venerdì 23 agosto - Aggiornato alle 11:38

Argentina ’78 tra calcio e dittatura, a Perugia ne parlano Spalletti, Sabatini, Ardiles e Cabrini

Mercoledì alla sala dei Notari per Encuentro un dibattito sul rapporto tra calcio, politica e dittatura a quarant’anni di distanza

Luciano Spalletti

Osvaldo Ardiles, Ricardo Villa, Antonio Cabrini, Walter Sabatini, Luciano Spalletti e il giornalista Matteo Marani. Saranno loro, a quarant’anni esatti di distanza, a dibattere dei Mondiali di Argentina ’78, ragionando sul rapporto tra calcio, politica e dittatura. L’incontro si terrà mercoledì 30 maggio alle 21.15 alla Sala dei Notari, nell’ambito di Encuentro, in collaborazione con la dimora storica Abbadia Celestina di Civitella Benazzone, il sostegno di Arci Umbria e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. L’ingresso è gratuito.

Argentina ’78 e Videla I Mondiali del 1978 si giocarono in Argentina. Fu un’edizione che sul piano calcistico raggiunse picchi di eccellenza soprattutto grazie all’Italia di Bearzot, degli esordienti Antonio Cabrini e Paolo Rossi e di un gruppo che pose le basi per la vittoria del Mondiale successivo, quello del 1982. Ma mentre la nazionale di casa, guidata da Mario Kempes e Osvaldo Ardiles, coronava il sogno di conquistare il titolo di fronte al proprio pubblico, il Paese era ostaggio di una delle più feroci dittature militari del ventesimo secolo, quella capeggiata dal generale Jorge Videla. Gli occhi del mondo intero erano concentrati sulle partite, e non vedevano il regime di terrore e repressione in cui versava lo Stato sudamericano. Il mondo non vedeva le torture, le sparizioni, gli omicidi. E faceva da spettatore alla passarella conclusiva, quando lo stesso Videla si prese la scena nel tripudio dello stadio Monumental di Buenos Aires in cui l’Albiceleste sconfisse l’Olanda orfana di Johan Cruijf.

Calcio e politica Ma cosa sapevano i giocatori e gli addetti ai lavori? Che aria si respirava? In molti Paesi europei si era molto discusso dell’opportunità di boicottare la competizione, ci furono campagne portate avanti trasversalmente, lì per lì si fece largo la voce, in seguito mai confermata dallo stesso calciatore, che la rinuncia di Cruijf fosse dovuta a ragioni politiche. Ma ai più tutto parve svolgersi nell’assoluta normalità.

Parterre d’eccezione Oggi, a quarant’anni esatti di distanza, Encuentro ospita un dibattito che vedrà protagonisti Osvaldo Ardiles e Ricardo Villa, due delle stelle di quella nazionale argentina campione del mondo, l’allora difensore azzurro Antonio Cabrini, il direttore sportivo Walter Sabatini, l’allenatore dell’Inter Luciano Spalletti e il giornalista di Sky Matteo Marani.

 

I commenti sono chiusi.