lunedì 10 dicembre - Aggiornato alle 23:15

Gaucci ospite di ‘Pallonate’: «Nel calcio di oggi manca un tipo come… mio padre»

Riccardo, attuale patron del club maltese Floriana tra passato e presente: «Un incontro a Roma mise fine al nostro Perugia»

Riccardo Gaucci tra Mario Mariano e Daniele Sborzacchi

«Qual è stato il momento che ha segnato la fine della famiglia Gaucci, e di conseguenza determinato il fallimento del Perugia? Ci sono ora, data e luogo preciso. La diplomazia politica Si mise in azione per fare in modo che mio padre si incontrasse con Cesare Geronzi in un Albergo nel cuore di Roma. I due ambasciatori dissero apertamente che da quell’incontro doveva scaturire una pace finanziaria. Ed invece mio padre, alla sua maniera, cioè da ‘Uragano’ chiese a Geronzi i soldi della cessione di Nakata, minacciandolo. Geronzi reagì violentemente lanciando un’anatema. ‘Da adesso in avanti per te è finita’. E così avvenne, dal giorno dopo quell’incontro nessuna banca fu più disposta a intrattenere rapporti con la mostra famiglia». Intervenendo alla puntata settimanale di Pallonate, social format di Umbria24 condotto da Mario Mariano e Daniele Sborzacchi, Riccardo Gaucci attuale patron del club maltese Floriana, ha ripercorso le tappe essenziali dei 14 anni di gestione calcistica perugina.

Il papà e il fratello «Mio padre e  sempre a Santo Domingo in non buone condizioni di salute, con lui intrattengo buoni rapporti mentre con mio fratello Alessandro le strade si sono separate. La mia famiglia vive a Perugia, ho due figlie Martina e Gaia, e tocco sempre con mano tutte le volte che torno l’affetto e la stima della gente. Non abbiamo pendenze giudiziarie, praticamente abbiamo vinto su tutto il fronte anche dopo quel terribile colpo che fu il fallimento. Nessuno tra calciatori, fornitori e dipendenti può dire di averci rimesso un euro. I miei rapporti con Santopadre? Ci siamo incrociati casualmente in un bar ma c’è stato solo un veloce scambio di battute, apprezzo il lavoro che sta facendo l’attuale dirigenza. Il Curi? In tanti anni vi ho rimesso piede solo una volta in occasione di una partita della nazionale, sarebbe troppo pesante tornarci a vedere il Perugia che pure seguo da lontano». Nella puntata di ‘Pallonate’ che è possibile consultare anche sulla pagina Facebook di Umbria24, Riccardo Gaucci ha parlato di tanti altri aspetti, tra passato e presente: «Fa piacere sapere che molti giocatori della nostra Primavera scudettata di metà anni ’90 siano diventati ottimi giocatori ed anche allenatori, come Gattuso ad esempio. Mi sento ancora con quasi tutti loro. Come è stato bellissimo quando Fabio Grosso, che proprio dal nostro Perugia spiccò il volo, segnò il rigore per l’Italia mondiale del 2006. Se manca una figura come mio padre nel calcio attuale? Sicuramente, lui è stato unico con il suo modo di fare e nel corso della nostra gestione del Perugia, gli investimenti non sono mai mancati ed abbiamo davvero dato tutto. Il Grifo nel mio futuro? Per ora penso solo ai ricordi, in futuro chissà…» Un’altra cosa non è andata giù a Riccardo Gaucci, «quel maledetto spareggio del 2004 con la Fiorentina, verso il quale nutro ancora molti dubbi. Allenatori? Con molti di loro mantengo un buon rapporto, come con Serse Cosmi ad esempio. Devo dire che durante la nostra gestione in molti, soprattutto a livello di dirigenti, ci voltarono poi le spalle».

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