giovedì 20 giugno - Aggiornato alle 15:22

Perugia-Savona 0-1, Lucarelli ha bisogno di tempo, di un attaccante e di un regista

Lucarelli durante il match (foto F.Troccoli)

di Mario Mariano

Non era certo questo il secondo debutto della sua carriera che Cristiano Lucarelli sognava al Curi. Sconfitta ed espulsione, ma da guerriero autentico quale è, da subito si rimboccherà le maniche perché non è certo il lavoro a mancargli. Anche per il cronista che ne ha visti tanti di precampionati, diventa una impresa fissare qualche giudizio, o meglio, valutazione su una squadra rinnovatissima, forse troppo. Dunque oltre a prossime occasioni, per capire meglio e di più, occorrerà procedere celermente con l’«ingaggio» dell’amalgama, che è quell’indefinibile alchimia di cui difettano molte squadre in estate, specie quelle che hanno deciso di cambiare dalla A alla… U.

LA CRONACA E LE FOTO DEL MATCH

I nuovi Due soli infatti i reduci dei play off della stagione scorsa, uno dei quali, Nicco (5.5), ancora in rodaggio. Ecco allora qualche considerazione sui nuovi, con Mungo (voto: 6.5), che ha dato la sensazione di avere visione di gioco e piedi buoni, con Conti (6+) dalla corsa sciolta, ma non ancora in sintonia con chi gli gioca davanti, che poi è Sprocati (6): falcata alla Domenghini, qualche cross al bacio che avrebbe un esito migliore se ci fosse un ariete da area di rigore. Ariete che non sembra invece essere Eusepi (5), che forse nella prima uscita ufficiale è colui che che ha lasciato qualche perplessità in più rispetto ai compagni. Solo una questione fisica (è sembrato nei movimenti più macchinoso di Ciofani e Tozzi Borsoi messi insieme)?.

L’amalgama L’amalgama non si compera al mercato, e neppure al calciomercato anche se reste famosa la battuta di Massimino, presidente del Catania che dette disposizioni affinché i suoi collaboratori la cercassero in ogni angolo dell’hotel dove si svolgevano le trattative. L’amalgama si conquista con il tempo che nel calcio vale oro e pochi sono disposti a concedere un minuto in più dello stretto necessario. Un’altra mancanza chiara è parsa quella di un uomo che sappia far viaggiare il pallone e che sappia prendere per mano la squadra. Certo si può anche tentare la soluzione alternativa, e cioè quella di assegnare il compito di regista a chiunque entra in possesso di palla, ma questa è un’altra storia. Ci vorrebbero undici, anzi quindici giocatori universali, capaci di correre e di fare gioco. Può darsi che le scelte si rivelino giuste e che siano stati commessi meno errori della passata campagna acquisti: questo è l’augurio visto anche l’entusiasmo di alcuni sicuri esperti tra gli addetti ai lavori, ed allora non resta che aspettare, e magari correggere in corsa solo qualche situazione deficitaria (oltre Eusepi, chi ha qualche decina di gol in canna, tra centrocampisti e difensori?).

Il primo errore, preoccuparsi subito Ma intanto il mancato passaggio del turno di Coppa Italia provocherà inevitabilmente qualche ricaduta sulla campagna abbonamenti ma preoccuparsi subito, anche se la prima è andata male, vorrebbe dire commettere il primo errore della stagione. Basterà solo provare a capire cosa non ha funzionato e procedere con qualche correttivo, in fondo proprio Roberto Renga dovrebbe essere tra i primi a ricordare che il Perugia di Castagner, che poi avrebbe vinto alla grande il campionato di serie B, steccò per quasi tutto il precampionato, perdendo perfino contro il Città di Castello, che non valeva certo il tenacissimo Savona di Corda.

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