mercoledì 23 gennaio - Aggiornato alle 08:31

Il Grifo annega nel catino del Curi, la spunta il Catanzaro 2-4

L'ex capitano Giampiero Clemente (Foto Fabrizio Troccoli)

di Giovanni Baricca

Piove sul bagnato. Il Perugia annega nel catino del “Curi”, perde Koprivec dopo pochi minuti per espulsione e cede il passo al Catanzaro di Cozza, ancora corsaro in terra umbra. Finisce due a quattro la decima di campionato delle due squadre. I grifoni recuperano nella ripresa, reti di Clemente e Tozzi Borsoi, il doppio svantaggio siglato da Fioretti (doppietta) nella prima frazione, ma nel finale tornano sotto, schiacciati dal gol su calcio d’angolo (sì, su calcio d’angolo) di Quadri e dall’autorete sciagurata di Lebran.

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Così in campo Perugia e Catanzaro non tradiscono le indiscrezioni della vigilia: gli umbri adottano l’ormai consueto modulo di gioco, il 4-3-3, con Martella preferito a Jefferson nel ruolo di terzino sinistro e con Clemente finalmente reinserito nell’undici titolare; i calabresi rispondono ritoccando il disastroso 3-4-2-1 sfoggiato con Pisa e Frosinone, mettono dentro un centrocampista (l’ex di turno Benedetti, al rientro) e rinunciano a un trequartista (Carboni, peraltro indisponibile). Squalificati Politano e Mariotti. Asssenti per infortunio Liviero e Cenciarelli, da un lato, Bugatti, Romeo, Narducci e appunto Carboni, dall’altro.

Vis a vis Il terreno di gioco è infimo e pesante, ogni contrasto spalla a spalla finisce immancabilmente con il tuffo “in mare aperto” del malcapitato di turno. E ogni appoggio per i compagni è un’autentica sofferenza: lo scopre in fretta Squillace, sulla sinistra (dove il campo risente maggiormente delle abbondanti piogge di giornata), che già al 2’ svirgola e offre a Fabinho la chance del vantaggio. Sciupata. Peccato, perché di un gol il Perugia (che poi ci riprova con un’azione fotocopia sulla sinistra, protagonista Martella) avrebbe un disperato bisogno visto il tremendo cortocicuito dell’11’. Russotto viene lanciato in profondità da un pallone alto proveniente dal centrocampo, la difesa del Perugia viene presa in contropiede e Koprivec, ultimo uomo, è costretto all’uscita rovinosa: rosso diretto e rigore per il Catanzaro. Che Fioretti trasforma, spiazzando Giordano, subentrato tra i pali a scapito di Fabinho.

Ridisposizione tattica e raddoppio Le due squadre a questo punto si risistemano: i grifoni, loro malgrado, disegnano sul campo uno sgangherato e irrogolare 4-3-2; le aquile tornano invece all’antico, ricomponendo il 3-4-2-1 accantonato nei primi minuti. Che in neppure cinque giri di lancette dà i primi frutti. Ulloa e Russotto nascondo la palla ai granatieri biancorossi, Giordano, impegnato a coprire il primo palo, non può far niente quando il fantasista giallorosso serve a Fioretti l’occasione (facile-facile) del raddoppio calabrese. Che Anania chiude in extremis in scivolata, a un passo dalla linea. Grifo salvo. Ma dura poco. Squillace taglia in area un buon pallone che chiede solo di essere spinto (meglio: spizzato) in rete da Fioretti. Il centravanti non ci pensa su due volte e timbra il raddoppio. Che accompagnerà le due compagini nel tunnel degli spogliatoi, nonostante un nuovo (stavolta doppio) tentativo di Squillace dalla sinistra e nonostante la punizione non perfetta di Esposito che impegna Pisseri allo scadere (41’).

Grifo all’assalto Acclamatissimo nel prepartitta dai tifosi di casa, è il capitano del Perugia a suonare la sveglia per i suoi: bordata dalla distanza (alto, è il 2’ della ripresa) e primo squillo biancorosso. Il Catanzaro risponde con Fiore, il cui mancino impegna Giordano ma non trova la rete che, di fatto, spegnerebbe sul nascere ogni speranza di rimonta umbra. Che incredibilmente si materializza al 14’: Moscati mette dentro per Ciofani, difesa di fisico ed esperienza del fromboliere ex Gubbio e sgambetto da tergo, a due passi dal direttore di gara, di un ingenuo Sirignano. Altro rigore, stavolta favorevole ai padroni di casa, ma nessun cartellino. Graziato dunque il difensore giallorosso che, già ammonito, avesse rimediato un secondo cartellino sarebbe finito a colloquiare con lo sciagurato Kopirvec. Ma tant’è. Clemente trasforma e il Perugia si fa sotto.

Pari e di nuovo sotto Il Catanzaro è cotto a questo punto: ha un uomo in più ma è costretto a difendersi, è in vantaggio ma sente sul collo il fiato del Perugia. E alla mezz’ora incassa il gol del pari umbro. Sirignano commette un altro fallo, stavolta a centrocampo, e viene espulso dall’arbitro Lanza. Punizione di Esposito, nel mucchio di maglie in area calabrese spunta la testa di Tozzi Borsoi che trafigge Pisseri sul secondo palo. Il “Curi” esplode, ma la gioia dura un amen. Quadri batte il quarto calcio d’angolo dei giallorossi, Giordano smanaccia male e il pallone finisce dentro. Due a tre. Che al 47’ diventa pure due a quattro, al termine di un contropiede innescato da Fiore e sciaguratamente concretizzato da Lebran che in scivolata, nel tentativo di coprire D’Alessandro, infila Giordano. Le nubi sopra al “Curi” sono sempre più nere.

PERUGIA 2
CATANZARO 4

PERUGIA (4-3-3):
Koprivec;
Anania (30’st Tozzi Borsoi), Cacioli, Lebran, Martella;
Moscati, Esposito, Di Tacchio (1’st Carloto);
Fabinho (13’pt Giordano), Ciofani, Clemente. A disp.: Russo, Jefferson, Rantier, Moneti.
All.: Battistini.

CATANZARO (3-5-2):
Pisseri;
Borghetti, Sirignano, Papasidero;
Squillace, Quadri, Ulloa, Benedetti (34’st Orchi), Fiore;
Russotto (23’st D’Alessandro), Fioretti (40’st Masini).
A disp.: Faraon, Maisto, Carbonaro, Cruz Pereira.
All.: Cozza

ARBITRO: Claudio Lanza di Nichelino.
RETI: 14’pt Fioretti (r), 31’pt Fioretti, 15’st Clemente (r), (34’st Tozzi Borsoi), 37’st Quadri, 47’st Lebran (autogol).
NOTE: spettatori 4000 circa, di cui 200 provenienti da Catanzaro. Ammoniti: Ulloa, Sirignano, Di Tacchio, Clemente, Lebran, Fioretti, Quadri. Espulsi: Koprivec per fallo da ultimo uomo su chiara occasione da gol (11’pt), Sirignano per somma di ammonizioni (33’st), Cacioli per gomitata a un avversario. Angoli: 5-6. Recuperi: pt 3’, st 5’.

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