domenica 9 dicembre - Aggiornato alle 20:32

Il Perugia da aprile è tutto in mano a Santopadre. Camplone, decisione la prossima settimana

Gianni Moneti e Massimiliano Santopadre (foto F.Troccoli)

di Giovanni Baricca

Voglia di calcio, di nuovo. Ancora voglia di calcio e neanche tre giorni, 72 ore, per riuscire a elaborare il grande bluff: l’illusione del successo e la realtà del fallimento, tutto in un amen. Massimiliano Santopadre ha ancora tanta voglia di calcio. Lui, perché Moneti non fa più parte del sodalizio biancorosso.

Un uomo solo al comando «Gianni ha ceduto le sue quote ad aprile», rivela mister Frankie garage. Il padre di Alessio («Che con questa storia non c’entra niente, non date retta alle malelingue»), Moneti, a metà stagione «ha avuto qualche difficoltà, ha chiesto tempo, e alla fine mi ha venduto la sua parte del Perugia». A titolo oneroso, tiene a chiarire Santopadre. Il Grifo, insomma, è in mano a un unico proprietario già da mesi. E da mesi – probabilmente già da gennaio – è soltanto l’imprenditore romano a versare moneta sonante nelle casse del club biancorosso. Con un accordo a monte, tra veri gentleman: «Se Gianni vuole rientrare può farlo, del resto siamo amici, lo siamo sul serio. Se fa fronte alle sue spettanze (quelle coperte nella seconda parte della stagione da mister Frankie garage, ndr) può rientrare in società tranquillamente». Pure l’idea di una ‘semplice’ sponsorizzazione: «Ne abbiamo parlato».

Budget intatto, obiettivo Serie B Niente caccia a nuovi compagni di avventura, assicura Santopadre: «Parlo con tutti, per carità. Ma non cerco nessuno. Soci da centomila euro, poi, non mi interessano proprio. Per certe cifre, al massimo a Perugia si può fare da sponsor». «Il mio budget personale l’ho già fissato. Quanto? Certo non inferiore a quello dell’anno scorso (della duplice gestione, ndr). Sufficienti? Insufficienti? Si vedrà». La voglia e l’obiettivo restano immutati rispetto a un anno fa. Due parole, scandite con cura e doverosa riverenza: «Serie B». «Quest’anno abbiamo vissuto un anno fantastico – ricorda Santopadre -. Questa città e la sua gente vanno rispettate perché vanno rispettati i cuori di 15 mila persone. Il prossimo anno spero ci siano tanti abbonati, che per noi sono un sostegno importante. Perugia, poi, non è mica solo monumenti e storia antica: è anche calcio. Nel mondo sono in parecchi a conoscere Perugia per il calcio. Portiamo questo calcio dove merita di stare». «Finché ci sarò io – conclude – state tranquilli: qua non si fallisce».

Il Grifo del futuro. E Camplone? «Con Camplone parleremo all’inizio della prossima settimana», dice Santopadre. Il futuro dell’allenatore è incerto. Società e tecnico si incontreranno nei giorni a venire e metteranno sul piatto le rispettive richieste e le rispettive esigenze. Interviene il direttore sportivo, Roberto Goretti. «La società deve agire da tale, seguire le proprie idee e lasciar perdere gli umori della piazza in questo momento». «Se ci sara bisogno di ‘rifare il look’ all’allenatore sarà fatto», guarda dritto il diesse. Come a dire (e lo dice, Goretti): «Camplone o non Camplone il grifo giocherà 4-3-3. E se sarà Camplone, il club indirizzerà un po’ la barra». Il Perugia ripartirà da Nicco (contratto firmato per due stagioni), Massoni, Giordano, Zanchi e Ferri Marini. I giocatori di proprietà. Più Fabinho, che ha già detto di voler restare, e Koprivec, di cui il Perugia possiede metà del cartellino. «Il Grifo ripartirà da un gruppo di 14, 15 giocatori di ottimo livello più 7, 8 giovani di belle speranze. Vogliamo una rosa ristretta rispetto a quella della scorsa stagione, al massimo di 22, 23 giocatori».

La prossima stagione  Stagione, la prossima, che finalmente vedrà compiersi la tanto chiacchierata rivoluzione della Lega pro: 69 squadre, né una più, né una di meno. «Al fine di pervenire nella stagione sportiva 2014-2015 alla Divisione Unica, a 60 società, articolata in tre gironi da 20 squadre – si legge in una nota della stessa Lega pro – i criteri di promozione e retrocessione nella stagione 2013/2014 saranno i seguenti». Le prime dei due gironi passano di diritto in Serie B. Le altre, dalla seconda alla nona posizione, disputano i playoff e si contendono l’accesso in cadetteria. Gara unica per nona e seconda classificata, per terza e ottava, per quarta e settima e, infine, per quinta e sesta. Nuovo scontro tra le vincitrici, sempre con match di andata e ritorno, e poi finale: prima sul campo della peggior classificata nella stagione regolare, poi su quello dell’altra. Nessuna retrocessione: il pericolo di combine e «biscotti» all’italiana, mormorano i più smaliziati, aumenterà notevolmente.

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