domenica 18 agosto - Aggiornato alle 17:27

Oddo, al Perugia un mister ‘palindromo’ senza mezze misure con Renato Curi nel destino

Dalle undici sconfitte al filotto di vittorie e gli otto gol al Grifo di Breda, una carriera mai anonima: ecco chi è il nuovo allenatore scelto da Santopadre

Massimo Oddo

di Mario Mariano

Non è uno da mezze misure il nuovo allenatore del Perugia: scorrendo il suo curriculum si stagliano i numeri dei periodi migliori e quelli delle crisi infinite. Massimo Oddo ha infilato undici sconfitte consecutive quando era in panchina a Udine, dopo un filotto di cinque vittorie di fila. Stessi fotogrammi anche alla guida del Pescara, la sua città e quella dove il papà Francesco si è affermato come allenatore. Allenatore dei record, perché prima degli Oddo nessuno aveva mai allenato in Italia la stessa squadra nel campionato, appunto il Pescara. Uno cui piace spingere sull’acceleratore e non è un caso che quella sera a Udine in Coppa Italia non si sia risparmiato qualche goal proprio contro il Perugia di Breda. Alla fine fu necessario il pallottoliere: 8-3 e Rosati non fu neppure tra i peggiori. Helenio Herrera ai tempi in cui c’erano penuria di filmati indicava ai suoi dirigenti i calciatori da acquistare dopo averli visti all’opera negli scontri diretti. Al di là della disponibilità immediata nella scelta dell’allenatore possono aver influito – e non sarebbe certo un motivo da nascondere – proprio le prestazioni di Pescara e Udinese, spettacolo e risultati ottenuti affrontando il Perugia.

Palindromo nel segno di Curi Nel calcio occorrono anni perché prevalgano certe verità rispetto ad altre e chissà se un giorno sapremo se l’idea di Oddo come successore di Nesta non sia sbocciata dopo le dimissioni rassegnate a Crotone. Certo altre candidature sono sembrate possibili e altre ipotesi si sono affacciate, ma la sensazione è che Oddo sia stato sempre sul podio e neppure in posizione subordinata. Il particolare che possa condividere la campagna di rafforzamento e non doverla subire, come è avvenuto a Pescara, Udine e Crotone, rappresenta un vantaggio che Oddo dovrà valorizzare. Il riscatto passa proprio dall’avere idee chiare su interpreti della sua filosofia di gioco. Di tempo per saggiare umori e desideri degli aspirati alla panchina rifiutata da Nesta, Goretti e Pizzimenti ne hanno avuto a sufficienza. Sulla bilancia avranno messo tutto, anche quel particolare che non sembri di poco conto. Prima di trasferirsi a Milano, giovanili rossonere, Il “ragazzo” Oddo era partito dalla “Renato Curi”, fondamentali imparati così bene da permettergli una carriera inattaccabile, con successi di club (Lazio e Milan) culminati con il titolo di campione del mondo. N come Nesta, O come Oddo, primo allenatore palindromo – nome che si legge alla stessa maniera sia partendo da sinistra che da destra -, G come Grosso, candidato di riserva: tre campioni di ieri. In attesa di esserlo anche del domani.

I commenti sono chiusi.