mercoledì 21 novembre - Aggiornato alle 19:01

Le ‘Pallonate’ di Goretti: «In Nesta rivedo Castagner. Nuovo Curi? Sono scettico»

Il responsabile area tecnica del Perugia: «Crisi del settimo anno col Grifo? Mi è piaciuta l’idea di rinnovamento. Bucchi, quella partita dei playoff…»

Roberto Goretti tra Mario Mariano e Daniele Sborzacchi

Roberto Goretti, responsabile area tecnica del Perugia, è intervenuto a #Pallonate, il social format settimanale condotto da Mario Mariano e Daniele Sborzacchi in diretta sulla pagina Facebook di Umbria24, e questa settimana diffuso da un club di tifosi nel cuore cittadino, ‘Il Perugino’ di Marco Finocchi. Tanti gli argomenti toccati dal dirigente biancorosso, al settimo campionato dietro la scrivania del Grifo. Per la serie: nessuna crisi come accade spesso nei matrimoni proprio dopo 7 anni: «Per la verità un po’ in crisi qualche mese fa sono andato, visto che l’ultima stagione è stata veramente molto difficile, la gestione molto complicata e complessa. Ma il giorno dopo la sconfitta di Venezia, parlando con il presidente ho trovato subito molto bella l’idea di ripartire con un nuovo progetto. Mi è piaciuta la voglia di fare qualcosa di nuovo e devo dire che abbiamo messo anche in difficoltà Alessandro Nesta, che però ha accettato questo rischio, ovvero il fatto di ripartire da zero. A me piace molto lavorare basando il progetto su delle idee evolute, in Nesta ho ravvisato questo elemento. E se guardiamo agli anni passati, il Perugia ha fatto cose buone proprio con allenatori giovani capaci di portare idee innovative». Un inizio di stagione con qualche difficoltà per il Perugia, che adesso si è rimesso in carreggiata grazie a due vittorie di fila e venerdì sera ospiterà il Crotone al Curi. «Per intrecci di mercato non individuando un trequartista non potevamo fare quello che Nesta voleva, il percorso da questo punto di vista è cambiato nell’intervallo di Cosenza. Lì il mister ha alzato un po’ i decibel nello spogliatoio, trasmettendo messaggi forti alla squadra».

A chi può essere accostato nella storia del Perugia Alessandro Nesta? Magari ci si aspettava che Goretti rispondesse Galeone, l’allenatore che lo aveva valorizzato ai tempi in cui calcava il Curi, ed invece abbastanza a sorpresa, ha indicato Ilario Castagner: «E’ giovane come lui quando arrivò al Perugia, ambizioso, e neppure Castagner mi sembra che avesse una grande esperienza visto che aveva allenato solo la Primavera dell’Atalanta. A chi ha tirato Pallonate Goretti? «Il ds del Grifo non si è tirato indietro: Ancora oggi mi chiedo come abbiamo affrontato la partita decisiva con il Benevento, nei playoff  di due stagioni fa. A Bucchi posso contestare di aver iniziato a giocare solo nel secondo tempo. Il giorno dopo quel pareggio che mise fine alla nostra corsa, ricevetti una telefonata di un grande conoscitore di calcio come Giorgio Perinetti, che mi disse, ‘A Robè le guerre si cominciano dall’inizio’. Dovetti dargli ragione». Più blanda la pallonata a Gabriel, il portiere brasiliano che sta attraversando un periodo un po’ complicato: «Gode della stima della squadra e questo lo aiuterà, sul suo valore non ci sono dubbi. Credo che non sia riuscito ad assorbire l’errore di Salerno». Goretti non si è sottratto ad alcuna domanda dei conduttori, neppure quando gli è stato chiesto dei rapporti spezzati con i calciatori che negli ultimi anni hanno indossato la maglia del Perugia: «E’ vero, gli addii sono stati spesso traumatici, ma tutto questo perché a me piace dire le cose in faccia. Ho sempre presente, un colloquio che mi fece Guidolin ai tempi in cui giocavo nel Bologna, ‘Roberto non mi piace il tuo modo di giocare, cercati un’altra squadra’. Ci rimasi malissimo, dentro di me rimuginavo, penso di averlo mandato al diavolo chissà quante volte, ma oggi lo ringrazio. E’ stata una lezione di vita». Sullo stadio Goretti non ha avuto mezzi termini: «Ho letto quello che ha detto l’onorevole Prisco, ma io sono scettico. Lo stadio nuovo darebbe uno slancio incredibile non solo alla società, ma a tutta la città. Ce ne è bisogno, questo è fuori di dubbio, ma non si intravedono segnali forti, decisioni concrete».

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