mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 23:49

Grifo, finisce il sogno serie B. Contro il Pisa i biancorossi fanno 2-2, in finale vanno i toscani

di Giovanni Baricca

Il sogno del Perugia finisce al Curi, contro il Pisa. Il match termina sul 2-2 e i toscani si qualificano in virtù dello score aggregato. Rizzo spegne le speranze biancorosse dopo appena tre minuti. Il Perugia fatica a sfondare, ma nella ripresa trova un’insperata superiorità numerica grazie all’espulsione per doppio giallo di Tulli. Ciofani agguanta il temporaneo 1-1 e Rantier – gol al 39‘st – spinge il Grifo, purtroppo virtualmente, soltanto virtualmente, dritto in finale. L’illusione dura poco: Favasuli pareggia i conti con un diagonale sotto l’incrocio dopo neppure sessanta secondi. Finisce così, 2-2, con il Pisa qualificato e con il Grifo a disperarsi.

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Lo scacchiere biancorosso Perugia di esperienza, novità e motivazioni. Camplone toglie Esposito, butta dentro Italiano (capitano) e lo blinda con Nicco e Dettori. Moscati scala dietro, sulla destra, dove i grifoni schierano un autentico arsenale: il livornese, a segno già sette giorni fa, Dettori e Politano (a sorpresa preferito a Rantier). L’alter ego di Massoni, squalificato, è l’ex parmense Lebran: tre minuti, tre, e patatrac che vale ai toscani la rete del vantaggio.

Grifo sotto, la finale si allontana I neroblù lanciano lungo, Russo respinge ma il pallone resta lì. Lebran pastrocchia in disimpegno e serve Perez: tiro potente, respinta di Koprivec, tap-in vincente di Rizzo, a rimorchio della manovra toscana. Il parziale aggregato (con lo score dell’andata) è impietoso: 3-1 in favore di Buscè e compagni. La Nord si infiamma. Il Grifo, in campo, reagisce con Fabinho (palla profonda chiusa in extremis dal duo Colombini), poi con Nicco (tiro in area da posizione centrale, impattato ancora da Colombini in scivolata) e infine con Tozzi Borsoi: pericolosissima la sua inzuccata su cross (al 10’) dalla bandierina del brasiliano Fabinho. Sabato, più indaffarato a perder tempo che non a giocare, pennella sul fondo un’insidiosa punzione. Squadra scorbutica, il Pisa.

Rigore non concesso ai biancorossi Lucida, attenta, istruita da Pagliari a menadito: i neroblù chiudono il bunker e negano ogni spazio all’iniziativa perugina. Le perdite di tempo, intento, si sprecano. Non più soltanto Sabato, pure l’estremo difensore  Sepe, il mediano Mingazzini e l’attaccante Gatto si esibiscono nel più irritante dei traccheggiamenti. Il fischietto di Aureliano, del resto, non squilla e non mostra alcun giallo. Neppure al 41’, quando Nicco rimette al centro e Favasuli, come un cestista, intercetta in area con le mani. «Rigore è quando arbitro fischia» scuoterà le spalle, sconsolato, Gianni Moneti all’intervallo.

Perugia all’assalto, Pisa tiene Nella ripresa il Pisa scompare, già al pronti-via. Il Perugia colpisce ma il fortino tiene, regge gli urti lungo gli esterni. Servirebbero assalti frontali, centrali, ma i palleggiatori scarseggiano in quella zona del rettangolo di gioco. Pagliari rinuncia a ogni sorta di velleità offensiva. Un tiro di Dettori (4’) scalda i guantoni al povero Sepe, pizzicato a più riprese dai supporter locali. Nicco e Fabinho corrono per due, ma il raddoppio avversario – nel deserto di inserimenti centrali e cambi di fornte delle mezzali – produce un continuo e irritante nulla di fatto.

La mossa di Camplone: quattro punte Camplone gioca la carta Rantier, dentro per Dettori. Il francese si sistema in mediana, come già successo a Viareggio (esperimento sterile) e Carrara (soluzione vincente). Lebran, nel frattempo, con Gatto out causa crampi, si fa sfuggire Perez e lo stende in zona rossa, tra linea e area di rigore toscana. Al 22’, ancora lui, Perez, se ne va con un sompbrero e colpisce a botta sicura: Koprivec miracola e in uscita devia sul fondo. Il Grifo gioca a quattro punte, adesso. Ma Camplone non si accontenta: toglie Giani e mette Ciofani, richiama Italiano (cotto) e spinge in campo Cacioli. Quattro punte, sì – Politano, Tozzi Borsoi, Ciofani e Fabinho -, più Rantier rifinitore.

Toscani in dieci, Ciofani gol Tulli fa il furbo due volte e viene espulso, per somma di ammonizioni, nel giro di quattro minuti. Moscati colpisce il palo. Tozzi Borsoi spizza per Ciofani che intercetta e difende il pallone dall’intervento di Suagher. Girata in rete del centravanti ex Gubbio e speranze biancorosse rinfocolote. “Gol, Perugia gol… fino al novantesimo!”. La Curva ci crede e ci crede pure la squadra. L’urlo del popolo biancorosso si fa assordante, gli occhi del Pisa sono gli occhi della paura.

Desiderio e dolore: tutto in un amen Fabinho sulla fascia serve Nicco, la mezzala mette al centro ma non trova anima viva. Solo Rantier, dall’altro lato della barricata: sul suo destro a incrociare Sepe non può nulla se non raccogliere la sfera in fondo alla rete. Grifo in finale, con questo score. Ma… Sabato scende sul fondo e non trova opposizione, mette in mezzo, la difesa sbroglia ma Favasuli si fa sotto: destro all’incrocio, 2-2, Pisa di nuovo virtualmente davanti. Un tifoso toscano si sente male e la partita stenta a riprendere. Surreale. Il rush finale dei ragazzi di Camplone porta solo tanta illusione: il Grifo è fuori, il Pisa va in finale.

PERUGIA(4-3-3):

Koprivec; Moscati, Russo, Lebran, Giani (27’st Ciofani); Dettori (15’st Rantier), Italiano (27’st Cacioli), Nicco; Politano, Tozzi Borsoi, Fabinho.

A disp.: Pinti, Cangi, Liviero, Esposito. All.: Camplone.

PISA (4-4-2):

Sepe; Sbraga, Suagher, Colombini (36’st Barberis), Sabato; Buscè, Mingazzini, Favasuli, Rizzo (33’st Rozzio); Perez, Gatto (21’st Tulli).

A disp.: Pugliesi, Carini, Fondi, Scappini. All.: Pagliari.

 

RETI: 3’pt Rizzo, 34’st Ciofani, 39‘st Rantier, 41’st Favasuli.

ARBITRO: Gianluca Aureliano di Bologna.

NOTE: 15000 spettatori circa, di cui 1600 provenienti da Pisa. Ammoniti: Suagher, Moscati, Lebran, Tullim, Favasuli. Espulsi: Tulli per somma di ammon izioni (30’st) Angoli: 6-6. Recuperi: 0’pt, 9’st.

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