giovedì 20 giugno - Aggiornato alle 15:15

Perugia, Camplone non parla. Goretti: «Un passettino in avanti contro il Barletta»

Un camplone perplesso durante Perugia-Barletta (foto F.Troccoli)

di Daniele Cibruscola

Il Grifo vince. Ma Camplone non parla. In sala stampa l’allenatore non si presenta. “Chiedete a lui, oppure all’ufficio stampa. Io so solo che ha deciso di non parlare”, dirà alla fine Roberto Goretti. Un piccolo giallo che nasce e muore nel giro di poco. Dettagli. Come del resto la prestazione, non ancora pienamente convincente, del Perugia di fronte al modesto Barletta: l’obiettivo erano i tre punti, e tre punti sono arrivati. Il pareggio del Frosinone (1-1 con il Benevento) e la sconfitta due giorni prima del Lecce (2-0 con il Viareggio) addolciscono ulteriormente la domenica dei biancorossi, ora a tre punti dalla vetta.

LA CRONACA
FOTOGALLERY

Roberto Goretti «Cosa dico di questa partita? Che abbiamo fatto un passettino in avanti. Un passettino: per ritrovare innanzitutto la vittoria e tre punti fondamentali, per ritrovarci, poi, a livello di gioco e di squadra. Ma un passettino: all’inizio la squadra era contratta e preoccupata». Così, al termine, il diesse biancorosso. Che insiste sull’ultilità, più che sulla bellezza, della vittoria appena conquistata: «Vincere oggi era decisivo. Però adesso concentriamo tutte le forze sulla partita di L’Aquila. Pensiamo una domenica alla volta». Puntualizzato che «i reali effetti del ritiro» che si è appena concluso «non si possono valutare da una singola partita», chiedono a Goretti: quanto è lungo quel «passettino» di cui parlava poco prima? «È un passettino», ripete. «Non mi è sembrato, di aver visto una squadra, oggi, il Perugia, che è tornata davvero a correre».

Il campionato del Perugia in un minuto, TIMELINE

Giulio Sanseverino Di buono c’è, e va sottolineata, la prestazione di Giulio Sanseverino: all’esordio assoluto con la maglia del Perugia. «In settimana si è allenato bene e Camplone lo ha premiato», dice Goretti. Parola al diretto interessato: «Sì, mi sono emozionato. Era la mia prima volta con il Perugia. Tutti i pensieri però scompaiono quando entri in campo, pensi solo a fare bene». Ad aiutare l’ex Palermo «sono stati soprattutto i miei compagni di squadra, sono stati favolosi», ad apprezzarlo il pubblico della Nord: «Mi fa piacere. Spero di continuare così». Anche a lui, come al diesse, tocca una domanda sul «ritiro terapeutico», così lo aveva definito Santopadre, che ha caratterizzato la settimana pre Barletta: «Il ritiro ciè stato utile. E il gruppo lo ha accettato di buon grado».

Cento anni di Grifo, VIDEOINTERVISTE e WEBDOC

Nevio Orlandi Microfono a Nevio Orlandi, allenatore del Barletta. L’umore è agli antipodi. La descrizione della gara, naturalmente, anche. «Per noi è stata una partita in salita fin da subito», attacca. «A mio avviso il secondo giallo a Legras non ci stava», continua. «Volevamo giocare a viso aperto e invece siamo stati penalizzati, ancora, dalle decisioni del direttore di gara. Ma il calcio questo e ne prendiamo atto. Succede», conclude. Di recente il Barletta ha incrociato prima e seconda del torneo: il Frosinone prima, il Perugia domenica. Orlandi, quale delle due vede favorita per in ottica promozione? «Lo dicevo già all’inzio del campionato: Perugia e Frosinone sono le squadre più forti del girone. Però forse sono i ciociari ad aver qualcosa in più, soprattutto per la forza d’urto dei suoi attaccanti». Quindi? «Quindi la spunterà chi arriverà in fondo con più benzina. I fattori decisivi saranno due: l’energia fisica e la capacità di restare concentrati».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.