mercoledì 12 dicembre - Aggiornato alle 15:10

Il Grifo spizzica alla tavola del Benevento: finisce pari. Camplone: «Appannati. Bisogna tamponare»

di Dan. Cib.

PERUGIA (4-3-3): Koprivec; Comotto, Massoni, Scognamiglio, Sini (35’st Henty); Moscati, Filipe, Nicco; Mazzeo, Eusepi (30’st Sprocati), Fabinho. A disp.: Stillo, Conti, Vitofrancesco, Sanseverino, Carcione. All.: Camplone.
BENEVENTO (4-2-3-1): Baiocco; Ceijak, Signorini, Mengoni, Som; Di Deo, Doninelli (44’st Davì); Melara, Mancosu (35’st Montiel), Negro (48’st Campagnacci); Evacuo. A disp.: Piscitelli, Milesi, Guerra, Ferretti. All.: Brini.
ARBITRO: Brasi di Seregno.
RETI: nessuna.
NOTE: oltre 10mila spettatori, di cui 153 provenienti da Benevento. Ammoniti: Signorini, Mengoni, Massoni, Celjak. Espulsi: nessuno. Angoli: 5-5. Recuperi: pt 1’, st 4’.

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Un punto a testa. Uno ciascuno che però non giova a nessuno. Tanto tanto al Benevento, ancora in cerca di un proprio equilibrio dopo l’arrivo in panchina di Brini. Non certo al Perugia, però. Che dei tre punti – la vittoria adesso manca da tre turni, praticamente una vita viste le abitudini di Andrea Camplone e visti i ritmi del Frosinone -, che dei tre punti aveva un bisogno disperato: per classifica, ambizioni, morale. Squadre in campo con i due undici della vigilia: Benevento 4-2-3-1, quindi, con il terzetto delle meraviglie, Melara-Mancosu-Negro, dietro ad Evacuo; Perugia invece con il consueto 4-3-3, con solo un cambio rispetto al match con il Pisa, Sini per Vitofrancesco.

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Primo tempo in confusione La prima pennellata è del Benevento: bomba di Mengoni da calcio piazzato, disinnescata da Koprivec. Poi per tutto un quarto d’ora è Brasi, il fischietto e i non-cartellini di Brasi, a colorare la serata di Comotto e compagni: l’intemperanza reiterata di Som, non sanzionata; un intervento di Signorini da “giallo” sicuro, niente di più che punizione per il direttore di gara; un “panino” che lascia a terra Fabinho, non ravvisato. Tanto. E tanto presto che la partita per qualche istante si incattivisce. Il Grifo intanto sfiora la rete dalla parte sbagliata, con un incredibile retropassaggio di Scognamiglio che per fortuna non sorprende il buon Koprivec. Eusepi ci prova sul versante opposto, quello giusto (24’), ma Baiocco gli chiude la via. I sanniti combinano poco con il pallone tra i piedi. Preferiscono aspettare. Lasciano agli umbri l’iniziativa e, soprattutto, la fatica di articolare gioco. A mali estremi, col Benevento chiuso a fortino, estremi rimedi: pure Comotto si mette a trottare, a macinare chilometri nella speranza di produrre, non fosse altro dalle sue parti, un qualche accenno di superiorità numerica. Niente da fare. Le streghe lucchettano. Mentre Filipe vede le streghe della partita che fu a Pisa: anche stavolta il brasiliano resta indietro, troppo indietro per sostenere la manovra. Chiude la frazione, quantomai confusa, un tentativo sul fondo dell’altro verdeoro, Fabinho, ancora lontano dalla miglior condizione.

Ripresa audace ma sfortunata È quasi tutto da buttare. E allora sia: nel cestino finiscono le distrazioni difensive, il giropalla a alla come viene, le corse a vuoto di Nicco e Mazzeo. E il Perugia finalmente ragiona. La catena Comotto-Moscati-Mazzeo allaccia un paio di palloni per Eusepi. Fabinho, sovrastato in cattiveria per tutto il tempo, capisce l’antifona e comincia a triangolare con i compagni. Occasioni limpide neppure l’ombra, ma la pressione sui difensori ospiti aumenta, aumenta… E Signorini e Mengoni, che fino a che gli è stato possibile hanno lavorato di esperienza (leggi, con interventi borderline), ora, entrambi ammoniti, sudano sette e più camicie per contenere gli avanti locali. Che alla mezz’ora – fuori Eusepi causa infortunio, fuori Sini per scelta tecnica – Camplone ridispone così: Henty centravanti, Fabinho, Mazzeo e Sprocati rifinitori alle sue spalle. Quatro-due-tre-uno, con Moscati terzino mancino. Sanniti audaci solo e soltanto con palla inattiva. E poi a segno, ma il gol di Negro viene annullato per fallo evidente su Scognamiglio. Finisce qui. Il Grifo adesso non può fare altro che aspettare, con l’orecchio (domenica, alle 14.30) di scena a Pontedera.

Camplone: «Appannati» È «appannati» il termine scelto da Andrea Camplone, a fine gara, per descrivere il momento del Perugia. Il momento, più che i novanta minuti contro il Benevento: «Oggi abbiamo pareggiato contro una bella squadra, una squadra che darà fastidio a tutti se giocherà sempre così». Prato, 0-0. Pisa, 2-1. Benevento, ancora 0-0. Quasi un record (negativo) per uno come Camplone. «I giallorossi si sono chiusi bene, benissimo, e hanno provato a ripartire. Perché non abbiamo sfondato? Bah, in parte perché abbiamo accusato un po’ di fatica. E a Catanzaro – pronostica – farò rifiatare chi ha tirato la carretta fin qui. Oggi comunque è mancato pure il contributo di chi è entrato a partita in corso: c’è bisogno di tutti per superare questo momento». Come cambiano le prospettive dei grifoni, adesso? «Non cambiano. Il nostro obiettivo era e resta il primo posto».

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