mercoledì 12 dicembre - Aggiornato alle 15:33

Perugia Ascoli 3-2: tafferugli fuori dallo stadio, autobus danneggiati. Ululati contro Fabinho

Gli scontri del dopo partita Perugia Ascoli

di Giovanni Baricca e Maurizio Troccoli

Finisce 3-2 per il Perugia, la partita al Curi contro l’Ascoli. Ma a caratterizzare questa giornata sono stati i cori, gli insulti e gli ululati contro Fabinho da parte della tifoseria dell’Ascoli. Il vento dell’inciviltà ha cominciato a spirare ancora prima del fischio di inizio. Quando dal settore ospiti del «Curi», riservato ai supporter dell’Ascoli, sono partiti cori di scherno verso l’opposta tifoseria, durante il minuto di raccoglimento in memoria delle vittime dell’alluvione in Sardegna. Il vento dell’inciviltà si è mosso allora. E non ha più smesso di soffiare. Dallo stesso settore, nel corso dell’incontro sono stati scagliati in campo due fumogeni, esplosi (almeno) sei petardi nel parterre, intonati a ripetizione cori assurdi, beceri, all’indirizzo del brasiliano Fabinho. Di più. Dalle violenze verbali, consumate sugli spalti, al termine del match si è passati a quelle fisiche, alle vie di fatto, imboccate nella zona a ridosso dello stadio. Il parapiglia si è scatenato dietro alla tribuna e nel parcheggio riservato agli ospiti. Niente contatti corpo a corpo, pare. Fatto sta che un supporter marchigiano è stato fermato dalle forze dell’ordine, che sono comunque riuscite a placare i tafferugli. Alcuni autobus, sempre di provenienza ascolana, hanno registrato danneggiamenti. Intanto, i mezzi di trasporto ospiti sono ripartiti alla volta di Ascoli scortati dagli agenti della polizia. Non sono stati rilevati ulteriori momenti di concitazione lungo il tragitto fino a fuori la periferia di Perugia.

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I dettagli dei tafferugli Poliziotti a fare da cuscinetto hanno evitato il peggio. Poteva mettersi davvero molto male se non fosse stato pe una azione mirata di contenimento da parte della polizia coordinata sul luogo dal responsabile Francesco Moretta. Due i momenti principali nei quali la tensione è salita fino al punto di lasciar pensare al peggio. Tutto accade nel dopo gara, davanti al Curi e poi nei pressi dello svincolo quando gli autobus degli ospiti erano già accompagnati dalla colonna della polizia che, ancora una volta, ha evitato il corpo a corpo tra le due tifoserie. Il primo episodio si registra mentre gli agenti stavano accompagnando negli autobus i tifosi ospiti. Alcuni tifosi del Perugia hanno provato a scendere dalla pista ciclabile per scontrarsi contro gli ospiti. Se li sono visti giungere da dietro ma un reparto della polizia era già sul posto ed è riuscito a fronteggiare l’aggressione di tifosi muniti di pietre, cinture e altri arnesi. Nel frattempo un altro reparto di poliziotti è giunto a rinforzare il primo. I tifosi sono stati respinti con l’azione degli agenti e il lancio di lacrimogeni. Non sono volati manganellate. Evitato quindi il corpo a corpo tra i due blocchi di tifosi anche se pochi singoli elementi sono riusciti a beccarsi. In tutto la polizia ha dispiegato una sessantina di uomini e almeno quaranta sono stati impiegati nelle aree calde.

La seconda aggressione Un’altra aggressione è avvenuta allo svincolo del raccordo, quando gli autobus andavano via. Anche in questo caso alcuni tifosi perugini hanno provato a entrare in contatto con gli altri che erano già nell’autobus. Ma anche in questo caso sono stati allontanati e dispersi. Il bilancio parla di qualche ferito lieve del reparto mobile durante la fase del lancio di oggetti, 6 poliziotti risultano contusi.

