sabato 15 dicembre - Aggiornato alle 13:41

Il dott. Affronti a ‘Pallonate’: «Quel parto storico della signora Gheddafi a Perugia»

Il Dott. Giuseppe Affronti tra Daniele Sborzacchi e Mario Mariano

Aneddoti di Grifoncelli e Grifoncelle nate a Perugia grazie alla professionalità ed all’empatia di un medico che ha scritto pagine importanti dell’ostetricia perugina. Giuseppe Affronti, si è raccontato a Pallonate, il social format di Umbria24 condotto da Mario Mariano e Daniele Sborzacchi, ricordando gli inizi della sua collaborazione con lo staff medico del Perugia Calcio, nominato sul campo dal Prof. Giuliano Cerulli, per occuparsi delle patologie ginecologiche e delle gravidanze delle compagne dei calciatori dal 1991 ad oggi. «Con molti calciatori continuo a mantenere un rapporto di cordialità ed anche di frequentazione. Sono legatissimo ad esempio a Simone Braglia ed alla moglie, ma tanti altri anche una volta appese le scarpette al chiodo continuano a ricordare i momenti di gioia che solo la nascita di un figlio può regalare». Affronti non ha mai preteso alcunché dal Perugia e dai calciatori: «Il solo ‘pegno’ che tutti sono stati costretti a pagare è la maglietta, possibilmente con autografo».

Qualcuno gli ha fatto omaggio anche di un pallone firmato dai calciatori di un’epoca d’oro, quella il cui allenatore era Serse Cosmi. «Fu Riccardo Gaucci a donarmi un pallone autografato da Materazzi, Tedesco, Miccoli, i bei nomi di quel periodo in cui abbiamo vissuto momenti esaltanti nella massima serie, quando il mio posto in tribuna era molto vicino a quello del patron Luciano Gaucci». Particolare attenzione Affronti l’ha dedicata al ‘parto del secolo’, il più complesso della sua vita non tanto per la gestione della nascita della secondogenita di Gheddafi, quanto per l’organizzazione del percorso assistenziale ed ambientale non solo del suo reparto di Monteluce ma dell’intero ospedale. «Ci vennero date delle direttive drastiche, in sala parto poteva entrare solo personale femminile, salvo che in situazione di emergenza potevano intervenire anche gli uomini. Di fatto io non ho assistito al parto e l’annuncio è stato dato dall’ostetrica libica con un ululato speciale». Affronti ha ricordato quanto sia stata importante quella nascita, contestualizzandola in un’epoca in cui la Libia era stata messa sotto embargo dalle Nazioni Unite e l’Italia aveva accolto il figlio del colonnello non solo come calciatore ma anche come padre. Di fatto mandando un segnale preciso proprio all’America. Ancora oggi la collezione di maglie prosegue, perché la collaborazione prosegue. Gli è stato chiesto: cederebbe mai una maglia della sua ricca collezione: «Assolutamente no. A ciascuna mi legano ricordi professionali ed umani indelebili, ed in più uno dei miei due figli, cardiochirurgo ora in Canada è ancora più tifoso di me».

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