Currently set to Index
Currently set to Follow
venerdì 24 settembre - Aggiornato alle 16:19

Foconi verso Tokyo: «Visualizzo gioie e paure, così alleno anche le mie emozioni»

Non solo tecnica e atletica: il campione di scherma si prepara alle Olimpiadi anche con il suo mental coach Filippo Fanin

di Massimo Colonna

«Attraverso delle visualizzazioni cerchiamo di capire quale sarà l’emozione che potremmo vivere in quel momento. Così cerchiamo di anticiparla, di viverla prima, in modo da farsi trovare pronti. Sulla pedana il tempo di reazione, anche emotiva, è molto stretto». Visualizzazione, gestione delle emozioni, preparazione ai sentimenti più disturbanti che potrebbero emergere in gara. Alessio Foconi, il campione di scherma romano ma ternano a tutti gli effetti, si sta preparando al meglio in vista dell’11 luglio, giorno in cui salirà sul volo intercontinentale che lo porterà a Tokyo, per la sua prima Olimpiade. L’atleta dell’Aeronautica Militare in questi giorni sta portando avanti un intenso programma di lavoro, basato su atletica, tecnica e anche mente. Un aspetto che per Foconi non è assolutamente secondario. Soprattutto da quando è seguito da Filippo Fanin, il suo mental coach. 

La testa «Per l’Olimpiade – spiega Foconi a Umbria24 – ci stiamo preparando davvero a 360 gradi, anzi direi anche di più. Portiamo avanti un lavoro atletico, fisico e tecnico, grazie a Filippo Romagnoli, per quello che riguarda la pedana, a Walter Cutrì per la preparazione atletica, e a Filippo per l’aspetto psicologico. Proprio l’aspetto mentale per me non è affatto secondario, anzi, posso dire che mi ha aiutato molto finora sia sul piano sportivo ma anche in quello personale, di crescita interiore». E tra le sedute di preparazione, fissate in calendario ogni giorno, il campione di fioretto non manca mai di prendere parte all’allenamento della mente.

Incognita Covid Ma come ci si prepara mentalmente a un evento così rilevante come può essere una Olimpiade, che per giunta sarà del tutto particolare viste le restrizioni dovute al Covid? «Con il mental coach affrontiamo un lavoro di visualizzazione – spiega Foconi – cercando di focalizzarci sulle emozioni positive o negative che potrebbero manifestarsi durante la prova. Questo mi aiuta molto, perché è come se andassimo ad anticipare quelle sensazioni, avendo così più tempo per gestirle mentalmente. Così come per gli aspetti tecnici, anche per quelli mentali c’è pochissimo tempo in pedana per affrontarli nel migliore dei modi. L’idea di base è quella di far venire fuori i cattivi pensieri, magari esasperando anche le sensazioni ‘visualizzate’, in modo che poi, quando si manifesteranno in concreto, non saranno per me una prima volta. E da affrontare ci saranno anche le incognite legate al covid: certo la paura c’è e mi dispiace non potermi vivere a pieno questi momenti storici per la mia carriera, perché sicuramente delle limitazioni ci saranno, come è giusto che sia. L’incertezza c’è ma sono sicuro che la affronteremo nel migliore dei modi e quando saremo in pedana, saremo al top sotto ogni punto di vista». 

La partenza La partenza per l’Oriente è prevista l’11 luglio, con il via alle gare il 24. «E’ emozionante vedere il mio nome su quella lista – prosegue il tre volte vincitore della Coppa del Mondo – e non vedo l’ora di iniziare. Sarà una battaglia, di questo siamo tutti consapevoli, anche per le condizioni inedite che troveremo dal punto di vista organizzativo. Ma questo varrà comunque anche per gli altri. Ci saranno tante emozioni da gestire. Sono sicuro però che per vincere le Olimpiadi potrebbe anche servire una scintilla, uno scatto mentale, un’emozione appunto: per questo è importante saper gestire al meglio gioie e paure».  

 

 

I commenti sono chiusi.