mercoledì 30 settembre - Aggiornato alle 05:52

Perugia al via, una rifondazione necessaria e senza rimpianti

Analisi del calciomercato biancorosso: la politica dei ritorni smentisce la tesi secondo la quale chi lascia il Grifo sbatte la porta

Alessandro Nesta, allenatore del Perugia (foto Troccoli)

di Mario Mariano

Una campagna acquisti fatta di sostanza, che è poi quella che conta, ma anche di medianicità, come si conviene nell’era del ‘Tutte le operazioni di calcio mercato minuto per minuto’. Il popolo del Grifo appare soddisfatto, anzi di più delle accelerazioni degli ultimi giorni, con tanto di fuochi di artificio per gli ingaggi all’ultimo tuffo di quello che la critica ha considerato il miglior portiere dello scorso campionato, il brasiliano Gabriel. Certo c’era stato molto altro nelle ore precedenti, ad esempio la conferma di un nuovo corso, quello di non sbarrare la porta a chi per un verso o per l’altro era salpato per lidi: i ritorni di Moscati, Han e Verre non sono solo legati al caso, alle combinazioni del mercato. Rappresentano un preciso segnale per smentire quanti magari hanno lasciato Pian di Massiano sbattendo la porta. Le separazioni sono legate a variabili diverse di caso in caso: andrebbe comunque sempre garantita la forma e il tenere a mente che non si sputa mai sul piatto dove si è mangiato.

LA NUOVA ROSA

Nuovo corso Squadra da rifondare per 101 motivi, è così è stato, con qualche rimpianto, come è naturale, ma anche con la consapevolezza che le leggi della domanda e dell’offerta hanno avuto è sempre avranno un peso determinante. Non a caso bastano e forse avanzato le dita di una mano per ricordare che solo Gigi Riva, Rivera e Totti hanno respinto le sirene e hanno amato una sola maglia. Come sempre sarà il campo a rafforzare o smentire pronostici a far fiorire speranze o annegare illusioni. Di Carmine si ripeterà o proprio a Perugia ha raggiunto il top della prolificità? E Bucchi ha investito bene in quegli allievi che avevano illuso una tifoseria quando la serie A sembrava davvero dietro l’angolo?

INTERVISTA AD ALESSANDRO NESTA

Ripartenza Ripartire da zero non significa non avere obbiettivi ambiziosi, piuttosto desiderio di voler azzerare un passato contraddittorio fatto di accelerazioni esaltanti e pause imbarazzanti, e così per mesi e mesi fino a quando molti, tanti, hanno perduto la loro dimensione. Non essere più né carne né pesce ha comportato necessariamente voltare pagine, ispirarsi a nuovi modelli, mettere a frutto esperienze passate. La piazza è reattiva, connessa costantemente, alla ricerca anche essa di un equilibrio che dovrà essere scandito da protagonisti dal rendimento più costante. Una partenza con luci da crociera può rappresentare una soluzione ideale dopo gli anni delle montagne russe, anche se appare evidente che una rifondazione così imponente, necessita di un po’ spazio temporale più robusto. Quanto al conducente del prototipo, assumerà un ruolo ancora più importante. Nesta proprio nell’intervista ad Enzo Beretta ha confidato di «essere alla prima grande svolta della sua carriera, consapevole delle ambizioni di tifosi e Società», e dunque è suo il compito di assemblare tante energie, di dare una connotazione precisa ad una rosa ambia dove convivono soggetti di qualità sovrapponibili. Quanto tempo ci vorrà perché si realizzi una alchimia tra squadra-tecnico e tifosi nessuno può dirlo. Il calcio è mistero buffo, dove tutto ha un prezzo, meno la cosiddetta amalgama. Quella, contrariamente a quanto pensava un presidente di molti anni fa, non si compra in nessuna parte del mondo.

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