giovedì 20 giugno - Aggiornato alle 15:42

Perugia, a Salerno un super Moscati. E ora in vista di domenica servono calma e il ‘fischietto’ giusto

Mario Mariano

di Mario Mariano

Chi dopo Riccardo Ros di Pordenone? L’arbitro dell’Arechi è stato all’altezza della situazione, sempre nel vivo dell’azione, autorevole e convincente, insomma un “fischietto” destinato a fare carriera. Ma dopo il 2-2 che assegna alla partita del 4 maggio i destini di Perugia e Frosinone, ci vorrebbe un altro fischietto almeno di pari valore del friulano. La scelta non sarà facile, ma per quello che vale, tentiamo una previsione, sulla base dello score dei migliori: Giuseppe Diego Cifelli, 33 anni, da Campobasso è tra quelli che hanno le maggiori chance di essere designato per il Curi. Di arbitri si parla spesso a sproposito, perché i loro errori veri o presunti alimentano le polemiche, hanno fatto la fortuna di rubriche televisive e dei giornali.

LA CRONACA

Serve l’uomo giusto I dirigenti della Lega Pro hanno dunque l’obbligo di azzeccare la candidatura giusta, la personalità di un arbitro che sappia gestire una partita che si porta dietro grandi interessi economici, carriere sportive, la passione di migliaia di tifosi. Il pareggio di Salerno è stata la sintesi di una stagione, che ha regalato mesi di soddisfazioni, ma anche settimane di attesa per una ripartenza che stentava a decollare: nel frattempo si è inserita il buonsenso a condire la gestione di periodi di vacche magre con Camplone che ha rintuzzato sempre le perplessità, fino ad appropriarsi lui stesso della materia del contendere, rischiando grosso come ha fatto nel decidere che i due a rischio di squalifica, ovvero Conti ed Eusepi, dovessero andare in tribuna.

LE INTERVISTE

Decisioni impegnative Decisioni impegnative, sia quelle che i cambi fatti in corsa per infortuni che per motivi tattici. Camplone che in corso d’opera ha cambiato schema e di conseguenza gioco: dal fraseggio insistito alla verticalizzazione, con tutti i vantaggi del cambiamento, per sfruttare al meglio le ripartenze di Fabinho e Sprocati e dello stesso Moscati, che è tra i pochi che sa adattarsi ad ogni genere di soluzione. Un Camplone così concentrato e, perché no, così coraggioso ha ora l’obbligo di gestire al meglio la lunga vigilia ed oltre quella la partita che dopo 9 anni può assicurare la promozione in B.

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Koprivec: mettiamoci che la pioggia e il fango non sono mai buoni alleati di un portiere, aggiungiamoci che ogni domenica si ritrova con compagni nuovi, ma resta il fatto che non è concentrato come dovrebbe, né su palloni facili (respinte goffe) né quando lo impallinano prima Mendicino e poi Perpetuini. Sul tiro dalla distanza, la sensazione netta è di una valutazione errata della traiettoria. Resta in campo pur con una mano infortunata, ma non basta per la sufficienza. Voto: 5.5

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Comotto: mestiere, esperienza, tanto carattere. Ingredienti utili, decisivi perché gli allievi di Gregucci spuntavano da tutte le parti. Ha fatto il suo ed anche di più. Voto: 7

Sini: in affanno e vai a capire il perché, visto che era tra i più in forma. Nonostante i richiami di Comotto, si fa sorprendere da Mendicino che si infila due volte indisturbato. Titubante, forse tradito dal terreno fangoso. Voto: 5+ (dal 7’ st Rossi: al debutto dopo due anni di squalifica e nonostante non stia stato a guardare nel frattempo, si capisce benissimo che trova difficoltà, nel ritmo e nella concentrazione. Può metterci il mestiere e con quello si arrabatta fino in fondo. Voto: 6-

Scognamiglio: guerriero al cubo, è di quelli che si esaltano quando i tacchetti affondano nel fango, quando c’è da accorciare le distanze tra i reparti, da far valere la stazza fisica nelle due aree. Voto: 7

Moscati: il giocatore più duttile della rosa, quello che trovi ovunque serve. Decisivo tre volte, sul goal del vantaggio, sul rigore trasformato, sulla capacità di uscire stremato dal campo e magari pronto a ricominciare un’altra partita. Avercene come lui! Voto: 8

Vitofrancesco: la sorte gli assegna il compito di mettere verosimilmente ko la Salernitana, ma lui non è avvezzo a simili imprese e si fa respingere il tiro. Poi giostra a centrocampo, senza vampate e senza indugi eccessivi. Voto: 6

Carcione: tutti a pensare quando entra in possesso di palla al suo sostituto Felipe. Si somigliano abbastanza, forse l’aquilano è più continuo nella corsa ed a tratti più ispirato nel passaggio lungo. Voto: 6.5

Nicco: la storia dei tacchetti che ne determinano un equilibrio a volte precario, va affronta per capire se si può porre rimedio. Ha un piede indecifrabile, a volte capace di assist al bacio, a volte di rinvii a campanile, insomma le cossidette svirgolate di una volta. Balla un po’ troppo in mezzo al campo, ma quelli della Salernitana proprio nel mezzo erano efficaci. Voto: 6

Franco: fino a quando c’è presidiare la fascia, non ha picchi di gloria e neppure defaillance, ma se deve andare in sovrapposizione, si ha conferma che è stato troppo a lungo inattivo. Voto: 6- (dal 1’ st Sprocati: lo scatto che porta al pareggio su rigore è di quelli di cui sono dotati solo gli attaccanti che hanno forza nelle gambe unita a fantasia. Ci riprova, ma trova compagni troppo stanchi e squadra non troppo convinta a sbilanciarsi. Ancora una volta decisivo, perché hai voglia a dire che la sconfitta non cambiava il destino del campionato, ma vuoi mettere… Voto: 7

Fabinho: non è il terreno che predilige, questo è chiaro, e lui non è quello del girone d’andata, peraltro al rientro dopo la squalifica. Per lui partita di contenimento, con potenziale dimezzato. Voto: 6

Mazzeo: un grande gentleman, va detto subito: felice, ma senza esagerazione perché quella è la sua terra. Goal di testa, che conferma come sia attaccante di razza, sapendo realizzare in ogni situazione, ed occasione sprecata. Un infortunio lo toglie di mezzo, si spera possa recuperare. Voto: 7 (37’ pt Henty: ci mette la stazza fisica per difendere il pallone, le spizzicate, qualche movimento.Convince di più in posizione centrale. Voto: 6+

Camplone: le due esclusioni iniziali lasciano perplessi, ma alla distanza sa intervenire e concentrarsi su una partita di lettura complessa perché movimenta sotto il profilo tattico ed agonistico. Saprà preparare al meglio la sfida delle sfide, perché ha la capacità di non trasmettere ansia alla squadra. Voto: 7

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