del Grifo-. Ho seguito negli ultimi tempi il Grifo e posso solo trarne indicazioni positive. Non vedo l’ora di mettermi a disposizione del mister e della squadra e magari centrare obiettivi importanti». C’è stato, ad onor del vero, anche chi ha storto il naso per questa trattativa lunga ed estenuante. Quasi che… «Sono sincero, il primo contatto col Perugia c’è stato a novembre ma avevo delle problematiche varie. Negli ultimi giorni ci sono state anche opportunità in serie A che non si sono concretizzate ma ci tengo a dire che essere sceso in serie B non è assolutamente un ripiego. Anzi, dovrò dimostrare di essere all’altezza». Cresciuto nella Roma, non può che conoscere chi è stato rivale nei derby capitolini per tante sfide… «Ho affrontato diverse volte Nesta in campo. Che dire, lui e Totti sono senza dubbio la storia del calcio italiano, tornando al mister credo che i suoi insegnamenti possano farmi migliorare».  E cosa si sente di dare Rosi alla sua nuova squadra? «Porterò senza dubbio molta esperienza ma anche tantissimo entusiasmo, spero di contribuire a centrare risultati rilevanti, di sicuro ho la voglia di ritrova il campo di un ventenne. Quanto tempo ci vorrà per riprendere feeling con il campo? Io mi auguro di poter essere a disposizione prima possibile. Mi sono allenato da solo correndo molto, ma il campo è il campo ed io non vedo l’ora di riassaporarlo».

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