domenica 21 aprile - Aggiornato alle 18:25

Il Grifo non vuole fermarsi, l’eroe del derby Prcic: «Dedico gol ai miei genitori»

di Giulio Nardi

Sarà una settimana più lunga del solito per il Perugia che martedì pomeriggio torna a dedicare testa e muscoli alla preparazione del posticipo di lunedì sera del campionato di serie B. L’esame di maturità al Sant’Elia di Cagliari è forse il passaggio decisivo per certificare la rinascita di una squadra destinata sempre a dare il meglio di sé quando la situazione sembra diventata irreparabile.

Bilancio Forse è proprio questo il primo rammarico di Pierpaolo Bisoli rinfrancato dagli ultimi due successi consecutivi resi ancora più importanti dal bis concesso nel derby. «Vivo di emozioni – aveva detto l’ex allenatore del Cesena, dopo la vittoria sulla Ternana – e mi dispiace che non sono riuscito sempre a trasferire questo trasporto emotivo alla mia squadra». Sarà compito del tecnico emiliano, quindi,  mantenere lo spirito di battaglia che ha proiettato in campo un Perugia tenace e combattivo nel successo delle ultime due partite.

La squadra C’è più di un dubbio sul recupero di Lorenzo Del Prete che combatte da tempo con il forte dolore al piede destro tanto da essere stato costretto a lasciare il campo   sul finire del primo tempo nella partita di sabato scorso. La sensazione forte è che contro la corazzata Cagliari sarà ancora Milos a presidiare la fascia destra mentre in attacco Bisoli non ha scelta: si tenterà ad ogni costo il recupero di Rolando Bianchi, l’unico attaccante centrale al quale aggrapparsi vista la squalifica di Ardemagni e l’indisponibilità di Parigini, Fabinho e Drolè che sono pedine fondamentali del reparto offensivo. Nel primo allenamento di martedì, svolto su campo impraticabile dell’antistadio, erano assenti Del Prete, Spinazzola e Bianchi. I biancorossi torneranno ad allenarsi mercoledì mattina alle 11,30.

Talento e freddezza E’ entrato in punta di piedi nei meccanismi del Grifo con l’umiltà di aver accettato di scendere di categoria per dimostrare che qualcuno a Torino si era sbagliato su di lui. Sanjin Prcic, da sabato sera è entrato nella storia del derby: il suo gol decisivo di sabato pomeriggio è un mix perfetto di precisione e freddezza. Il centrocampista bosniaco ignorato in serie A  dal tecnico granata Ventura nella prima parte della stagione, inizia a prendersi le sue rivincite ma non prova alcuna rivalsa: «Siamo noi giocatori – ha detto il centrocampista bosniaco di origini francesi – a dimostrare di meritare il posto da titolare. Occorre parlare con i fatti». Faccia da bravo ragazzo, apparentemente timido ma con una personalità già spiccata, Prcic si è preso le chiavi del centrocampo biancorosso e pensa già da veterano: «Non è importante – ha aggiunto – che abbia segnato io,  ma solo che la squadra abbia vinto, dedico gol e vittoria ai miei genitori che sono venuti a vedermi al Curi». Vietato guardare la classifica, per il momento si continua a pensare soltanto a spazzare via i fantasmi dell’avvio orribile del girone di ritorno.

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