giovedì 20 giugno - Aggiornato alle 15:59

Grifo, Pisa corsaro al Renato Curi. Santopadre è perentorio: «Non siamo ancora una squadra»

La delusione di Eusepi

di Giovanni Baricca

La delusione della «revanche» mancata, tutta umorale, in sala stampa lascia presto spazio al dolore, concreto, realissimo, della sconfitta che significa: niente tre punti, classifica allungata, situazione sempre più difficile in casa Perugia. Lfotografia del momentaccio biancorosso la scatta Massimiliano Santopadre: «Non siamo ancora una squadra, gioca ognuno per i fatti propri».

Massimiliano Santopadre «Dare una spiegazione a ciò che è appena successo, così, in tre minuti non è affatto semplice», ammette il patron. «Purtroppo le partite non si vincono se tu per primo (il riferimento è al gol mangiato da Vitofrancesco, ndr) tiri fuori la palla dalla porta. Se si creano poche occasioni, quelle poche vanno sfruttate», insiste. Il difetto sta diventando congenito, pare. La Curva ha chiesto a Santopadre di portare la squadra in ritiro: «I tifosi li ascolto sempre, ma stavolta devo valutare. Non credo ancora che sia la scelta migliore, deciderò tra ventiquattro ore». L’organico, tutto, sta evidenziando limiti caratteriali. «Non riusciamo ancora a trovare la famosa quadra», ammette lui. Abbiamo un gruppo di ottimi singoli, ma quello del calcio è un gioco di squadra, se non ti comporti da tele, e noi non lo facciamo, i risultati non arrivano. Anche se poi sei tu, come oggi, a fare la partita».

LA CRONACA

Giacomo Dicara Al tecnico in seconda, Giacomo Dicara, in panchina contro il Pisa causa squalifica di Camplone, chiedono un parere sulla gara nel suo complesso. Lo scoramento è tanto. «Certo questa qui non è stata una delle nostre migliori partite», è costretto riconoscere. «Siamo stati brutti – continua, e l’aggettivo verrà ripreso più e più e volte -, abbiamo avuto la possibilità di fare gol, di ribaltare la partita e non l’abbiamo fatto. Chi ci ha creduto fino alla fine? Secondo me è stata la gente. I tifosi non hanno mollato neanche di un centimetro. Quello che, poi, dovevamo fare noi». La squadra concede poco ma subisce, in proporzione, tantissimi gol: «Paradossalmente, però, oggi le assenze ci creavano problemi dietro, e invece è nel complesso che siamo mancati, non nel singolo reparto». Gli chiedono del Pisa. Dicara risponde, secco: «Loro sono brutti (non propongono un bel calcio, ndr) e continueranno a esser brutti. Però ci fanno gol».

LA FOTOGALLERY

Dino Pagliari Contestatissimo da una parte, quella avversa, acclamato dall’altra. Dino Pagliari è così. «Il calcio è così, è il nostro mestiere. Soprattutto per i tipi come me: o prendi tanti applausi o prendi tanti fischi». Il tecnico del Pisa, a fine gara, non può che godersi la vittoria («Se sono soddisfatto? Soddisfattissimo, ci macherebbe!»), ma sceglie con garbo di non calcare la mano, di non infierire sull’avversario sconfitto: «Non chiedetemi del Perugia – avverte -, parlo solo dei miei ragazzi e della nostra partita». Di conseguenza: dove, come ha vinto il Pisa? «Il Pisa ha vinto perché voleva vincere – sentenzia -. Credo che questa sia stata la nostra ‘vittoria tipo’, quella del gruppo, di un gruppo che ancora si sta costruendo».

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