giovedì 27 febbraio - Aggiornato alle 00:00

Piediluco, persi gli 800 mila euro per l’omologa internazionale del campo di regata

Paparelli: «Il Rup è un alibi. Senza progetto e variante urbanistica non ci può essere la gara»

Canottaggio a Piediluco

«Su Piediluco si dicono tante inesattezze». Così l’ex presidente della Regione, Fabio Paparelli, a proposito del finanziamento di 800 mila euro per l’omologa internazionale del campo di regata che è andato perduto.

La vicenda comincia nell’aprile 2019 con la mancata firma da parte del Comune sul protocollo d’intesa sottoscritto da Regione, Fondazione Carit, Fic, Circolo Canottieri ed Erg. Solo due mesi dopo Palazzo Spada appone la firma, ma è ormai tardi per far cominciare i lavori in tempo per l’aggiudicazione dei mondiali junior di canottaggio che vengono assegnati a Varese.

Comincia da lì un rimpallo di responsabilità che si trascina ancora oggi. Il sindaco di Terni, Leonardo Latini, aveva toccato l’argomento nella conferenza stampa di bilancio di un anno di amministrazione venerdì scorso, parlando di «richiesta all’attuale giunta per sbloccare una difficile situazione» e dando la colpa alla «mancata nomina del Rup da parte della precedente giunta regionale». Ma l’ex presidente della Regione, Fabio Paparelli, spiega: «La questione del responsabile unico del procedimento è un alibi, perchè il Rup ha l’unica funzione di indire la gara per la quale ci vuole un progetto che non è mai arrivato agli uffici regionali. Nella riunione dell’8 gennaio il Comune si è reso conto che serviva una variante urbanistica e questo ha impedito alla Federazione Italiana Canottaggio di fare il progetto e alla Regione di indire la gara».

Sull’argomento hanno presentato un’interrogazione a sindaco e giunta comunale anche i consiglieri del Pd, Francesco Filipponi e Tiziana De Angelis: «La Regione – si legge – per poter espletare la funzione di stazione appaltante ha bisogno della consegna del progetto esecutivo formalmente in carico alla Fic, ma che vede il Comune parte attiva in virtù delle competenze in tema urbanistico-edilizio. Risultano quindi evidenti i ritardi dell’amministrazione comunale che mettono a serio rischio la perdita del finanziamento. Solo in data 8 gennaio 2020, a distanza quindi di otto mesi dalla delibera di giunta regionale sul protocollo d’intesa, si è tenuta la conferenza dei servizi che ha sancito la necessità di una variante urbanistica e di un piano attuativo ai fini della elaborazione progettuale».

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