sabato 20 ottobre - Aggiornato alle 05:10

Perugia arroccato sfiora il colpaccio al Tardini contro il Parma

Difesa in emergenza capitola solo su rigore. Breda allontana spettro esonero, ora sotto a Palermo e Frosinone. Pagellone. La partita 

Il gol di Cerri 0-1©Settoncephotoagency

di Mario Mariano

Poteva andare peggio oppure poteva andare meglio? È l’interrogativo di sempre, dopo un pareggio. Ciascuno la vede a modo proprio, recriminazioni da un parte e dall’altra, considerazioni di vario genere, pali e palle gol fallite; la supremazia di gioco è del Parma, Perugia che fa le barricate e confida nelle ripartenze spesso improvvisate. In buona sostanza di positivo c’è il risultato che può essere accettato da entrambe le squadre. Sì, perché il Parma è stato costretto a stringere i tempi dopo aver rischiato il ko, a giocare in maniera sbilanciata per tentare il recupero in extremis. Chi non avesse seguito la partita può appuntare questo: due volte il Perugia si è presentato nell’area del Parma, la prima volta ha fatto centro con Cerri, l’altra ha centrato il palo con Buonaiuto in collaborazione con Lucarelli. Dalla parte opposta, con Leali ancora lontano parente di quello citato di curriculum importante, ci sono state diverse situazioni da gestire, più pressing, più palleggio più gioco virale, anche se alla fine il Parma non ha avuto vita facile per via di quel muro alzato da Breda. Ma del resto così come non si può chiedere ad uno chef di passare alla storia portando in tavola un piatto di pasta e fagioli, ma al massimo gli si può chiedere che quel piatto sia presentabile, di gusto passabile. Nella mentalità di Breda c’è quel calcio che oramai tutti hanno metabolizzato, squadra e tifosi: difesa possibilmente compatta, centrocampo solido che non si stacca troppo e così si prova a lanciare il pallone in avanti confidando negli attaccanti se devono far appello a tutte le loro risorse, anche quelle di indietreggiare a volte fin sulla linea dei terzini. È successo questo anche al ‘Tardini’. 15 minuti ad armi pari e poi il progressivo arretramento di 15-20 metri per preparare quello che una volta si chiamava contropiede e da tempo ripartenza. Quelle sono riuscite bene due volte e Mustacchio ha servito, al meglio prima Cerri e poi Buonaiuto. Un goal è un palo.

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Nonostante i cambi , la squadra non è riuscita a tenere lontano da Leali gli uomini di D’Aversa e nel forcing finale del Parma è arrivato il pareggio di Ceravolo su rigore, ma anche più di una pila di goal, tanto per dire che anche D’Aversa ha le sue recriminazioni da fare. Ecco perché anche questa volta il pareggio ha lasciato due feriti, che sono sempre comunque meglio di un morto, come soleva ripetere Aldo Agroppi.

Leali: Non ci siamo, proprio non ci siamo! Ha forse deciso di far rimpiangere il Rosati accantonato perché non idoneo nelle uscite? Al suo attivo solo un salvataggio su Lucarelli. Non è certo lui a trasmettere sicurezza ai compagni.Voto 5

Volta: Ammonito anche questa volta, ma in una difesa in emergenza non commette errori da penna rossa. Voto 6

Del Prete: Ci mette tanta grinta, quanta non se ne è vista in 20 partite sulla fascia. Da sola quella non basta, ma la prestazione è senz’altro sufficiente. Magari il suo futuro prossimo venturo potrebbe essere proprio quello di fermarsi al centro. Voto 6+

Magnani: Debutto positivo, nonostante incappa nel contrasto per fermare Da Cruz da cui scaturisce il rigore. Insigne prova a spaziare su tutto il fronte d’attacco, ma lui lo segue come un’ombra. Un altro paio di errorucci, ma il Parma ci ha provato in maniera insistente, specie con i cross dalle fasce. Voto 6

Mustacchio: Può sostenere di aver bagnato bene il cambio di colore dei capelli. Forse qualcuno deve avergli parlato di Ze Maria, che aveva la criniera giallognola è il piede vellutato. Si fa perdonare quei due o tre cross sbagliati in superiorità numerica, servendo al bacio Cerri e Buonaiuto. Voto 6.5 (32′ st Kouan: non gli riesce di alzare il baricentro del gioco. Mette i suoi muscoli solo nei contrasti a centrocampo. Irruenza frenata. Voto: 6-)

Gustafson: Fiducia ripagata parzialmente. In Occasione di qualche lancio dimostra di avere qualità tecniche importanti, ma anche lui spinge poco, preferendo stazionare nella propria metà campo . Voto 6

Bianco: Preferito a Colombatto, si fa trovare pronto ed è almeno al momento più utile del compagno. Prova anche la conclusione dalla distanza, ma il meglio di sé lo dà davanti la difesa, mai perdendo la bussola Voto 6.5

Bandinelli: Frenato più dall’atteggiamento generale che da Dezi. Staziona nelle retrovie senza spunti e senza lampi. Voto 5.5 (14’st Germoni: nella partita degli ex – e lui era uno di questi – c’è chi dà e c’è chi riceve. Lui si tiene a galla, senza infamia e senza lode Voto 6)

Pajac: Si evidenzia in due modi: perchè batte tutti i calci d’angolo con il piede preferito e perchè è costretto a giocare in aiuto alla difesa, dove se la cava con chiusure in fallo laterale, senza mai rischiare. Dire che abbia superato la metà campo più di cinque volte sarebbe una bugia. Voto 6-

Cerri: Nelle corde di un attaccante di classe deve esserci anche di trasformare in oro colato l’unico servizio decente che gli viene concesso. Sfrutta al meglio la situazione, dopo aver sofferto tantissimo la marcatura stretta e l’impostazione tattica della partita. Insomma il gol impreziosisce una partita sottotono. Voto 7

Di Carmine: Lucarelli lo controlla al meglio come si faceva una volta, cioè facendogli sentire il fiato sul collo. Neppure per lui ci sono palloni giocabili e la sola cosa che gli resta da fare è quella di andare a prenderseli, ma con risultati modesti. Il gioco falloso è la conseguenza di una partita senza la possibilità di lampi. Voto 5 + (20’st Buonaiuto: Potrebbe fare tante cose, ma lui preferisce sempre la soluzione di innarmorarsi del pallone, anche quando potrebbe appoggiare ai compagni. Così non si va troppo lontani. Tenere palla e poi perderla ne rimpicciolisce la prestazione. Voto 6 – )

Breda: La partita non era facile per l’emergenza della difesa, ma lui non cambia strategia neppure avesse la migliore formazione. Vede il calcio in un’unica direzione e spera sempre di poter sfruttare le ripartenze grazie alle qualità degli attaccanti. Ripete la partita di Pescara, ma il Parma oggettivamente vale più della squadra di Zeman. Voto 6+

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