giovedì 27 febbraio - Aggiornato alle 20:38

Il primo assaggio di Cosmi non è indigesto, anzi… Iemmello stecca, Falcinelli rigenerato. Il Pagellone

Carraro forse in crisi di identità. Buonaiuto mezzala: ci vorrà del tempo. I 600 del San Paolo la risposta al nuovo corso del Perugia

Serse Cosmi ©Fabrizio Troccoli

di Mario Mariano

Napoli – Perugia ruota tutta nei minuti di recupero del primo tempo. La svolta è quando l’arbitro Minimi, pardon Massimi decide il rigore per il “mani” in scivolata di Hysaj: il rigorista per eccellenza, colui che non sbaglia mai aveva un motivo in più per confermarsi, il secondo rigore pro Napoli deciso per un suo intervento scomposto dalle parti di Fulignati. Cosa ti combina Iemmello, ancora stranamente nervoso (vedi l’abbonamento ai cartellini)? Fa capire chiaramente ad Ospina l’angolo scelto, ma quello che è peggio, non imprime forza al tiro. Rientrare in partita un attimo prima del tè, avrebbe significato tantissimo. Uscire dalla Coppa Italia al San Paolo ci sta al 100%, però la recriminazione più potente è sacrosanta è legata proprio all’errore del rigorista ora non più infallibile. Tutto il resto è contorno, sono dettagli. Dopo tre allenamenti, se vogliamo metterla subito in chiaro, Cosmi ha già ottenuto molto, visto il cambio del modulo e le assenze. Le indicazioni ci sono state anche in prospettiva mercato, ora ci vorrebbe subito qualche risultato per corroborare la classifica che conta. In chiave di analisi l’Uomo del Ponte può dire che il coraggio sollecitato alla vigilia si è visto alla lunga, che gli errori si possono perdonare, ma non la mancata determinazione. Una ripresa meglio giocata, con Konate più intraprendente di Carraro, ma forse la testa di tutti, dopo la doppia trasformazione di Insigne dagli undici metri, era già a Verona. Il primo assaggio della cura Cosmi non è stato indigesto. Anzi.

Fulignati: Mai sotto assedio, personalità nel comando e riflessi pronti sui tiri dalla distanza. Stare per mesi in panchina e farsi trovare pronto, è già un titolo di merito. Voto: 6.5
Sgarbi: Meno timido del solito, anzi sorprende per qualche iniziativa perfino autorevole. Ha bisogno di una iniezione di autostima e sembra averla già ricevuta. Voto: 6+
Falasco: Ben si adatta al cambio tattico, forse potrebbe tornare più utile sulla fascia come esterno di centrocampo, ma non da mai l’impressione di affondare. Voto: 6
Gyomber: Il carattere non si cambia e la protesta fa parte del suo dna. Ha coraggio, ma questo si sapeva, e fisicità. Voto: 6+
Rosi: Timido nel primo tempo, più presente nella ripresa, ma sempre con passo cadenzato. Da applausi l’assist per Falcinelli, ma da lui è sacrosanto aspettarsi di più perché il piede è buono e deve metterlo maggiormente al servizio degli attaccanti. Voto: 6-
Falzerano: Cosmi difficilmente rinuncerà a lui, alla ricerca di continuità e intesa con i compagni di centrocampo, il reparto dove i conti tornano raramente. Qualche progressione interessante, ma deve affacciarsi più spesso in area di rigore. Voto: 6
Carraro: In crisi di identità, forse. Da metronomo a comprimario oscuro, che viaggia a ritmi da valzer, che tenta raramente l’anticipo, che non ha i tempi per il takle. Voto 5+ (15′ st Konate, entra nel momento migliore, ma anche lui contribuisce a renderlo tale. Ha fame e questo depone per un suo impiego più stabile in un futuro prossimo. Bella corsa e tanta fisicità. Voto: 6+)
Buonaiuto: Per farne una mezz’ala forse ci vorrà del tempo. Preferisce sempre partire palla al piede e puntare verso rete, una soluzione che non sempre è la migliore. Voto: 5+ (10′ st Dragomir: Aiuta la squadra ad alzare il baricentro e cerca il tiro dalla distanza. Riuscirà Cosmi ad inquadrarlo al meglio? Voto: 6–)
Nzita: La sensazione è che fatica a gestire l’irruenza, non capisce che in certe zone del campo certi movimenti diventano decisivi. Esce ridimensionato e non solo per la consistenza dell’avversario, quanto dalla gestione nei duelli e nelle giocate. Voto: 5–
Falcinelli: Pochi palloni ma quasi tutti giocati al meglio. Nettamente rigenerato sotto il profilo psicologico, non sembra più ossessionato dalla ricerca del goal. In più se più ispirato dimostra che può fare coppia con Iemmello. Il binomio non aveva funzionato perché erano troppo concentrati su loro stessi. Voto: 6.5
Iemmello: Quando trasformava i rigori gli è stato dato atto che non era facile come bere un caffè. Con lo stesso criterio va censurato e solo lui può conoscere la differenza rispetto allle altre nove volte in cui ha meritato gli applausi. Protagonista negativo anche per quel “giallo” che fa seguito al “rosso“ contro il Venezia. Voto: 5– (30′ st Melchiorri: pochi minuti per confermare che la classe c’è, ma il guizzo talvolta manca nonostante sia risparmiato in panchina. Voto: ng)
Cosmi: Aver portato 500 tifosi sul “greppo” al primo allenamento è stata la sua medaglia di bronzo, per gli oltre 600 al San Paolo merita quella d’argento. Squadra che cresce alla distanza, il test è stato utile, ma va valutato il contesto. Anche nelle analisi è di una spanna ed oltre superiore a chiunque si è seduto sulla panchina del grifo dalla sua partenza. Verissimo che con il suo solo entusiasmo non si vincono le partite, ma intanto ha cambiato la situazione ambientale da così a così. Ma i lavori sono ancora in corso. Voto :7

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