L’arresto Un funzionario della polizia, mentre i poliziotti provavano a mettere sui mezzi i tifosi ascolani, in questa fase di concitazione, un tifoso ascolano era in possesso di un manganello telescopico che aveva nascosto. Con quello ha lanciato un colpo alla spalla del funzionario che ha riportato contusioni per 6 giorni di prognosi. Il tifoso ascolano è stato fermato e arrestato dalla Digos. Domani si celebra per lui il processo per direttissima. I tifosi ascolani sono giunti a Perugia in oltre 500, venuti con quattro autobus grandi, 8 pulmini e mezzi privati. «Sono davvero soddisfatto del lavoro compiuto dai poliziotti – ha detto a Umbria24 Francesco Moretta, capo della Digos e responsabile dei reparti impiegati al Curi – abbiamo davvero evitato che accadesse il peggio. Ce n’erano tutti i presupposti. Se non fosse stato per l’attenzione e l’organizzazione di tutte le forze dell’ordine impiegate che sono riuscite a disperdere i tifosi più agguerriti solo con l’azione organizzata e qualche lancio di fumogeno, senza ricorrere ad altre strategie, oggi avremmo un bilancio grave che è stato evitato».

La vigilia di Camplone Se Camplone l’ha definita «una domenica importantissima per il Perugia» una ragione deve pur esserci. La classifica ai piani alti è cortissima: Frosinone 23, Pisa 22, L’Aquila e Pontedera 21, Catanzaro 20, Perugia 19, Prato 18. E il calendario, gli appuntamenti della 13esima di campionato stuzzicano la fantasia: il Frosinone va a Salerno, trasferta difficile; il Catanzaro vola a Gubbio, e chissà che i ‘cugini’…; Prato e Pisa giocano un derby da tripla in schedina; il Pontedera ospita L’Aquila e qualcuno, di sicuro, lascerà punti pesanti al «Mannucci». «Passa un treno che il Perugia non può proprio lasciarsi sfuggire», rincarava il tecnico, alla vigilia. Contro l’Ascoli, allora, confermato in blocco l’undici anti Paganese. Con Eusepi punta centrale e il piccolo Insigne a completare il tridente (l’altro esterno è Fabinho). Il solo ballottaggio, quello tra il terzino destro Conti e l’omologo mancino Sini, è stato risolto in favore del primo, con Comotto ad aggiustarsi sul binario di sinistra.

Le dichiarazioni della vigilia

Intitolato un piazzale a Guido Mazzetti Il Comune di Perugia ha intitolato, domenica mattina, prima del match con l’Ascoli di Giordano, il piazzale alle spalle della gradinata del “Curi”, quello attualmente utilizzato come parcheggio per la stampa, in occasione delle gare interne dei biancorossi. Alla targa con scritto il nome dello storico allenatore biancorosso – ma anche calciatore e grifone negli ’30 e 40′, partigiano, recordman di panchine di serie B, ben 626 – sono stati tolti i veli (un drappo tricolore) di fronte a un pubblico di ex calciatori, amici, parenti, tifosi del Grifo e politici locali. Decisamente colpito, probabilmente sorpreso da tanto entusiasmo il presidente del Perugia, Massimiliano Santopadre, si è fatto sfuggire un laconico: «Spero che un giorno in questa città verrò ricordato con altrettanto affetto». Giù applausi. Soddisfatto e felice il figlio di Mazzetti, Mimmi, giornalista e conduttore televisivo: «Dalla scomparsa di mio padre, per me oggi è il giorno più bello».

PERUGIA (4-3-3): Koprivec; Conti, Massoni (15’st Sini), Scognamiglio, Comotto; Moscati, Filipe, Nicco; Insigne (22’st Sprocati), Eusepi (33’st Mazzeo), Fabinho. A disp.: Stillo, Daffara, Vitofrancesco, Mungo. All.: Camplone.
ASCOLI (3-5-1-1): Russo; Schiavino (26’pt Carpani), Scognamillo, Rosania; Scalise, Capece (22’st Gragnoli), Pestrin, Gandelli, Giacomini; Falzerano (29’st Hanine); Malatesta. A disp.: Pazzagli, Di Gennaro, Massei, Scicchitano. All.: Giordano.
RETI: 19’pt Euspei, 40’pt Fabinho, 18’st Carpani, 31’st Fabinho, 46’st Hanine.
ARBITRO: Lanza di Pinerolo.
NOTE: 5130 spettatori. Cielo sereno sul «Renato Curi».  Ammoniti: Fabinho, Conti, Comotto, Malatesta, Capece. Espulsi: Carpani (27’st) per somma di ammonizioni. Angoli: 3-10. Recuperi: pt 1′, st 4′.

