mercoledì 12 dicembre - Aggiornato alle 15:26

Il Grifo guarda tutti dall’alto: Pontedera sconfitto 1-0, ali spiegate sulla serie B. Lecce batte Frosinone

PERUGIA (3-5-2): Koprivec; Comotto, Sini, Scognamiglio; Conti (22’st Sprocati), Moscati, Filipe, Nicco /47’st Sanseverino), Franco (42’st Vitofrancesco); Mazzeo, Eusepi. A disp.: Stilo; Rossi, Carcione, Henty. All.: Camplone.
PONTEDERA (3-5-2): Ricci; Pezzi, Vettori, Gonnelli; Regoli (32’st Pera), Bartolomei, Caponi, Settembrini (27’st Di Noia), Verruschi (16’st Pastore); Grassi, Arrighini. A disp.: Addario; Gasbarro, Luperiuni, Scicchitano. All.: Indiani.
RETI: 17’pt Mazzeo.
ARBITRO: Marco Serra di Torino.
NOTE: spettatori 12000 circa, di cui 150 provenienti da Pontedera. Ammoniti: Di Noia, Pezzi, Scognamiglio, Filipe. Espulsi: nessuno. Angoli: 4-5. Recuperi: pt 0’, st 4’.

Dan. Cib.

Con un incastro perfetto di combinazioni e coincidenze, di meriti e fortune, il Perugia ha scavato un profondo territorio vuoto tra sé e le inseguitrici: occhi fissati sulla partita contro il Pontedera, domenica, orecchie tese ad ascoltare le radioline sintonizzate sul “Via del Mare”. Dove il Lecce strapazza il Frosinone 2-0. Al Curi invece finisce 1-0, tanto per cambiare con gol-vittoria griffato Mazzeo: Perugia 62 punti; Lecce 61 con scontri diretti a sfavore e turno di stop ancora da osservare; Frosinone, che il 4 maggio giocherà al Curi, 59. Conti alla mano ai biancorossi adesso bastano due pareggi per agguantare la serie B.

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Segna sempre lui Camplone a sorpresa smentisce se stesso e tutti quelli, compreso chi scrive, che in settimana hanno battezzato Rossi titolare, al centro del trio di difensori completato da Comotto e Scognamiglio. Gioca Sini, l’ex Cesena finisce in panchina, Massoni addirittura in tribuna. Dall’altra parte c’è il Pontedera della vigilia: 3-5-2, come i grifoni, col duo al veleno Grassi-Arrighini – 28 gol in due fino a questo punto, 14 a testa – terminale offensivo. Tanta è la voglia di conquistare la ribalta del Curi, gremito e vibrante, che i due e con loro il Pontedera tutto partono all’attacco. Cercando pure il bel gioco, inseguendo un gol (contatto dubbio in piena area Sini-Arrighini, non sanzionato) che come detto, al contrario, saranno gli umbri ad acchiappare. Il banco toscano salta alla svelta, tutte le fiches se le aggiudica Mazzeo. Conti spinge sulla fascia e spinge pure Settembrini, che si lascia cadere. Serra non fischia, il Curi sussulta, Conti cede all’attaccante che di mancino lifta alle spalle del povero Ricci. L’1-0 scioglie i grifoni e imbriglia i granata. Che allentano la concentrazione nelle retrovie, dove Eusepi fa reparto da sé. E che davanti esauriscono in fretta, in poco più di un quarto d’ora, il raptus agonistico del pronti-via. Il primo tiro nello specchio di Koprivec si materializza al 43’. Nonostante gli sforzi inumani di Grassi (numeri di altra categoria, ma dentro l’area poca roba) e i tentativi (eunuchi) del solito Arrighini.

Guerriglia nella ripresa Il Grifo invece cerca il raddoppio con insistenza. Conti è una furia, e costringe Ricci a serrare i guantoni (25’). Nicco spara a fondo campo (30’). Mazzeo sorvola di non molto (42’) il legno orizzontale. Nella ripresa il Perugia sceglie una partita di guerriglia. E per poco non capitola quando Settembrini (17’) spazzola di testa, di poco a lato, l’ennesimo corner toscano. Camplone intuisce: non è cosa. Quindi richiama in panchina Conti (voto 8) e butta in mischia Sprocati. Quattro-tre-tre, si torna alle origini. Anche Indiani ridisegna i suoi: con Di Noia per Settembrini il Pontedera passa al 4-4-2, e le fasce diventano zona di conquista reciproca. Dodicimila e più paia di mani caricano a molla Sprocati (mancino fuori al 24’) e Mazzeo, che spende tutto, fino a esaurire il carburante di scorta. Anche i granata finiscono in riserva, vedi corsa al beveraggio alla prima interruzione prolungata del gioco. Però spingono, Bartolomei e compagni. Camplone si infuria. E i nervi saltano quando Pezzi chiama in partita Koprivec (43’). Mentre Filipe, ammonito e recidivo, salterà Salerno. Con questo e col resto si faranno i conti in settimana. Per il momento l’unica cosa che Camplone conta con piacere sono i punti (tre) di vantaggio sul Frosinone.

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