giovedì 28 maggio - Aggiornato alle 18:30

Riccardo Gaucci e lo Scudetto ‘congelato’ a Malta: «Ci spetta di diritto»

Il presidente del Floriana attende l’assemblea federale maltese che decreterà l’assegnazione del titolo: «Lo dedicherei a mio padre»

Riccardo Gaucci esulta

di Mario Mariano

Ha trascorso la quarantena in Umbria, dove vive la famiglia dai tempi in cui era vice presidente del Perugia della serie A e dei successi anche in Europa con la prima gestione di Serse Cosmi. Durante il lockdown Riccardo Gaucci ha molto riflettuto sul suo futuro, su quello del calcio maltese che conosce oramai a menadito e dove ha conseguito risultati importanti se appena si considera che il Floriana, di cui è presidente da 5 anni, viene nella migliore delle ipotesi considerata un club provinciale.

Il momento «Sabato prossimo a Malta è prevista l’assemblea della Federcalcio e tra le tante decisioni da prendere ci sarà anche quella di decidere l’assegnazione dello scudetto. Non voglio mettere le mani avanti, ma non dovessero assegnare lo scudetto al mio Floriana la considererei un’ingiustizia grande quanto un grattacielo. Siamo primi in classifica con 3 punti di vantaggio sulla seconda, abbiamo il miglior attacco e la migliore difesa ed in più l’attaccante che ha segnato più goal in assoluto. E’ vero che il campionato è stato sospeso a sei partite dalla fine, ma altre federazioni come il Belgio e la Scozia hanno già stabilito che con l’ interruzione dei campionati per il coronavirus, il titolo va assegnato alle prima in classifica».

La storia Da 5 anni alle guida del Floriana, Riccardo Gaucci, che già da giovanissimo era stato individuato dal padre Luciano a ricoprire incarichi importanti nel Perugia e alla guida del Catania, a Malta ha sempre migliorato stagione dopo stagione, fino al primato nella massima serie, dopo una Supercoppa e un preliminare di Champions League. «Quando il calcio ripartirà sarò orgoglioso di partecipare alla prossima Champions League, però, l’aspirazione più grande è quella di vederci assegnato lo Scudetto. Se lo meritano società, squadra e tifosi, perché noi non siamo la Juventus di Malta e quindi il risultato è ancora più importante. Quello scudetto in cuor mio l’ho già dedicato a mio padre, ma sarebbe bello che venisse condiviso da tutti, per quanto lui ha fatto per il calcio italiano e per il Perugia in particolare».

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