mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 09:14

Falcinelli, la nr. 8 e una carica straordinaria: «Perugia, tutti uniti per la serie A»

L’attaccante parla da leader: «Inutile nasconderci, dobbiamo fare un campionato importante. So cosa significa la maglia che indosso, scegliere di tornare è stato semplice»

Diego Falcinelli durante la presentazione

di D.S.

Una carica di quelle che difficilmente passano inosservate. La voglia di portare il suo Grifo in alto, di trascinare il gruppo, di compattare l’ambiente di lavorare per un sogno, quello della serie A. Diego Falcinelli si è presentato a suon di adrenalina e di esperienza, quella maturata in vari anni di massima serie dopo aver lasciato cinque anni fa Perugia. Quel Perugia che vuole a tutti i costi riportare in alto.

Il contatto «Due settimane fa è iniziato tutto, continuavo a sentirmi con Roberto Goretti perché per me ha fatto tanto. Quando iniziavano a chiamarmi squadre di B ho avuto subito le idee chiare, perché non posso pensare di entrare in questo campo con un’altra maglia che non sia quella del Perugia. Quindi la scelta è stata facile».

Il desiderio «Ho sempre sperato di tornare a Perugia e non andarmene più, ma è chiaro che avendo tre anni di contratto col Bologna per certi versi mi dispiace essere qui in prestito. Ciò significa che ho solo una strada per rimanere qui, vincere il campionato. Perché se torno in serie A poi mi piacerebbe rimanerci».

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Obiettivo «Sono tornato perché ho una mia idea, non ho più visto il Perugia da quando me ne sono andato perché quel playoff perso col Pescara non mi è mai andato giù. Quindi cosa dire… sono tornato per fare il massimo e speriamo di fare quello che stiamo sognando tutti, senza dire nulla…»

La maglia di Curi «Ho scelto la nr. 8. So bene cosa significa e sapendo di cosa stiamo parlando, sono sicuro di onorarla al meglio».

Pressione «Sicuramente fa parte di questo sport e del calcio, ne ho sempre avute strada facendo, soprattutto quando vai in serie A perché ci sono degli obiettivi da raggiungere».

Il tridente «Iemmello e Melchiorri? Li conosco entrambi, se è possibile giocare insieme lo deciderà il mister. Di sicuro abbiamo una rosa importante, come altre squadre di B tra cui Frosinone, Cremonese ed Empoli. Ma se sono tornato qua non è stato per fare un anno di vacanza, ma per raggiungere dei risultati importanti con questa maglia».

La squadra «Mi sembra che questa squadra e questo gruppo già si sia calato nella giusta realtà, sta lavorando bene e per questo stanno arrivando le vittorie. Dobbiamo avere l’intelligenza di migliorarsi e soprattutto tanta professionalità».

La passione «Adesso ho un bagaglio di esperienza diversa, ho avuto la fortuna di avere dei compagni importanti che mi hanno trasmesso molto per migliorare a livello tecnico ed umano, cito Paolo Cannavaro per tutti perché è una persona magnifica che al primo anno di A ha fatto tanto per me. Ho accettato anche per unire l’ambiente, perché se vogliamo arrivare all’obiettivo prefissato dobbiamo stare tutti insieme, a partire dai tifosi, dalla società e dalla città. Qui c’è tutto per fare bene e quindi è anche giusto non nasconderci, rimanendo uniti anche nelle difficoltà».

Forma fisica e atteggiamento «Sto bene, ho svolto la preparazione completa ed anche con l’amichevole di Firenze avrò modo di mettere benzina nelle gambe. Ho visto all’opera il Grifo a Livorno, non ha sofferto almeno fino all’espulsione. Dobbiamo evitare delle ingenuità perché poi si pagano».

Astori e Mihajlovic «Anche se a Firenze sono rimasto sei mesi, la morte di Davide mi ha lasciato un segno importante, resterà nel mio cuore. Il mister anche se mi ha fatto giocare poco resta una persona schietta e diretta, un grande allenatore. Oddo? Mi ha chiesto di essere un giocatore importante per questa squadra ed è quello che voglio fare».

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