giovedì 20 giugno - Aggiornato alle 15:17

Perugia, la ricetta di Scognamiglio: «Spirito, cattiveria, voglia di portare a casa il risultato»

Dan. C.

Andrea Camplone ha la fronte ancora sudata, quando entra in sala stampa. È stata tosta, eh? «È stata tosta, l’avversario era difficile. Ma la squadra ha reagito bene, gran prova». «Una prova di forza notevole», dirà più tardi. «Credo la vittoria sia meritata».

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Andrea Camplone Cambi azzeccati, come del resto quest’anno succede spesso. Gli chiedono se per caso non abbia una qualche bacchetta magica, Camplone. Una diversa, senza dubbio, da quella eventualmente utilizzata la scorsa stagione. Sorride: «Qui non è questione di magia. È che chi entra (vedi Henty, ndr) lo fa con il giusto con spirito, perché la squadra è coesa, unita. Henty? Sono contento per lui. Non poteva sperare in un esordio migliore. Ma deve crescere, correre di più». Le due reti incassate, entrambe a firma Bombagi, hanno rischiato di compromettere la serata. «Eh, abbiamo preso due infilate… È mancata unione unione tra reparti – ammette -. Dovevamo stare più corti con Filipe, e invece ci siamo fatti trasportare dalla palla, in certi momenti. Abbiamo peccato di generosità». «Non è mai facile fare bene dopo la sosta», conclude. E ora non resta, con un Carcione in più («Ha qualità diverse da Filipe, tornerà utile»), che sperare nei passi falsi di Lecce e soprattutto Frosinone. «Pensiamo a noi. L’ho detto e ripetuto mille volte, lo faccio anche oggi: pensiamo a noi e al nostro cammino».

Gennaro Scognamiglio Tre gol su tre: tutti di testa. Due persino, succede di rado, su calcio piazzato. «E pensare», dice l’autore della seconda marcatura umbra, «che non più tardi di stamattina, mentre provavamo qualche schema, il mister mi prendeva in giro: ‘Ma di testa e su calcio d’angolo quando segni, Gennà?’». Gennaro Scognamiglio in realtà aveva già fatto gol una volta, quest’anno, di testa e su corner. «Mi piace far gol. E infatti, spesso, mi spingo in avanti e provo a segnare». Marotta e Ferretti: clienti difficili. «Due buoni giocatori per questa categoria – ammette il difensore -. Ma i gol del Grosseto sono arrivati su errori nostri. Però il Perugia mi è piaciuto. Mi è piaciuto lo spirito, la cattiveria, la voglia di portare a casa risultato. Nonostante le condizioni del campo, che non ci hanno aiutato». «È che sappiamo dove vogliamo arrivare – continua -, ci teniamo troppo a vincere, non possiamo concederci errori. Così è difficile? Sì, ma a noi piacciono le sfide». Parla al plurale. Perché è il gruppo il segreto di questo Perugia: «Carcione e Henty sono fortunati, sono arrivati in un gruppo di bravi ragazzi nel quale è facile inserirsi. Chiunque arriva, se si mette a disposizione dei compagni, può darci una mano».

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