giovedì 20 giugno - Aggiornato alle 16:22

Perugia-Nocerina, Camplone: «È stata durissima». Rantier, gol vittoria con dedica alla moglie

di Giovanni Baricca

Tre punti d’oro. Per come sono arrivati: all’arrembaggio prima, di sofferenza (e ci può stare se davanti hai la corazzata Nocerina) poi, di coraggio e fortuna alla fine. Il balzo in avanti in classifica generale è la diretta conseguenza di tutto questo.

Un avversario micidiale «Uff, è stata durissima» sbuffa alla fine Andrea Camplone. Il suo Perugia adesso è terzo, a pari punti con «una squadra fortissima come quella che abbiamo affrontato oggi. Si vede che i campani giocano insieme da tanto, si trovano a memoria, sono davvero devastanti dalla cintola in su». Il tecnico biancorosso non ha problemi ad ammettere la superiorità dell’avversio. Alla stessa maniera, riconosce che «il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio. Nel secondo tempo abbiamo fatto pochino, pochi cambi di gioco soprattutto. Sulla carta alle volte sembra tutto molto facile, le partite però vanno giocate. Solo il campo e la fatica dicono la verità».

LA CRONACA DELLA PARTITA 

Perugia terzo in classifica E adesso, dopo i novanta minuti del big match, dicono che il Grifo è terzo in classifica. «Vincere partite del genere in questo modo è buon segno. I campionati si vincono anche con un pizzico di fortuna». Si vincono. Un lapus? Il tecnico sorride: «Eh, mi sa proprio che il Latina ormai è andato. Non credo si fermi più da qui alla fine. Con l’Avellino cercheremo di consolidare il terzo posto e… tanto siamo lì, pure a entrare in corsa per il secondo. Quella di oggi è stata una partita importante. Che carica noi e pure il pubblico. Spero venga tanta gente con l’Avellino».

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La partita nel dettaglio «Sul gol subito è stato bravo Evacuo. I miei ragazzi erano convinti di averlo messo in fuorigioco. Giani? È entrato impacciato, poi è cresciuto. Doveva prendere le misure al ruolo di terzino, da quando è arrivato lo abbiamo sempre allenato come centrale». Chiedi a Camplone cosa gli è piaciuto della sua squadra e lui risposnde sorridente: «Che abbiamo trovato gol su giocate tipicamente non nostre. E che quando ci difendiamo si sacrificano tutti. Nel primo tempo c’era pure un rigore per noi. Ma l’arbitro ha deciso per l’involontarietà. Di mezzi falli non ce ne ha fischiato uno oggi».

IL PAGELLONE DI MARIO MARIANO

Rantier, ancora match winner Signor Rantier, ci sta per caso prendendo gusto a entrare in corsa e segnare il gol decisivo? Sorriso a trentadue denti. «In effetti mi sta riuscendo molto bene in questo periodo. Dedico il gol a mia moglie Alessandra, che è una grande donna, e la vittoria a chi invece lavora con noi tutti giorni, dietro le quinte. Gente di cui non parla mai nessuno, magazzinieri, massaggiatori… tutta gente che merita e che ci fa stare bene». Tornando al gol partendo dalla panchina, come mai sta diventando un’abitudine? «Perché sto bene, perché tutti stiamo bene in questo momento. Chiunque e entra dà il massimo e lo fa perché c’è il gruppo. Non c’è nessuna differenza tra titolari e riserve». I tre punti incassati oggi sono davvero pesantissimi in chiave playoff: «Conquistati contro la più forte di tutto il campionato. Il secondo tempo ci hanno messo nella nostra metà campo, siamo stati bravi e pazienti ad attaccare nei momenti giusti. Adesso? Ci aspettano nove finali. Intanto pensiamo all’Avellino e restiamo con i piedi per terra. È questa la nostra forza».

La delusione dei molossi Umore nero, come è più che comprensibile, in casa Nocerina. «Che dire? Ci dispiace tantissimo. Abbiamo perso e non ce lo meritavamo. Ho l’amaro in bocca» farfuglia al termine Gaetano Auteri. Visibilmente irritato per l’epilogo del big match: «Il due a uno è bugiardo per come si è svolta la partita. Per ciò che Perugia e Nocerina hanno espresso sul campo. I miei ragazzi non sono stati affatto fortunati dal punto di vista degli episodi. Peccato, perché abbiamo fatto tutto ciò che dovevamo fare». Cambia la classifica, a questo punto, e non è certo un bel cambiare per i molossi. «Questo è un campionato sciocco – conlcude Auteri -, cortissimo, al quale mancano almeno quattro partite. Non esistono margini di errore in un torneo del genere».

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