lunedì 27 maggio - Aggiornato alle 01:13

Kingsley punta, Grifo… spuntato. Contro un solidissimo Verona mossa sbagliata

Verre, il gol è una magia. Pochi palloni per Melchiorri, Dragomir non pervenuto. Mazzocchi riemerge nel finale

mister Nesta con Rubinacci- ©️Fabrizio Troccoli

di Mario Mariano

Una sbronza di elogi dopo Venezia e dopo la Salernitana, una euforia che si potrebbe individuare anche nella decisione semi collettiva di cambiare look e così in quattro e quattr’otto il Perugia cambia pelle e siamo di nuovo al punto di partenza. Sulla forza del Verona non si discute, palleggio stratosferico, caratteristiche di squadra neopromossa (che è pur sempre una novità per una che fino a pochi mesi fa era in serie A) con eccellenti qualità tecniche individuali unite da un’identità tattica precisa. Traducendo: furore agonistico simile a quello del Cosenza e  spavalderia tattica. Contro una squadra che prova a giocare sempre allo stesso modo, anche se cambiano i protagonisti per infortunio o squalifica cosa ti combina Sandrino Nesta? Si inventa Kingsley seconda punta, pur avendo attaccanti di ruolo in panchina. Un tentativo non riuscito, l’ennesimo esperimento. Ora un allenatore è libero di cercare anche soluzioni non banali pur di arginare un avversario più forte, ma voler rischiare il salto mortale senza rete di protezione sembra esagerato. Pure la gente riconquistata dalle ultime uscite ad un certo punto, diciamo quando il secondo tempo era ripreso da poco ha preso ad invocare Vido, sì il reprobo che era caduto in disgrazia perché con la testa altrove. Ora sia chiaro: manca la controprova che con Vido al fianco di Melchiorri dall’inizio sarebbe starà un’altra musica, ma intanto si sarebbe evitata l’inadeguatezza del nigeriano, che era come balbettante. Una squadra spuntata non potrà mai far male a nessuno e, per ironia della sorte, l’unica palla goal nel primo tempo è capitata proprio a Kingsley, notoriamente non tiratore scelto. Scelte iniziali e sostituzioni a scoppio ritardato sono elementi che non devono spostare il giudizio su squadra e allenatore. Quei 15′ finali hanno spaventato il Verona perché il calcio è materia non razionale su cui pesa come un macigno la componente mentale e ambientale. Il goal di Verre ha in un attimo trasformato l’arrendevolezza in autostima e sul fronte opposto fatto capire che nel calcio a volte non bastano neppure tre goal di vantaggio per permettersi di avere la testa già sotto la doccia.

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Gabriel: Serata di ordinaria amministrazione a dispetto del tanto gioco offensivo del Verona, insomma non un super lavoro. Salvo che sui goal non è reattivo, confidando sempre troppo  nei compagni; se ne sta sulla linea di porta senza mostrare quella autorevolezza che un portiere deve avere quando davanti a lui si compatta la muraglia umana. Voto: 5.5

Rosi: Dovrebbe spingere, dovrebbe. Frenato dall’avversario e anche da una condizione non al top. Da uno con la sua esperienza ci si aspetta una maggiore incisività. Voto: 5+ (24′ st Falasco sbaglia clamorosamente la prima punizione e si fa notare più per il colore ramato dei capelli che per qualche azione degna di questo nome. Il furore c’è ma va saputo disciplinare. Voto: 5)

Sgarbi: Lascia che sia Gyomber a rischiare di più, preferendo intervenire in extremis. Un paio di volte è efficace, ma nelle mischie anche lui si fa annichilire. Voto: 5.5  

Gyomber: Un passo indietro, anzi due rispetto a sabato scorso. Non si sente sicuro e da tanto lavoro ai raccattapalle; del famoso gioco che riparte da dietro neppure l’ombra. Ritrovi fiducia nei suoi mezzi, non tutte le squadre hanno una forza offensiva come il Verona. Voto: 5- 

Mazzocchi: Bloccatissimo nel primo tempo, quando pure si impegna a non affondare, riemerge alla distanza con qualche raid e qualche cross. Voto: 5.5 

Falzerano: Quindici minuti per riscattare una prestazione senza capo né coda. Anche lui così brillante è costretto ad arrancare, vaga senza compiti ben precisi. Voto: 5+

Carraro: Avversari che viaggiano a 100 km all’ora e lui ad andatura da crociera. È lucido ma attorno a lui pochi si fanno vedere. Sul finale il tiro che da l’incipit al tentativo di rimonta. Voto:5.5 

Dragomir: Non pervenuto perché correre senza mai toccare palla è fatica doppia. Qualche spunto alla distanza, specie nel rush finale. Troppo poco. Voto: 5-

Verre: Grosso lo tiene nella giusta considerazione e lo fa marcare molto da vicino. Pur nella serata no in generale, emerge la tecnica non solo nel goal, che è la sola perla sul fronte Perugia. Voto: 6.5 

Kingsley: Addossargli colpe specifiche sarebbe ingeneroso, non si tentano esperimenti contro un avversario decisamente più forte. Piuttosto la censura arriva dall’arbitro per quella simulazione che gli costa il giallo. Andava riportato nel proprio ruolo, ma la sensazione è che anche sul piano fisico non è ancora pronto. Voto: 5.5 (21′ st Han Partecipa agli assalti finali ma senza indossare i panni del protagonista. Voto: 5.5)

Melchiorri: Fuori dal gioco, perché per una volta il gioco non c’è , i palloni da giocare sono pochi, rari come le perle vere, si segnala in un paio di circostanze in fase di non possesso sui calci  piazzati. Troppo poco. Voto: 5 (37′ st Vido Meno di 20′ per regalare una magia, che non gli riesce, ma forse ha riconquistato un po’ di considerazione nei tifosi che ne sollecitano l’impiego. Voto: ng)

Nesta: Perde il duello con il più esperto collega, la sensazione è sempre quella che gli piace innovare, sperimentare, insomma non essere scontato, banale. Ma c’è tutta questa necessità di miracol mostrare? Voto: 5 

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