Primo tempo

1′ Partiti.
15′ Da un lato all’altro del «Renato Curi» si innesca ed esplode una schermaglia verbale ancora prima del pronti-via. Persino prima e durante (sponda esclusivamente marchigiana) il minuto di silenzio in ricordo delle vittime dell’alluvione in Sardegna. Dieci minuti di studio reciproco, giocate svelte dei padroni di casa e laboriose macchinazioni ospiti. Come a dire, zero occasioni a referto e tanta corsa. Prima e seconda occasione sono comunque del Perugia: entrambe smorzate dai guantoni di Russo.
19′ GOL PERUGIA Nicco, in percussione, serve Eusepi, che aggancia e batte, di destro, a pochi metri, Russo. Perugia 1. Ascoli 0.
30′ Nel parterre riservato ai supporter bianconeri esplodono cinque petardi. In campo, Filipe pasticcia e offre agli ospiti due ripartenze velenose. Il gol di Eusepi si materializza nel momento migliore, per il Perugia: quando il gioco vive, davvero, un momento di equilibrio assoluto. Un retropassaggio all’indirizzo di Koprivec produce in rapida sequenza tre corner ascolani. Comotto (fallo su Schiavino, rilevato prontamente da Carpani) viene ammonito.
40′ GOL PERUGIA Nicco allarga per Fabinho che scarta un uomo, salta un secondo, arriva sul fondo e di mancino trafigge (posizione impossibile, gol d’autore) Russo sul secondo palo. Perugia 2, Ascoli 0.
45’+1′  Il conto delle infrazioni al regolamento federale – cercate? volute?  – sale a sei petardi esplosi sugli spalti e due fuomogeni lanciati in campo, sponda Ascoli. Nel frattempo il Grifo assalta, graffia l’Ascoli con gol-prodezza di Fabinho (lanciato da Nicco) che fa 2-0. In tutta risposta, il settore ospiti del «Renato Curi» intona cori razzisti di dubbio gusto e fantasia. Chiude il tempo un tentativo velleitario di Giacomini, bloccato senza problemi da Koprivec.

Secondo tempo

1′ Squadre in campo con gli stessi uomini del primo tempo.
15′ La ripresa inizia nel segno del Grifo: di Fabinho che apre all’indirizzo di Insigne, del napoletano che prolunga per Moscati e della mezzala, che incrocia sul secondo palo ma incoccia appena sui cartelloni pubblicitari. Insigne è in palla, e i compagni lo cercano a ripetizione. La squadra è fluida, porta gli esterni al pressing basso e il metodista, Filipe, all’arrembaggio solitario. L’Ascoli può poco, praticamente niente: Falzerano cerca il jolly da calcio d’angolo (il quarto fino a questo punto), Koprivec risponde chiudendo i pugni, scagliando la sfera oltre il pericolo.  Massoni, causa scontro aereo con un avversario (15′), lascia il campo in favore a Sini. Comotto si sistema a centro area.
18′ GOL ASCOLI Il settimo corner in favore dei bianconeri porta Carpani a colpire la parte interna del palo lontano: la carambola conduce il pallone oltre la linea e consente all’Ascoli di accorciare. Perugia 2, Ascoli 1.
30′ Nel frattempo proseguono, si sprecano gli ululati (indegni) dei supporter ascolani all’indirizzo di Fabinho. Giordano gioca la carta Gragnoli (esce Capece), Camplone risponde inserendo Sprocati e richiamando Insigne. Tutta la sostanza che i marchigiani non sono stati in fgrado di esprimere nei primi 60′, vengono fuori: spinti da un lato dal 2-1 inaspettato, dall’altro dall’altro dal calo evidente (appena pochi minuti) dei padroni di casa. Poi, l’episodio che sposta ancora l’asticella in favore del Perugia: Capece si fa ammonire per la seconda volta e viene espulso. Fabinho serve Nicco che sciupa sul fondo.
31′ GOL PERUGIA Fabinho, servito lungo da Koprivec, salta Russo in pallonetto e fa 3-1.
46′ GOL ASCOLI Hanine intercetta una maldestra respinta di Koprivec (su punizione) e schiaffa la sfera in fondo alla rete. Perugia 3, Ascoli 2.
45′ +4′ Più Fabinho tocca il pallone, più una manica di ignoranti (sempre lì, in curva Sud) intona ululati. I biancorossi accarezzano il poker con Sprocati (34′) ma il pallone si impenna. Mazzeo (subentrato a Eusepi) cerca la gioia personale ma non la trova. Finisce qui, Perugia batte Ascoli 3-2.

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